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	<title>l'Umanista</title>
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	<description>Informazione dal Mondo Umanista</description>
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		<title>Gli umanisti non voteranno il referendum antidemocratico</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 15:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione de l'Umanista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[La posizione umanista sui quesiti referendari del 21 Giugno 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tre quesiti referendari sui quali gli italiani sono chiamati a<br />
pronunciarsi il 21 giugno, riguardano la modifica della vigente legge<br />
elettorale. I quesiti sono falsamente abrogativi: il loro effetto non<br />
è quello di abrogare in tutto o in parte la legge elettorale, ma di<br />
scriverne una nuova, peggiore di quella attuale.</p>
<p>L&#8217;attuale legge elettorale, (il “porcellum”), ha eliminato il voto di<br />
preferenza e la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in<br />
Parlamento. Questa possibilità di scegliere è stata spostata dai<br />
cittadini alle segreterie dei partiti che di fatto nominano i<br />
“rappresentanti del popolo” escludendo da questa decisione la volontà<br />
popolare.<br />
Inoltre attraverso l’introduzione di soglie di sbarramento ha tolto<br />
una delle regole fondamentali della democrazia che è la possibilità di<br />
espressione e rappresentanza parlamentare delle minoranze.</p>
<p>Il referendum propone sostanzialmente due modifiche della vigente<br />
legge elettorale: a) attribuisce il premio di maggioranza alla lista,<br />
che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste<br />
concorrenti, abrogando la possibilità che il premio venga attribuito<br />
ad una coalizione di partiti; b) determina il raddoppio delle soglie<br />
di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei<br />
Deputati e dell’8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai<br />
partiti non coalizzati).<br />
Attribuire il premio di maggioranza ad una sola lista determina un<br />
incremento inusitato del premio stesso, lasciando un potere<br />
sproporzionato al partito vincitore delle elezioni e al suo leader<br />
(quindi soggiogando il Parlamento alla volontà del capo del governo) e<br />
riducendo proporzionalmente la rappresentanza parlamentare delle altre<br />
liste.<br />
In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della<br />
minoranza, in quanto un solo partito, senza avere il consenso della<br />
maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo<br />
del Governo, la possibilità di eleggere – da solo – il Presidente<br />
della Repubblica e di modificare la Costituzione.</p>
<p>Si tratta di un referendum truffa: ci chiama alle urne per cambiare la<br />
legge elettorale, mascherando questo cambiamento come positivo per la<br />
democrazia, ma in realtà la peggiora gravemente.</p>
<p>Per questo diciamo No al referendum elettorale, non andando a votare.<br />
Se chiamati alle urne per il ballottagio, rifiuteremo le tre schede<br />
del referendum.</p>
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		<item>
		<title>Lettera di Giorgio Schultze dopo le elezioni europeae</title>
		<link>http://www.umanista.org/12062009/lettera-di-giorgio-schultze-dopo-le-elezioni-europeae/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 18:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Schultze, portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa sintetizza la sua candidatura alle Elezioni Europee e ne sottolinea gli aspetti più importanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pressenza, Milan, 10/06/09</p>
<p>Costruttori della Nazione Umana Universale, fondatori di un&#8217;Europa di pace e di solidarietà, cari amici, GRAZIE!</p>
<p>Per questa volta non siamo riusciti ad ottenere un umanista al Parlamento Europeo, ma sicuramente lo sforzo fatto non sarà stato invano.</p>
<p>Non abbiamo più niente, abbiamo lanciato sassi di cambiamento e di speranza a mani nude mentre altri tiravano missili di disperazione e violenza sulle nostre teste. In questa &#8220;intifada della coscienza&#8221; ci hanno sostenuto gli Dei, le Guide che giungono da lontano, richiamate dal profondo, risvegliate dal lungo oblio.</p>
<p>Non abbiamo più niente e per questo siamo liberi. E&#8217; il momento in cui stiamo buttando il &#8220;cuore oltre la barricata&#8221;! Ognuno raccoglierà quello che ha seminato. Noi stiamo seminando SPERANZA, nel deserto della disperazione.</p>
<p>Ci vorrebbe un &#8220;miracolo&#8221;, ci hanno detto. Ed è a questo a cui abbiamo lavorato e per cui continueremo a lavorare, noi, gli Umanisti, andando casa per casa, persona per persona, entrando da sotto le porte, dagli spifferi delle finestre socchiuse. Niente di meno&#8230;cari amici! Questa è la nostra Marcia Mondiale per la Pace e la Non violenza, iniziata già da tempo dentro ognuno di noi.</p>
<p>Così volevamo vivere, così l&#8217;abbiamo fatto!</p>
<p>Cosa resterà di milioni di volantini distribuiti, migliaia di telefonate, centinaia di incontri, migliaia di chilometri percorsi, per raggiungere i paesini più sperduti di valli dimenticate? Cosa resterà oltre la stanchezza dei nostri corpi? Resteranno gli sguardi dei nostri interlocutori. Resteranno i ringraziamenti dei giovani in cerca di riferimenti certi e profondi. Resteranno i sorrisi e gli abbracci di chi ha ritrovato la forza della solidarietà e della fiducia, in chi si batte per l&#8217;Essere Umano. In me resterà la gioia profonda di aver condiviso con tutti voi questo tentativo di straordinaria &#8220;impossibilità&#8221;.</p>
<p>E alla fine, comunque sia andata, cosa resterà? La nostra azione valida, la nostra piena unità interna,che è riuscita a volare nuovamente sulle ali leggere del tentativo.</p>
<p>Pace Forza Allegria a tutti voi!!!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ronde nere in arrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 18:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>

