1 settembre 2007
Il rapporto dell’Unodc (Ufficio Onu contro la droga e il Crimine) parla chiaro: in Afghanistan in un anno la produzione di oppio è cresciuta del 34% e questo anno si prevede che raggiungerà la quota record di 8200 tonnellate. La superficie coltivata a oppio sarebbe addirittura cresciuta del 17%. Il direttore dell’Unodc ha accusato le truppe straniare stanziate nelle province al confine con il Pakistan di tollerare questo traffico in cambio di informazioni di intelligence contro i guerriglieri talebani: aggiunge poi che in una situazione nella quale il traffico di droga è la maggior fonte di finanziamento dei talebani la lotta contro di esso dovrebbe essere invece prioritaria.
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30 agosto 2007
Sidi Ould Cheikh, eletto presidente della Mauritania nelle prime elezioni democratiche dopo anni di dittatura di Maaouya Ould Taya, ha deciso di formare una propria formazione politica, dopo essersi presentato alle recenti elezioni come indipendente. Elezioni scaturite dal processo avviato nel paese dai militari che hanno rovesciato l’ex presidente Taya: processo scaturito in elezioni libere e democratiche. Il fatto preoccupante è che nella nuova formazione politica confluiranno parecchi esponenti dell’ex regime, compreso un ex ministro. Um politico attualmente in carica nel governo non esita a dichiarare che in questo modo Cheikh tradisce i mauritani che hanno votato per lui nella speranza di un cambiamento e che è un errore coinvolgere nella nuova formazione personalità che si sono rese colpevoli di crimini contro la popolazione e di corruzione.
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29 agosto 2007

Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima, firma la Dichiarazione di Europe for Peace e invia una lettera di pieno appoggio alla campagna per l’eliminazione delle armi nucleari dal suolo europeo. Il primo cittadino della città che ha subito il nefasto bombardamento atomico nel 1945 si è impegnato a estendere l’appello per il disarmo nucleare ai sindaci per la pace di tutto il mondo.
Cari amici di Europe for Peace,
sono lieto di esprimere il mio appoggio alla Dichiarazione di Europe for Peace. Pur non essendo europeo, la sottoscrivo come una delle milioni di persone nel mondo che oggi guardano all’Europa con la speranza che regni la pace e vengano abolite le armi nucleari.
Il fatto che due delle cinque richieste di questa Dichiarazione riguardino la minaccia nucleare dimostra come si sia capito che eliminare queste armi è il pre-requisito per risolvere i problemi ambientali, economici, sociali e politici che ci troviamo davanti come specie.
Vi assicuro che la città di Hiroshima e i quasi 1.700 membri di Mayors for Peace (Sindaci per la pace) faranno tutto il possibile per appoggiare questa iniziativa. Non ho dubbi che lo scoppio della pace in Europa avrà effetti contagiosi.
Per aderire: www.europeforpeace.eu
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31 luglio 2007
Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, ha citato la “pace con giustizia sociale” e la difesa della vita come il cuore della sua politica, definendola come “umanesimo” ed eguagliandola a quelle di Cuba e del Venezuela, al di là dei termini comunismo o socialismo.

“Non mi interessano tanto i termini, quello che mi interessa è difendere la vita. Che ci sia pace e giustizia sociale, che l’inquinamento dell’ambiente e del pianeta Terra non colpisca l’umanità. Questa è la nostra lotta e il nostro impegno”, ha detto Morales.
“Se a Cuba dicono comunismo, bene; se in Venezuela dicono socialismo, bene.
Io dirò che questo è umanesimo. Vivere per l’umanità, non vivere sfruttando l’umanità; e quindi vivere per il popolo (…) e non vivere sfruttando il popolo”, ha spiegato in una riunione con la stampa internazionale, compiendosi ieri il suo primo anno come governante.
Morales spiega che in Bolivia i popoli indigeni “per principio, naturalmente” sono socialisti e ci sono comunità nelle quali non c’è la proprietà privata.
Il socialismo è come vivere con una certa uguaglianza. Che nessuno muoia di fame, nè tantomeno ci si arricchisca illegalmente, rubando i soldi dello stato, ha detto Morales.
Il capo dello stato ha sottolineato che, allo scadere del primo anno di governo, compiutosi lunedi, ha comprovato che in Bolivia meno del 2% delle famiglie “vogliono questa terra solo per saccheggiare, vogliono un popolo solo per sfruttarlo e vogliono uno stato solo per rubare”.
