Chomsky: lo scudo in Repubblica Ceca è una dichiarazione di guerra
15 novembre 2007
Noam Chomsky scrive a Jan Tamás, leader di Ne Základnám in Repubblica Ceca, a proposito dello scudo stellare americano. Che tanto difensivo come scudo non è….
L’installazione di un sistema missilistico di difesa nell’Europa orientale è virtualmente una dichiarazione di guerra. Immaginate semplicemente come reagirebbero gli Stati Uniti se la Russia o la Cina o, di fatto, una qualsiasi potenza straniera avesse l’ardire anche solo di pensare di istallare un sistema missilistico di difesa, per non parlare di farlo effettivamente, alla frontiera americana o vicino ad essa. In tali circostanze inimmaginabili, una reazione americana violenta non solo sarebbe quasi certa ma anche comprensibile per motivi che sono semplici e chiari.
È ben noto a tutti che la difesa missilistica è un’arma “first strike”, di primo colpo. Esperti analisti statunitensi descrivono la difesa missilistica come “non semplicemente uno scudo ma un abilitatore di offensive americane”. Esso “faciliterà l’applicazione più efficace della potenza militare americana all’estero”. “Isolando la patria dalle rappresaglie, [la difesa missilistica] garantirà la capacità e la volontà degli Stati Uniti di ‘plasmare’ gli assetti geopolitici altrove”. “In realtà, la difesa missilistica non ha lo scopo di proteggere l’America. E’ uno strumento per la dominazione globale”. “La difesa missilistica ha a che fare con la preservazione della capacità americana di esercitare il suo potere all’estero. Non ha a che fare con la difesa. Ha a che fare con l’offensiva. E questo è proprio il motivo per cui ne abbiamo bisogno”. Tutte queste citazioni da fonti liberali e mainstream rispettabili favorevoli allo sviluppo del sistema e alla sua sistemazione ai limiti più remoti del dominio globale statunitense.
La logica è semplice e ben assimilata. Un sistema di difesa missilistico informa i bersagli potenziali che “vi attaccheremo come ci piace e voi non potrete vendicarvi, perciò non ci potete dissuadere”. Si sta vendendo il sistema agli europei come se fosse una difesa dai missili iraniani. Ma anche se l’Iran avesse delle armi nucleari e dei missili a lunga gittata, la probabilità che li utilizzi per attaccare l’Europa è minore della probabilità che l’Europa venga colpita da un asteroide, per cui, se il motivo è la difesa, la Repubblica ceca dovrebbe istallare un sistema per difendersi dagli asteroidi. Se l’Iran dovesse mostrare anche la minima intenzione di una tale mossa, verrebbe vaporizzato. Il sistema è certamente puntato sull’Iran ma come un’arma di primo colpo. E’ un componente delle minacce americane sempre più forti di attaccare l’Iran, minacce che sono già per sé una violazione grave della Carta dell’Onu, anche se, dichiaratamente, questo problema non si pone negli stati fuori legge.
Quando Gorbaciov permise ad una Germania unificata di unirsi ad un’alleanza militare ostile, stava accettando una minaccia molto severa alla sicurezza russa per motivi che sono troppo noto per richiamarli. In risposta, il governo statunitense fece un giuramento risoluto di non espandere la Nato verso l’Est. Il giuramento fu violato qualche anno dopo con pochi commenti nell’Occidente ma aumentando la minaccia di un conflitto militare. La cosiddetta “difesa missilistica” porta la minaccia della guerra qualche tacca più in alto. La “difesa” che fornisce consiste nell’aumentare la minaccia di aggressione nel Medioriente con conseguenze incalcolabili e la minaccia di un guerra nucleare finale.
Più di mezzo secolo fa, Bertrand Russell e Albert Einstein fecero un appello straordinario alla gente di tutto il mondo, avvertendola di trovarsi di fronte ad una scelta “tetra e orribile e imprescindibile: vogliamo mettere fine alla razza umana, o vogliamo che l’umanità rinunci alla guerra”? Accettare un cosiddetto “sistema di difesa missilistico” significa fare una scelta in favore della fine della razza umana, forse in un futuro non-troppo-lontano.
In occasione dell’incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce del Forum Umanista Europeo Giorgio Schultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il “Premio Centro delle Culture 2007″, dedicato a tutti coloro che lavorano per la costruzione di una Nazione Umana Universale.
Con le elezioni del 21 ottobre, dopo appena 2 anni del governo PiS (Diritto e Giustizia), il partito di centrodestra di Jaroslaw Kaczynski, ha dovuto cedere il posto al leader della democristiana PO (Piattaforma Civica) di Donald Tusk
Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare “L’Altra Palermo” formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all’interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l’attenzione sulla gravissima situazione dei senza tetto a Palermo, ultima di una serie di problematiche che stanno colpendo le fasce più deboli alle quali l’Amministrazione non da risposte.
L’unico risultato reale di questa consultazione è che i partiti possono continuare a credere. A credere che gli italiani ancora possono convincersi che la realtà è quella che i loro media configurano, e il futuro è quello che il politico, nel salotto di turno, prefigura.
Si è realizzato lo scorso 6 ottobre, convocato dal partito comunista argentino, un’importante evento presso la “Casa Suiza” di Buenos Aires, tra militanti diversi forse per cultura e provenienza, ma non per il desiderio di lottare per la liberazione degli oppressi e per la costruzione di un nuovo orizzonte futuro.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, “Giornata Mondiale della Nonviolenza” invitando Stati, personalità ed associazioni a celebrarne la ricorrenza.
Primi cittadini e organizzazioni di tutto il mondo esprimono solidarietà ai sindaci della regione di Brdy in Repubblica Ceca con una manifestazione contro le armi nucleari e le nuove basi militari.
A Taunggok, a 400 kilometri nord-ovest dalla capitale Yangon si è svolta una manifestazione di un migliaio di persone per richiedere la liberazione di due militanti arrestati nei giorni scorsi. I due militanti sono stati arrestati perchè a loro volta avevano dimostrato contro l’improvviso rincaro del prezzo della benzina. Tale dimostrazione è stata tra le più massicce nelle ultime due settimane ed è cominciata quando 15 militanti della Lega Nazionale per la Democrazia (LND) si sono recati dalle autorità per chiedere la liberazione dei due uomini. Quando è arrivata la notizia dello spostamento dei prigionieri in un altra località il corteo si è sciolto pacificamente.
Alle recenti elezioni legislative in Giamaica il partito d’opposizione Jamaica Labour Party (JLP) ha vinto, seppur di misura, conquistando 31 dei 60 seggi del parlamento. Se confermata si tratterebbe della prima sconfitta del Partito Nazional Popolare (PNP) al potere dal 1989. Danville Walker, presidente della commissione elettorale, dichiara che è ancora presto per risultati definitivi. Nonostante le denuncie di irregolarità e episodi di violenza gli osservatori elettorali hanno giudicato le elezioni abbastanza regolari.
A Ghedi (Brescia) il 30 Settembre partirà una raccolta di firme per una proposta di legge per richiedere un Italia senza armi nucleari. All’iniziativa parteciperanno diverse associazioni e rappresenti di enti locali, tra i quali il sindaco di Ghedi Anna Giulia Guarnieri. Nonostante il fatto che nel 1975 l’Italia, in base al “Trattato di non Proliferazione Nucleare” (TNP), si sia impegnata a non produrre ed acquisire armi nucleari diversi movimenti pacifisti da anni denunciano la presenza di ordigni nucleari sul nostro suolo tanto da spingerli a denunciare il governo americano. 