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		<description><![CDATA[Verranno presentate il 13 giugno a Milano. Si chiamano &#8216;Guardia Nazionale Italiana&#8217;. Intervista al loro fondatore, Gaetano Saya

Quest&#8217;estate, salvo imprevisti, i volontari dellaGuardia Nazionale Italiana (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi (approvato dalla Camera lo scorso 14 maggio, ora all&#8217;esame del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="sottotitolo_singolo">Verranno presentate il 13 giugno a Milano. Si chiamano ‘Guardia Nazionale Italiana’. Intervista al loro fondatore, Gaetano Saya</div>
<div class="articolo">
<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11322.jpg" alt="La divisa della Gni" width="250" height="182" />Quest’estate, salvo imprevisti, i volontari della<a href="http://www.guardianazionaleitaliana.org/">Guardia Nazionale Italiana</a> (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane in applicazione del <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00418179.pdf">disegno di legge sulla sicurezza</a> del governo Berlusconi (approvato dalla Camera lo scorso 14 maggio, ora all’esame del Senato) che all’articolo 3 (<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/16179/Le+%27ronde%27+nel+disegno+di+legge+sulla+sicurezza">commi 40-44</a>) prevede il concorso di “associazioni di cittadini non armati” al presidio del territorio (le cosiddette ronde).<br />
Sono ex appartenenti alle forze armate e alle forze dell’ordine e normali cittadini “patrioti e nazionalisti” pronti a “servire la nostra terra e il popolo italiano” svolgendo attività di vigilanza “per potenziare la sicurezza nei centri urbani” ma anche di “protezione civile” e di “promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all’Impero Romano”.<br />
Hanno un Comandante Generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta, di Massa Carrara, e un Presidente Nazionale, il giovane ex alpino Maurizio Correnti, di Torino (città in cui si trova anche la loro sede nazionale).<br />
Indossano una divisa: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo della Gni: l’aquila imperiale romana.<br />
Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.<br />
Al braccio portano una fascia nera con la “ruota solare”, simbolo del <a href="http://www.partitonazionalistaitaliano.org/">Partito Nazionalista Italiano</a> (Pni): la nascente formazione politica che sta dietro alla Gni.<br />
<img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11329.jpg" alt="Il sito del Pni" width="250" height="161" />Anche i membri del Pni avranno un’uniforme: la stessa della Guardia Nazionale Italiana. Il programma politico del Pni, di stampo statalista e collettivista, prevede tra l’altro la pena di morte per “gli usurai, i profittatori e i politicanti”, la lotta “contro il parlamentarismo corruttore” e la creazione di “un forte potere centrale dello Stato” e di “camere sindacali e professionali”, il diritto di cittadinanza e l’accesso alle cariche pubbliche “solo per chi sia di sangue italiano”, lo stop a “ogni nuova immigrazione di non-italiani” e l’immediata espulsione forzata di “tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977&#8243;, il divieto di pubblicazione di “giornali che contrastano con l’interesse della comunità” e l’abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni “che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale”.<br />
<img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1131/11319.jpg" alt="La divisa grigia del Pni" width="250" height="169" />I paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni debutteranno ufficialmente il 13 giugno a Milano, al numero 5 di via Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del<a href="http://www.destranazionale.org/">Movimento Sociale Italiano &#8211; Destra Nazionale</a> di Gaetano Saya, che nella sua pagina internet personale si dichiara “l’ispiratore politico” della Guardia Nazionale Italiana”.<br />
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il recente scioglimento di Alleanza Nazionale è rimasto l’unico depositario del simbolo dell’Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore’ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie’ (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne arrestato per l’oscura vicenda dei ‘servizi paralleli’ (il Dssa, <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/16084/Dssa%2C+non+solo+pataccari">Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo</a>, diretto da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca): una “banda di pataccari” secondo l’allora ministro degli Interni Pisanu, che però risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari.<br />
PeaceReporter ha intervistato Gaetano Saya per capire qualcosa di più sulla Guardia Nazionale Italiana e sul Partito Nazionalista Italiano. Ecco cosa ci ha detto.</p>
<p><strong><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11327.jpg" alt="Gaetano Saya" width="188" height="250" />Saya, una breve digressione prima di cominciare: com’è finita la storia del Dssa?</strong></p>
<p>L’inchiesta contro di me fu avviata per gettare fumo negli occhi, per sviare l’attenzione dai veri servizi deviati, quelli che facevano e fanno tuttora capo a Marco Mancini, l’allora dirigente del controspionaggio del Sismi. Proprio nei giorni del mio arresto, nel luglio 2005, Mancini e soci stavano rischiando grosso per la vicenda del rapimento di Abu Omar: erano i giorni in cui il capocentro della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, lasciava precipitosamente il territorio nazionale per sfuggire alla giustizia italiana.<br />
Io e la Dssa siamo stati usati come capro espiatorio, sono stato vittima di una trappola, una cospirazione orchestrata dagli agenti deviati di Mancini, come il giornalista Renato Farina, l’agente ‘Betulla’, che su Libero scrisse che io e la Dssa eravamo coinvolti nel rapimento di Omar.<br />