Aggiunge che “vogliamo uguaglianza e lottiamo solamente per vivere bene…”
Difendere la vita, l’umanità, salvare l’umanità salvando il pianeta terra.
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18 luglio 2007
Lo scorso 2 luglio si è insediato il Consiglio Comunale di Palermo. Per la prima volta è entrato anche un umanista: Fabrizio Ferrandelli.

Contemporaneamente si sono insediati anche altri umanisti, Nicola Macaione e Cirillo nei Consigli di Circoscrizione.
Erano presenti nella piazza antistante il Palazzo delle Aquile, sede del Consiglio Comunale, tutti i comitati popolari che hanno votato per Ferrandelli (comitato per la casa, quello contro la privatizzazione dell’acqua, Addio Pizzo, i disoccupati, gli abitanti del quartiere Ballarò, le famiglie dei bimbi stranieri dell’asilo umanista “Ubuntu”, ecc).
I 2.000 voti di Fabrizio Ferrandelli non sono legati alla lista civica dove si è presentato come “indipendente umanista” (lista Orlando), ma al lavoro di base continuo e costante degli ultimi 6 anni e al lavoro di base di oltre 15 anni realizzato a Palermo.
Ora si vuole fornire l’esempio di “opposizione umanista” dentro al Consiglio Comunale palermitano seguendo questi passi:
1) Formazione di uno staff di 10 persone direttamente al lavoro con Ferrandelli e gli altri 2 consiglieri di Circoscrizione con funzioni stampa, regolamento comunale, bilancio comunale, dati statistici, rapporto con i comitati, stesura e rapporto con gruppi di lavoro tematici, agenda e calendario.
2) Costruzione di un gruppo consiliare di opposizione con Verdi e Rifondazione.
3) Formazione con “I cantieri” e le oltre 300 associazioni di Palermo, gruppi tematici sulle questioni “calde” di questa città un pò anomala, sia per dare risposte efficaci nell’emergenza, sia per costruire il profilo della Palermo dei diritti su queste priorità:
- acqua e privatizzazione
- casa e speculazione e distruzione del centro storico
- servizi sociali per gli immigrati e non (salute, educazione)
- decentramento comunale, partecipazione e democrazia reale
- bilancio e spesa pubblica
Altre info qui
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16 luglio 2007
Sabato 13 luglio si è tenuto l’incontro nazionale indetto a Vicenza dal presidio No dal Molin per discutere le iniziative contro i lavori di ampliamento della base militare. Hanno partecipato organizzazioni pacifiste, associazioni e rappresentanti del mondo nonviolento.

A parte il caldo tremendo (centinaia di persone sotto un tendone), l’incontro è stato molto interessante: parecchi dei discorsi infatti toccavano il tema della nonviolenza come metodo di lotta sociale e come forma per affrontare anche temi più personali come la rassegnazione e il senso di impotenza. Si è molto insistito sul metodo nonviolento e il comitato “No Tav”, che ne aveva parlato e discusso in precedenza al proprio interno, ha espulso quelli che vogliono usare la violenza come pratica di lotta.
Il comitato vicentino ha proposto una settimana di mobilitazioni in settembre, dall’8 al 15, con annesso campeggio: queste date sono state scelte per poter coinvolgere più gente possibile del posto, sapendo che la maggior concentrazione della gente da fuori avverrà soprattutto nei weekend.
Il tutto è stato molto riconfortante, il tipo di caldo che ti scalda il cuore.
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6 luglio 2007
Il rapposto di Amnesty International parla chiaro: in Turchia continuerebbero i casi di tortura e uccisioni extragiudiziarie da parte della polizia. Amnesty denuncia la totale impunità delle forze di sicurezza, l’assenza di organi indipendenti che possano fare inchieste sulle ripetute violazioni dei diritti umani, il totale silenzio degli organi giudiziari che invece dovrebbero far luce su tali episodi, e infine le continue intimidazioni delle quali sono vittime i giornalisti e i difensori dei diritti umani. Si auspica una riforma dell’ordine giudiziario che dovrebbe mettere prima di tutto i diritti della persona.
