Domenica 25 novembre si è svolto il 2° Forum Umanista Internazionale a La Paz, Bolivia, con più di 2500 partecipanti, che ha dato pieno appoggio politico e sociale al governo di Evo Morales.
Il Forum, per bocca del portavoce umanista latinoamericano Tomi Hirsch, ha respinto e denunciato la violenza scatenata dalle forze contrarie all’Assemblea Costituente.
Ha deciso di denunciare a livello internazionale la manipolazione dei fatti successi in Bolivia ad opera dei mezzi di comunicazione degli oppositori.
Per questo di fronte ad un giornalismo che fa disinformazione in Bolivia, l’Umanista raccoglie l’appello del Forum e si impegna ad un’operazione di trasparenza cercando di far conoscere testimonianze e realtà che non passano attraverso il mainstream dell’informazione.
Dall’elezione di Evo Morales i giornalisti in Bolivia hanno messo da parte i principi che non sono solo giornalistici ma umani, per vendersi corpo ed anima ai mezzi di comunicazione controllati dalla ricca oligarchia che si oppone al presidente Morales. I mezzi di informazione, fondamentalmente il canale cattolico e quello universitario, hanno gravi responsabilità nella manipolazione dei sentimenti degli abitanti di Sucre. Hanno generato un clima di tensione e fomentato gli scontri agitando la popolazione con false informazioni, dicendo che “la polizia massacrava il popolo sucrense” che “la città di Sucre era violata a casa sua” e chiamando alla resistenza tutto il paese. L’abile disinformazione di questi giorni tragici a Sucre è un chiaro tentativo di destabilizzazione ed un attentato alla democrazia boliviana a favore dei potenti.
TESTIMONIANZA DI REBECA DELGADO, DEPUTATA COSTITUENTE DEL “MOVIMIENTO AL SOCIALISMO”
La cosa importante è che vogliamo far sapere che le aggressioni personali subite nei giorni precedenti dai Costituenti sono state gravi. Non è stato possibile riunirsi nel Teatro Mariscal A.J. di Sucre vista l’atmosfera che c’era e a causa della presenza degli aggressori non solo in città, ma anche sui colli e intorno all’Istituto La Glorieta.
Abbiamo cercato senza successo di riunirci in quattro diverse occasioni, ma c’era una grande ostilità in città a causa del tema della Capitale. Ci sono state aggressioni e sequestri per forzarci a decidere sulla capitale e ottenere così uno scontro (innecessario) tra La Paz e Sucre.
Davanti alle ultime minacce ed aggressioni ai Costituenti, che si aggiungevano alle aggressioni da parte di alcuni gruppi avvenute nei giorni precedenti, abbiamo deciso, per garantire la sicurezza personale, di trasferirci al Liceo Militare La Glorieta, situato a 5 km dalla città, ma sempre dentro il Municipio. Un’ubicazione che rispettava i requisiti di legalità e che dava legittimità alle sessioni: è parte del municipio e risponde alla Legge di Convocazione, pertanto è assolutamente legale.
Ci siamo riuniti senza chiedere la protezione della polizia.
In primo luogo abbiamo approvato la modifica del regolamento per dare vita alla Nuova Magna Carta entro il 14 dicembre, data fissata per legge.
Sono state approvate tutte le relazioni delle commissioni fino a quando sono cominciati gli scontri tra i gruppi appostati sui colli e i contadini e gli indigeni che sono arrivati a proteggere la nostra riunione. Le organizzazioni di contadini ci hanno difeso.
Si è pensato di sospendere la sessione ma la maggioranza ha deciso, di fronte al sabotaggio, di continuare i lavori fino alle 20. Abbiamo approvato tutto il testo, la struttura generale di tutto quello che è stato letto. Abbiamo preso questa decisione per sicurezza, perchè approvando tutto il contenuto di fondo, si approva tutto il testo costituzionale in generale.
Alle 21 sapevamo già che c’era un morto. Sapevamo anche che non c’ erano solo petardi ma anche bombe Molotov ed armi tra i gruppi che tentavano di ostacolare ad ogni costo la riunione.
Scortati dalla polizia , siamo finalmente usciti alle 3 di notte quando si sono calmate le aggressioni e la violenza. La Polizia ci ha difeso ed è rimasta tutto il giorno attorno all’edificio dove eravamo riuniti in sessione.
Abbiamo dovuto percorrere strade che erano state evacuate fino a Yotala dove abbiamo trovato un blocco stradale e gas; mentre gli aggressori si disperdevano siamo scappati verso Potosí.
Eravamo più di 130 Costituenti, 120 del MAS, siamo saliti su vari autobus. C’erano anche altri gruppi politici e 3 Costituenti di Podemos che è all’opposizione.
Altri gruppi della Concertacion come il NAL. Movimento Originario Popolare MOP, Austria, Alleanza Sociale ASP, Sovranità dei Paesi SDP, Unità Nazionale UN, Movimento senza Paura MSM, Movimento Bolivia Libera MBL e Podemos. In totale eravamo nove forze politiche più il MAS.
Abbiamo saputo che ci sono stati anche ostaggi, non sappiamo chi sono.
Da Potosí siamo arrivati a Oruro, e poi a Cochabamba.
Pensiamo che ora il testo approvato debba essere sottoposto a Referendum. L’altra opzione possibile è lavorare sul testo, in maniera dettagliata , con la minoranza che è rimasta a Sucre.
Esiste la possibilità di approvare il testo dettagliatamente, però in un’altra sede perché l’opposizione è molto distruttiva. Personalmente credo che sarebbe meglio la via del Referendum. L’opposizione non conosce neanche il testo promosso.
Noi non abbiamo potuto portar fuori documenti per la loro pubblicazione, non abbiamo potuto prendere neanche le valigie, non ce lo hanno permesso.
Sugli eventi violenti che hanno causato morti deve esserci un’indagine rigorosa perché, ripeto, c’erano oltre a pietre e bastoni anche bombe ed armi da fuoco.
Invece posso dire ed assicurare che i contadini e la gente dell’Alto di La Paz che sono venuti a soccorrerci erano completamente disarmati.
Agli oppositori non interessa quale sarà la capitale, quello che vogliono è che non esca la nuova C.P.E
Siamo tutti traumatizzati dalla persecuzione e dalle aggressioni fisiche avvenute a Sucre.