Dopo che, nel 2006, Mancini, Pollari, Pio Pompa, Tavaroli e Cirpiani sono finiti nei guai per il caso Abu Omar e per lo scandalo Telecom-Sismi, la persecuzione contro di me non serviva più e quindi è finita nel nulla. Salvo scoprire, proprio pochi giorni fa, che la Procura di Genova ha chiesto la riapertura del caso. Stavolta questi magistrati e poliziotti eversori, legati ai servizi deviati di cui sopra e appoggiati dalla sinistra, ma anche da Gianfranco Fini, vogliono colpire me per colpire il governo Berlusconi. Ci ha già provato, senza riuscirci, la Procura di Torino, cercando di criminalizzare la Guardia Nazionale Italiana per far naufragare il decreto sicurezza del governo: pochi giorni prima della sua approvazione alla Camera, la Digos di Cuneo è andata a casa mio figlio Dario accusandolo di far parte della Gni e di detenere illegalmente armi. Speravano di scatenare un putiferio. Ma le armi erano tutte regolarmente detenute, inoltre mio figlio non ha nulla a che fare con la Guardia Nazionale Italiana. Adesso, dopo questo buco nell’acqua della Procura di Torino, torna alla carica quella di Genova con la Dssa…</p>
<p><strong><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11321.jpg" alt="La fascia con la ruota solare" width="188" height="250" />Saya, veniamo alla Guardia Nazionale Italiana. Sembra tanto un gruppo paramilitare fascista: le divise, i riferimenti al patriottismo, l’aquila imperiale romana…</strong></p>
<p>Queste sono tutte stupidaggini! La Guardia Nazionale Italiana non c’entra niente con il fascismo. Io stesso non sono fascista. Sono di destra, sono un conservatore, un nazionalista: chiamatemi come volete, ma non sono fascista. Se fossi vissuto nel 1943 e avessi visto i fascisti che rastrellavano e fucilavano dei cittadini italiani mi sarei ribellato. Ho appena visto al cinema il film ‘Vincere’, che dà una visione molto negativa di Mussolini e del fascismo, e le posso dire che mi è piaciuto molto. Io mi considero un cittadino fedele, un difensore della Costituzione del 1948, sulla quale ogni membro della Guardia Nazionale Italiana dovrà giurare. Io ho sempre avuto ottimi rapporti con il governo d’Israele e i suoi servizi segreti: pensa che se fossi fascista gli israeliani lavorerebbero con me? Sulle divise, sa che le dico? Se devono suscitare tutto ‘sto clamore, vorrà dire che magari le cambieremo<em> (dopo quest’intervista, la camicia kaki ha lasciato il posto alla camicia grigia, n.d.r.)</em>. L’aquila imperiale romana? Bisogna essere ignoranti per non sapere che è un simbolo storico della nostra patria, visibile su tanti monumenti di Roma, e che non c’entra nulla con il fascismo.<br />
La Guardia Nazionale Italiana è un’associazione apolitica nella quale può entrare chiunque si riconosca in questa iniziativa: si figuri che hanno aderito perfino dei comunisti, persone di Massa Carrara.</p>
<p><strong>Stento a crederlo. La nostra Costituzione repubblicana si fonda sull’antifascismo, ma sul gruppo Facebook della Guardia Nazionale Italiana, il Presidente Nazionale, Maurizio Correnti, scrive ai sostenitori: <em>“Si prega di astenersi con lo scrivere ‘camerati’ ecc ecc, comunque frasi e slogan tipici di altri tempi. Con questo &#8211; precisa Correnti &#8211; non vogliamo assolutamente dichiararci antifascisti, sia ben chiaro”</em>. C’è qualcosa che non torna…</strong></p>
<p>Questo lo ha scritto lui, ognuno è libero di scrivere ciò che pensa. Nella Guardia Nazionale Italiana ci sono fascisti e non fascisti.</p>
<p><strong><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11325.jpg" alt="Neonazisti Usa" width="250" height="200" /></strong><strong>Questo, però, lo ha scritto lei, sulla sua pagina Internet personale, lo scorso febbraio, alla vigilia della creazione della Guardia Nazionale Italiana. Cito testualmente: <em>“Migliaia di prostitute straniere schedate e non espulse. Migliaia di zingari che commettono furti nella totale impunità. Milioni di clandestini che si aggirano impunemente nelle città. Migliaia di stranieri che spacciano, rubano, stuprano, uccidono. Un aumento dell’80 percento di scioperi e di occupazione di uffici pubblici e privati. Centinaia di assalti armati contro la proprietà privata commessi da stranieri. Attentati contro la proprietà dello Stato. Gruppi di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari. Deputati e Senatori della Repubblica che istigano all’insurrezione armata contro i poteri dello Stato, un ministro dell’Interno dichiaratamente secessionista. Un numero indescrivibile di riviste e programmi televisivi politici che invitano alla rivolta. Giullari e saltimbanchi che oltraggiano e vilipendono i Ministri e il Governo. L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri e le autorità costituite. (…) Il popolo è minorenne, la Nazione malata; ad altri aspetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere, la repressione è il nostro credo. Repressione e Civiltà”. </em>E ancora:<em> “Noi vogliamo ripulire l’Italia dal marcio che vi si annida, vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Nazione”. “La </em></strong><strong><em>Destra snuda la sua spada per tagliare i troppi nodi di Gordio, che irretiscono e intristiscono la vita Italiana. Chiamiamo Iddio sommo e lo Spirito immortale delle migliaia di morti a testimoni che un solo impulso ci spinge, una sola volontà ci raccoglie, un solo pensiero ci infiamma: contribuire alla grandezza e alla salvezza della Patria. Uomini della Destra di tutta Italia, tendete gli spiriti e le forze, bisogna vincere e con l’aiuto di Dio vinceremo!!!”</em>.</strong></p>
<p>Ma questi sono solo degli slogan, che faccio un po’ qua e un po’ là! Allora, chiariamo una cosa: gli immigrati sono l’ultimo dei problemi. Non sono loro il nostro obiettivo. Se proprio vuole saperla tutta, per noi il vero pericolo per l’Italia è rappresentato dai secessionisti della Lega Nord. Loro sì che sono contro la Costituzione! Loro che vogliono distruggere la nostra unità nazionale, che offendono continuamente i simboli della nostra patria, che creano impunemente governi provvisori secessionisti e arruolano gente nella formazione anticostituzionale della Guardia Nazionale Padana. E’ questa gente che dovrà fare i conti con la nostra Guardia Nazionale Italiana: se vedremo un leghista che brucia un tricolore lo faremo arrestare! Che la Lega stia attenta a dove va. E’ per contrastare la Lega Nord che alle prossime elezioni ci presenteremo al nord con il Partito Nazionalista Italiano.</p>