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5 luglio 2007
A Timor Est, nonostante si sia ancora in attesa dei dati definitivi, sembra ormai scontata la vittoria del partito di governo Fretiin, erede del movimento di liberazione che lottò contro il colonialismo portoghese prima e contro l’occupazione indonesiana poi. Le proiezioni danno il Fretiin al 29,2% contro la formazione creata meno di un anno fa dall’ex presidente ed eroe della lotta di liberazione Gusmao Xanana, il Consiglio Nazionale per la Ricostruzione del Timor Est (CNRT), che ha ottenuto il 23,5%. La formazione di governo ha già annunciato che non formerà con il CNRT un governo di unità nazionale e qundi dovra formare un governo di coalizione con gli altri partiti minori.
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3 luglio 2007
Dai primi dati risulta che il 55% dei lavoratori con contratti privati abbia scelto di mantenere in azienda il proprio Tfr. 
Finiscono nei fondi pensionistici comunque ben 7,8 miliardi di euro mentre 11,2 restano in azienda.
Non mancheranno a breve le contromisure del sistema speculativo per accaparrarsi anche questi soldi, ma intanto va segnalata la netta sconfitta del potere finanziario e del potere politico al suo servizio, considerando l’intensa campagna mediatica sostenuta dal governo a favore del trasferimento del Tfr e da alcuni vantaggi fiscali ottenibili passando a questi fondi privati.
Aumentano le espressioni non solo di dissenso, ma di vero “scollamento” tra i vertici politici e la realtà delle scelte quotidiane della gente. Ne fu prova il referendum francese e olandese che bocciò la costituzione europea, ne sono prova i comitati di difesa territoriale (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che sorgono continuamente e che nonostante la censura e manipolazione dei media, accrescono il loro potenziale, e la loro forza.
Non destinare il Tfr ai mercati finanziari speculativi può essere interpretato come un segnale di dubbio e incertezza non solo nei confronti di una scelta economica (quasi imposta), ma anche un segnale di sfiducia nel funzionamento dell’attuale sistema fondato sul denaro e sulla speculazione.
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2 luglio 2007
Nel 15° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è uscito un CD dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’opera, scritta da Stefano Fonzi su testi di Giammaria Monti ed eseguita dall’ Orchestra Sinfonica Abruzzese, narra delle indagini svolte dai due magistrati e delle loro vicende umane, dai colpi assestati a Cosa Nostra alle campagne di calunnie e diffamazioni subite, della solitudine nella quale le istituzioni li lasciarono, fino al triste epilogo che tutti conosciamo. Un tributo per non dimenticare uomini che hanno ancora il coraggio di fare il loro dovere nonostante tutto.
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30 giugno 2007
In Italia si assiste in questi ultimi anni al nascere di movimenti di contestazione nati dal basso e di carattere trasversale e apartitico. No Tav, No dal Molin, movimento contro il ponte sullo stretto, e i movimenti contro gli inceneritori e le armi atomiche sul nostro territorio sono formati da persone che vedono sia il governo che gli amministratori locali, per di più eletti, prendere decisioni sulla loro pelle senza nemmeno essere consultate. Come risposta il potere usa i metodi classici e brutali come i manganelli e la disinformazione a mezzo stampa. Ma usa anche metodi più soft come cercare di cavalcare le stesse proteste facendo partecipare alle lotte associazioni capeggiate dalle stesse persone che nelle piazze stanno con i cittadini che protestano, ma nelle aule di Montecitorio e palazzo Madama stanno contro di loro. Certo a fianco dei movimenti ci sono anche associazioni e politici che stanno veramente dalla loro parte, ma non dobbiamo dimenticare chi queste proteste cerca di strumentalizzarle solo a proprio vantaggio.
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28 giugno 2007
Alberto Fujimori, che ha governato il Perù con metodi dittatoriali dal 1990 al 2000 sospendendo la costituzione nel 1992, ha annunciato di aver accolto la richiesta, proveniente dalla formazione politica nipponica “Nuovo Partito del Popolo”, di candidarsi alle elezioni del Senato previste il 29 luglio. Fujimori, cacciato via dal potere nel 2000, ha vissuto in Giappone fino al 2005, dove ha acquisito per diritto di “Jus Sanguinis” la cittadinanza. Recatosi a Santiago del Cile nel 2005 è stato quindi arrestato dalle autorità cilene in virtù dei mandati di cattura internazionali pendenti contro di lui, mandati che vanno dalle violazioni dei diritti umani alla corruzione e interesse privato e su di lui pende la richiesta di estradizione presentata dalle autorità giudiziarie peruviane. Ora se Fujimori venisse eletto nascerebbe una situazione giudiziaria abbastanza complicata che renderebbe la sua estradizione in Peru molto complessa.
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