<p><strong><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1133/11330.jpg" alt="La sala ufficiali del castello di Wewelsburg" width="250" height="183" />Quello che per simbolo ha lo <em>schwarze sonne</em>, il sole nero utilizzato da tanti gruppi neo-nazisti? Quella specie di svastica a dodici braccia, antico simbolo pagano germanico, che adorna il pavimento della sala principale del castello di Wewelsburg, il quartier generale delle Ss?</strong></p>
<p>Non diciamo sciocchezze! La ruota solare non ha nessun legame provato con il nazismo, tant’è vero che in Germania essa non è vietata, come lo è invece la svastica, e viene liberamente utilizzata come logo commerciale. Questo simbolo, di cui io detengo la proprietà in Italia, è in realtà un simbolo magico dei Maya che evoca il potere…</p>
<p><strong>Scusi se la interrompo, ma come appassionato di cultura Maya e mesoamericana le posso garantire che nel simbolismo di quel popolo non c’è traccia di qualcosa di simile.</strong></p>
<p>Ma come no! Faccia una ricerca su <em>Google</em> con le parole ‘terra cava’!</p>
<p><strong><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/11/113/1132/11320.jpg" alt="Maria Antonietta Cannizzaro e Berlusconi" width="190" height="250" />Torniamo al Partito Nazionalista Italiano: ce ne può parlare? Abbiamo capito, dal simbolo e dalle divise comuni, che è legato alla Guardia Nazionale Italiana. Ma in che relazione sta con lei e con il suo Msi?</strong></p>
<p>Il Partito Nazionalista Italiano, Pni, nascerà ufficialmente a Milano il prossimo 13 giugno, in occasione del congresso nazionale del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale. Quel giorno, io lascerò la presidenza dell’Msi-Destra Nazionale a mia moglie, Maria Antonietta Cannizzaro, che è in ottimi rapporti con il capo del governo. Il sottoscritto diventerà quindi presidente del nuovo Partito Nazionalista Italiano, che alle prossime elezioni politiche nazionali si presenterà nelle regioni settentrionali, dove la fiamma tricolore non tira molto, per contrapporre al nazionalismo padano il nazionalismo italiano. Nelle regioni centrali e meridionali, invece, si presenterà l’Msi-Destra Nazionale con il suo simbolo storico. Entrambi, spero, come alleati del Pdl di Berlusconi: se poi qualcuno ce lo impedirà, correremo da soli.</p>
<p><strong>Saya, è vero che già duemila persone si sono iscritte alla Guardia Nazionale Italiana?</strong></p>
<p>Abbiamo superato ampiamente le duemila adesioni. Ogni giorno ne arriva una valanga di nuove, soprattutto ex appartenenti alle forze dell’ordine. La invito al congresso del 13 giugno, al quale abbiamo invitato anche il presidente Berlusconi, così si renderà conto con i suoi occhi: noi non abbiamo nulla da nascondere.</p></div>
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		<title>Un umanista alle Elezioni Europee</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 06:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Schultze, portavoce del Movimento Umanista e della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, si candida all&#8217;europarlamento come indipente nella lista &#8220;Italia dei Valori&#8221; nella circoscrizione elettorale del Nord Ovest (Piemonte, Lombardia, Valle d&#8217;Aosta, Liguria). Questa opportunità si è aperta grazie a IdV che ha proposto a diversi esponenti della società civile di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Giorgio Schultze</strong>, portavoce del Movimento Umanista e della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, si candida all&#8217;europarlamento come indipente nella lista &#8220;Italia dei Valori&#8221; nella circoscrizione elettorale del Nord Ovest (Piemonte, Lombardia, Valle d&#8217;Aosta, Liguria). <img src='http://www.umanista.org/wp-content/giorgio.jpg' align=left alt='' />Questa opportunità si è aperta grazie a IdV che ha proposto a diversi esponenti della società civile di candidarsi nelle proprie liste.</em></p>
<p>Segretario del Partito Umanista dal 1996 al 2003, Giorgio Schultze, è impegnato da molti anni nel campo della pace, del disarmo e della nonviolenza. Sostenerlo significa dare forza ai temi per i quali Giorgio e tutti gli umanisti si battono da anni:<br />
 &#8211; il disarmo nucleare in Europa e nel mondo;<br />
 &#8211; l&#8217;applicazione del Trattato di non proliferazione nucleare;<br />
 &#8211; il ritiro delle truppe dai territori occupati;<br />
 &#8211; la riconversione degli oltre 1300 miliardi di dollari destinati annualmente agli armamenti in favore della salute, dell&#8217;educazione e dell&#8217;occupazione<br />
 &#8211; il dialogo tra le culture e la difesa dei diritti dei migranti;<br />
 &#8211; la protezione dei bambini contro la violenza e contro l&#8217;uso di psicofarmaci somministrati in età infantile;<br />
 &#8211; l&#8217;applicazione piena in Europa della Carta dei Diritti dell&#8217;Uomo (ONU 1948) e della Carta per un Mondo Nonviolento (sottoscritta da 19 premi Nobel per la Pace, 2008);<br />
 &#8211; lo sviluppo di fonti energetiche diversificate e rinnovabili;<br />
 &#8211; la difesa dell&#8217;acqua come un bene primario comune, pubblico e non mercificabile.</p>
<p>Abbiamo bisogno del tuo sostegno e del tuo aiuto. Se abiti in Piemonte, Lombardia, Valle d&#8217;Aosta, Liguria vota e fai votare Giorgio Schultze.<br />
E se puoi fare di più, contatta il Comitato Elettorale!<br />
<a href="http://www.giorgioineuropa.it">www.giorgioineuropa.it</a></p>
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		<title>Il video della Marcia Mondiale arriva a 50.000 contatti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 08:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In sole tre settimane il video ufficiale è un successo su Internet
E&#8217; stato messo su YouTube il 15 febbraio scorso e ha già superato i 50000 contatti, dimostrando così l&#8217;interesse che la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta suscitando.
&#8220;Ci siamo innamorati di una parola&#8221; si intitola il video di due minuti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In sole tre settimane il video ufficiale è un successo su Internet</em></p>
<p>E&#8217; stato messo su YouTube il 15 febbraio scorso e ha già superato i 50000 contatti, dimostrando così l&#8217;interesse che la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta suscitando.<br />
&#8220;Ci siamo innamorati di una parola&#8221; si intitola il video di due minuti che promuove la Marcia Mondiale, realizzato in modo totalmente gratuito da un&#8217;equipe di professonisti.<br />
Il video è stato già tradotto in spagnolo, francese e inglese e si prevedono versioni in numerose altre lingue.<br />
I promotori della Marcia hanno organizato una campagna a cui invitano tutti ad aderire per far sì che il video raggiunga presto i 100000 contatti e si installi nella hit-parade dei video più visti su You Tube.<br />
<object width="445" height="284"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TyzhJUJfNF0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TyzhJUJfNF0&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="284"></embed></object></p>
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		<title>Repubblica Ceca: 13 regioni su 14 con Jan Tamas e Sindaci nel viaggio a Bruxelles</title>
		<link>http://www.umanista.org/13022009/repubblica-ceca-13-regioni-su-14-con-jan-tamas-e-sindaci-nel-viaggio-a-bruxelles/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 13:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mercoledì 11 febbraio si è svolta a Praga, nella sala cinema della Camera dei Deputati, una conferenza stampa organizzata dalla deputata socialdemocratica Anna &#268;urdová in cui i governatori di 13 regioni su 14 hanno espresso il loro appoggio ufficiale al viaggio a Bruxelles di Jan Tamas del Movimento nonviolento insieme alla Lega dei sindaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/manifnoscudo.jpg' align=left alt='' /> <em>Mercoledì 11 febbraio si è svolta a Praga, nella sala cinema della Camera dei Deputati, una conferenza stampa organizzata dalla deputata socialdemocratica Anna &#268;urdová in cui i governatori di 13 regioni su 14 hanno espresso il loro appoggio ufficiale al viaggio a Bruxelles di Jan Tamas del Movimento nonviolento insieme alla Lega dei sindaci contro la base militare deli Stati Uniti in Repubblica Ceca.</em></p>
<p>Alla conferenza hanno preso parte Jan Tamas, Jan Neoral (portavoce della lega dei sindaci contro il radar), Radko Martínek (governatore della regione Pardubice) e la deputata Anna &#268;urdova (del partito socialdemocratico).</p>
<p>Jan Tamas, ha presentato il viaggio che il Movimento nonviolento e la Lega dei Sindaci realizzeranno il 18 Febbraio a Bruxelles: &#8220;Incontreremo insieme ai sindaci la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, esponenti del senato belga e un gruppo di europarlamentari&#8221;.<br />
Tamas ha poi descritto i motivi di questa missione a Bruxelles: &#8220;L&#8217;obiettivo è di incontrare i membri del Parlamento Europeo e informarli sul fatto che da anni, due terzi dei Cechi sono contrari all&#8217;installazione della base radar degli Stati Uniti vicino Praga. Ma il governo ceco, ignorando la popolazione, ha firmato l&#8217;accordo con l&#8217;amministrazione Bush&#8221;.</p>
<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/logo_barvy270px.gif' align=right alt='' /><br />
Jan Neoral, portavoce della Lega dei sindaci, ha sottolineato: &#8220;È importante informare direttamente l&#8217;Europa sulla opposizione ceca, senza passare tramite gli esponenti del governo ceco che presiedono l&#8217;Unione Europea&#8221;.<br />
La Lega é composta da 56 sindaci membri piú altri 80 sindaci simpatizzanti che hanno espresso il loro appoggio.</p>
<p>Anna &#268;urdová ha osservato un paradosso dell&#8217;attuale governo ceco: &#8220;L&#8217;amministrazione Obama presa dalla crisi economica e dai nuovi passi in politica estera non ha ancora una posizione definitiva sul progetto dello scudo spaziale. Non capiamo allora perché il governo ceco abbia tanta fretta di ratificare l&#8217;accordo con gli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Il governatore Radko Martínek ha espresso pieno appoggio al viaggio a Bruxelles: &#8220;A nome dei 13 governatori, auguro al Movimento nonviolento e ai sindaci di avere successo nel loro incontro con gli europarlamentari. Spero sia un&#8217;occasione per far sapere all´Europa cosa i cechi pensano davvero sulla presenza di basi militari straniere sul loro territorio&#8221;.</p>
<p>Jan Tamas, noto per il suo sciopero della fame contro il radar USA che nell&#8217;estate del 2008 ebbe un&#8217;eco mondiale, ha poi anticipato che il movimento nonviolento insieme ai sindaci, ai governatori e ad alcuni europarlamentari prepareranno una lettera che intendono inviare al neo presidente Obama al ritorno dall&#8217;incontro di Bruxelles.</p>
<p>Manifestazioni di appoggio all&#8217;incontro di Bruxelles si svolgeranno lo stesso 18 Febbraio in varie cittá europee (Madrid, Copenhagen, Berlino, Budapest) e italiane (Milano, Roma, Torino, Palermo, Firenze, Settimo Torinese).</p>
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		<title>Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza</title>
		<link>http://www.umanista.org/09022009/marcia-mondiale-per-la-pace-e-la-nonviolenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 23:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 2 ottobre 2009 – compleanno di Gandhi, dichiarato dall’ONU “Giornata internazionale della Nonviolenza&#8221; – comincerà la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.
Tre mesi di percorso, sei continenti e 100 paesi toccati, la Marcia, lanciata dall’organizzazione internazionale Mondo Senza Guerre e da moltissime altre organizzazioni, istituzioni e individui in tutto il pianeta, terminerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/LogoMM250.jpg' align=left alt='' /><br />
Il 2 ottobre 2009 – compleanno di Gandhi, dichiarato dall’ONU “Giornata internazionale della Nonviolenza&#8221; – comincerà la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.<br />
Tre mesi di percorso, sei continenti e 100 paesi toccati, la Marcia, lanciata dall’organizzazione internazionale Mondo Senza Guerre e da moltissime altre organizzazioni, istituzioni e individui in tutto il pianeta, terminerà a Punta de Vacas, nelle Ande, il 2 gennaio 2010.</p>
<p>Ha lo scopo di creare una coscienza globale riguardo alla pace e alla nonviolenza, che porti allo smantellamento degli arsenali nucleari, alla fine delle guerre come mezzo per risolvere conflitti e ad un rifiuto universale di tutte le forme di violenza. Sarà un evento multiforme e multipolare: in contemporanea al passaggio della marcia per una data città si svolgeranno in tutto il mondo tutti i tipi di eventi – concerti, congressi, attività culturali, sportive ed artistiche, manifestazioni, forum, atti di disobbidienza civile e qualsiasi altra iniziativa creativa e nonviolenta singoli e associazioni vorranno proporre.</p>
<p>Nel sito <a href="http://www.marciamondiale.org">www.marciamondiale.org</a> si possono trovare documenti, foto, video e  notizie aggiornate sulle iniziative di preparazione della marcia.</p>
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		<title>Lettera a Barack Obama</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 09:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[I Portavoce del Nuovo Umanesimo del Nord America, Sud America, Europa, Asia e Africa scrivono al neo  presidente statunitense perchè avvii una nuova stagione nelle relazioni internazionali. E soprattutto perchè inizi lo smantellamento delle armi nucleari.
Gentile Signor Presidente eletto degli Stati Uniti d&#8217;America
In primo luogo, la preghiamo di accettare le nostre più sentite congratulazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Portavoce del Nuovo Umanesimo del Nord America, Sud America, Europa, Asia e Africa scrivono al neo  presidente statunitense perchè avvii una nuova stagione nelle relazioni internazionali. E soprattutto perchè inizi lo smantellamento delle armi nucleari.</em></p>
<p>Gentile Signor Presidente eletto degli Stati Uniti d&#8217;America<br />
In primo luogo, la preghiamo di accettare le nostre più sentite congratulazioni per la sua elezione, che rappresenta una fonte di ispirazione per la gente di tutto il mondo. Vogliamo anche congratularci con Lei per l’integrità e l&#8217;abilità  con cui ha portato avanti la sua campagna.<br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/obama_02.jpg' alt='' /><br />
La reazione di fronte al risultato elettorale sia a New York, dove la gente si è riversata nelle strade per festeggiare, che a Nairobi  e in tutti i punti del pianeta, rispecchia il  desiderio di superare le tragedie storiche e le speranze più profonde dei popoli di ogni nazione e colore, perché cambi la forma di governare degli Stati Uniti e la loro relazione col mondo.<br />
Questi sono momenti di grandi cambiamenti, di grandi pericoli e di grandi opportunità. Come umanisti vogliamo sottolineare soprattutto il grave pericolo di guerra nucleare che minaccia il mondo, un pericolo maggiore perfino dei momenti più difficili della Guerra Fredda. </p>
<p>Per questi motivi le rivolgiamo un appello affinché usi il potere della sua nuova carica, il mandato che ha ricevuto dai cittadini del suo paese e l&#8217;appoggio della gente di tutto il mondo, per dare un segnale decisivo che modifichi la direzione della politica estera degli Stati Uniti.<br />
A nostro parere le priorità per questo segnale sono: il ritiro delle truppe  statunitensi da tutti i territori occupati, compresi l&#8217;Iraq e l&#8217;Afganistan e un’iniziativa chiara ed immediata per avanzare verso il disarmo nucleare globale  in forma progressiva e proporzionale.<br />
La esortiamo a mettere in pratica immediatamente queste proposte,  per inviare un segnale chiaro al mondo e diminuire le tensioni internazionali.<br />
Crediamo che il ventaglio di opportunità  per queste misure sia molto ristretto: poche settimane, certo non  mesi.<br />
Se lei continuerà a mostrare il coraggio e la visione evidenziati nella sua campagna, tracciando un percorso  chiaro per il ritiro delle truppe e il disarmo, siamo sicuri che la gente in ogni  parte del mondo l’appoggerà con forza.<br />
Se Lei invece vacillerà, si perderà un’opportunità, senza possibilità di recupero.</p>
<p>Sappiamo che Lei non governerà  da solo e che subirà grandi pressioni da parte di potenti interessi per continuare nella direzione di militarizzazione che già ha  prodotto risultati disastrosi.<br />
Crediamo anche che Lei abbia la forza e la capacità per forgiare una nuova direzione per l&#8217;umanità, in questo particolare momento storico di grandi cambiamenti per tutti noi che viviamo in questo piccolo pianeta.<br />
Lei può cambiare la direzione degli eventi.<br />
E&#8217; urgente e necessario salvare il pianeta dalla catastrofe nucleare; per questo può contare sull&#8217;appoggio degli umanisti di tutto il mondo.</p>
<p>Vogliamo anche informarla riguardo alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Promossa da  “Mondo senza Guerre” e appoggiata da numerose organizzazioni  e personalità impegnate a favore della pace mondiale, la marcia comincerà a Wellington, Nuova Zelanda, il 2 ottobre 2009, giornata Internazionale della Nonviolenza,  attraverserà  90 paesi e 6 continenti  nell&#8217;arco di tre mesi e si concluderà  in  Argentina il 2 gennaio 2010.<br />
Sarà un’ attività aperta ed includente, che promuoverà iniziative creative e molteplici (marce , concerti, manifestazioni, festival, coinvolgimento dei mass-media, conferenze, seminari, incontri con governi ecc.). con l&#8217;obiettivo di generare una coscienza a livello globale della necessità urgente del disarmo nucleare.<br />
Presidente Obama, La invitiamo ad aderire alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e Le inviamo i nostri migliori saluti ed auguri</p>
<p><strong>Chris Wells </strong><br />
Portavoce del  Nuovo Umanesimo  per il Nord-America</p>
<p><strong>Tomas Hirsch </strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;America latina</p>
<p><strong>Giorgio Schultze</strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;Europa</p>
<p><strong>Sudhir Gandotra</strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217; Asia e il Pacifico</p>
<p><strong>Ivan Andrade </strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;Africa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama: quello che sta succedendo tra la gente</title>
		<link>http://www.umanista.org/05112008/obama-quello-che-sta-succedendo-tra-la-gente/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 16:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Chris Wells*
C&#8217;è una sensazione molto speciale, come se qualcosa di grande, che aspettavamo da tanto tempo, stia finalmente succedendo. Stanotte stiamo andati ad Harlem a guardare i risultati su un mega schermo per strada, insieme a migliaia di persone. La gioia e il senso di connessione tra la gente era palpabile. Quando, verso le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chriswells.humanism.org/"><em><strong>di Chris Wells*</strong></em></a><br />
C&#8217;è una sensazione molto speciale, come se qualcosa di grande, che aspettavamo da tanto tempo, stia finalmente succedendo. Stanotte stiamo andati ad Harlem a guardare i risultati su un mega schermo per strada, insieme a migliaia di persone. La gioia e il senso di connessione tra la gente era palpabile. Quando, verso le 11, c&#8217;è stato l&#8217;annuncio che Obama aveva vinto, la gente ha cominciato a riversarsi per strada e a organizzare feste spontanee, una cosa che non avevo mai visto. Ho visto che la gente di tutto il mondo ci stava guardando e che in Kenia hanno addirittura proclamato una vacanza nazionale!</p>
<p>Obama è un tipo notevole, ma per me la cosa più commovente è quello che sta succedendo alla gente e tra la gente: l&#8217;orgoglio degli afro-americani (come se centinaia di anni di lotte finalmente avessero prodotto qualcosa di buono), la gioia di sentire il futuro aperto e il senso che il meglio della gente (le speranze, il senso di giustizia e verità, la compassione, il desiderio di connettersi con gli altri) si sia liberato dopo essere rimasto nascosto per molti anni.</p>
<p>E insieme a tutto questo c&#8217;è la chiara comprensione del fatto che ora dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci al lavoro. Non sarà facile, chiaro, ma c&#8217;è in giro un nuovo tipo di energia e le cose sembrano possibili.</p>
<p>Credo che dovremmo collegare la Marcia Mondiale del prossimo anno a tutto questo, convergere con questo spirito e magari l&#8217;anno prossimo la gente ballerà per le strade per la Pace e la Nonviolenza!</p>
<p>*Portavoce del Nuovo Umanesimo del Nord America</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Attraverseremo il mondo con un messaggio di nuova umanità&#8221;</title>
		<link>http://www.umanista.org/20102008/attraverseremo-il-mondo-con-un-messaggio-di-nuova-umanita/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 15:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è chiusa a Milano la tre giorni di Nuovo Umanesimo &#8220;La forza della nonviolenza&#8221;. Partecipanti da tutta Europa hanno condiviso la gravità del momento attuale e rilanciato attività e iniziative per un&#8217;uscita nonviolenta dalla situazione di crisi.
Spicca fra tutte la &#8220;Marcia Mondiale per la pace la nonviolenza&#8221; con inizio il 2 ottobre 2009 in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si è chiusa a Milano la tre giorni di Nuovo Umanesimo &#8220;La forza della nonviolenza&#8221;. Partecipanti da tutta Europa hanno condiviso la gravità del momento attuale e rilanciato attività e iniziative per un&#8217;uscita nonviolenta dalla situazione di crisi.<br />
Spicca fra tutte la &#8220;<a href="http://www.marchamundial.org/">Marcia Mondiale per la pace la nonviolenza</a>&#8221; con inizio il 2 ottobre 2009 in Nuova Zelanda e arrivo il 2 gennaio 2010 nella Cordigliera delle Ande.</p>
<p>Quello che segue è l&#8217;intervento d&#8217;apertura di Giorgio Schultze portavoce europeo del Nuovo Umanesimo </em></p>
<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/GiorgioSchultzeeOttaviaPiccolo.JPG' alt='' /><br />
<strong>Ottavia Piccolo e Giorgio Schultze</strong></p>
<p>Cari amici,<br />
Vorrei condividere con voi alcune riflessioni di chi ha avuto la fortuna di attraversare questo mondo e di vivere quest’epoca straordinaria per l’umanità.<br />
Sono innegabili i progressi compiuti in questa regione in poco più di secolo secolo e mezzo di storia, così come sono innegabili le lacerazioni, le sofferenze, le violenze subite e inflitte.<br />
Non vi è dubbio che un sistema, per quanto formalmente democratico, che si regge sull’iniquità e sulla sproporzione nella distribuzione della ricchezza, che mina alla base le fondamenta della coesione sociale, che nega i diritti fondamentali della persona come la salute, l’educazione, una vecchiaia serena, che genera ogni sorta di discrimianzione e razzismo, che consuma le risorse finite, che avvelena l’ambiente,  prima o poi è destinato al fallimento.<br />
Il crollo delle Borse e la bancarotta dei mercati finanziari sono l’indicatore più evidente e ultimo di una crisi strutturale dalla portata epocale che da da anni si profila all’orizzonte.<br />
Se fossimo un pò cinici ci metteremmo alla finestra ed osservare “il disastro” compiuto da chi si sentiva trionfatore e portatore di un modello imperiale “globalizzante” ed attenderemmo con serenità la conclusione di questa sua folle corsa.<br />
Ma come cittadini di questo mondo siamo profondamente preoccupati, perchè non è detto che la risposta e l’uscita alla crisi vadano nella direzione auspicata.<br />
Ci preoccupa che la risposta a questa crisi economico-finaziaria e ai debordamenti sociali che inevitabilmente provocherà (e che sta già provocando), anzichè trasformarsi in equità e giustizia sociale  e in riequilibrio ambientale e ridistribuzione delle risorse, si trasformi in ricatto armato contro la popolazione.<br />
Ci preoccupa che le fonti energetiche e gli approvigionamenti idrici, anziché essere tutelati e protetti come “beni comuni dell’umanità”,  siano controllati e minacciati con un arsenale nucleare in grado di far “saltare” il pianeta ben 25 volte. Ma non ne basta una sola?<br />
E chi potrebbe fermare il dito di chi a “scopo preventivo” dovesse decidere di provocare una mini-catastrofe nucleare, anche solo “dimostrativa”? In questa guerra, come in tutte le guerre non ci sarebbero né vinti né vincitori, ma soltato morti. E come diceva Gandhi: “che differenza fa per un morto se la folle distruzione è forgiata in nome del totalitarismo o sotto il sacro nome della libertà e della democrazia?”<br />
Ora come possiamo disarmare le testate nucleari? Come possiamo disinnescare la violenza? A quali immagine possiamo ispirarci in un momento così difficile, in cui tutto appare così accelerato che sembra non esserci più tempo per pensare, sentire ed agire in forma coerente, in forma “nonviolenta”?<br />
Come potremo iniziare a dare risposte differenti noi “civiltà occidentale”; che fin dal Codice di Hammurabi (18° secolo a.C.) consideriamo la vendetta e la punizione come le uniche forme di giustizia, e ci nutriamo del principio “occhio per occhio, dente per dente” o “mors tua vitae mea”?.<br />
Con questo modo di vedere il mondo, con questa tensione di fondo nello strutturare le relazioni con gli altri, come potremo riorganizzare la società, l’economia, la politica di questa regione, basandoci su principi di solidarietà, sussidarietà, cooperazione, reciprocità?<br />
Da secoli, le tribù Bantù, Zulu, Xcosa trasmettono di padre in figlio il concetto dell“Ubuntu”: “il legame universale che unisce l’intera umanità”, una sorta di rete invisibile che sostiene la vita, in cui tutti noi siamo immersi e il principio comportamentale che ne deriva: “umuntu ngumuntu ngabantu”, tu sei attraverso gli altri”.<br />
Se qualcuno maltratta, ferisce, uccide qualcun altro, altera, lacera l’Ubuntu. Tu non puoi, per vendetta, rabbia o disperazione maltrattare, ferire ed uccidere a tua volta, perché così facendo lacereresti ulteriormente la ferita; anzi dovrai fare qualcosa per aiutare te stesso e l’altro a ripararla”.<br />
Un principio simile a quello riportato nel Talmud, il Testo Sacro degli Ebrei, così come nel Corano, testo sacro dell’Islam : “Chiunque distrugga una sola vita è tanto colpevole come se avesse distrutto il mondo intero, e chiunque salvi una sola vita ha tanto merito come se avesse salvato il mondo intero”.<br />
Un principio alla base di tutte le religioni e culture universali, dall’Induismo del Mahabarata, al Crisitanesimo dell’Antico Testamento, da Confucio a Buddha, da Seneca a Volteire. Una regola, La Regola d’Oro, “tratta gli altri come vorresti essere trattato”che se davvero applicata fino alle sue ultime conseguenze rappresenterebbe quella rivoluzione epocale, quel “Nuovo Umanesimo” a cui aspiriamo.<br />
Una concezione non punitiva ma riparatrice, un’azione non vendicativa ma di riconciliazione, atti non contradittori ma unitivi e validi rivolti ad altri e che alla fine “premiano” noi stessi.<br />
Affinché la nonviolenza possa trionfare oltre ai principi comportamentali e alle azioni dovremo mettere in campo un altro attributo: la Verità. </p>
<p>Molto di quanto è avvenuto in questo ultimo secolo di storia umana si è svolto sotto l’insegna deformante della menzogna, della manipolazione dell’informazione, della creazione di paure di massa per fomentare la reazione cieca, o peggio ancora per togliere la speranza.<br />
Riprendendo quanto diceva Zarathustra, oltre 3.000 anni fa (“Pensa bene, fai buone azioni, dì la verità”), Gandhi ci ha insegnato la Satyagraha, parola composta, che deriva dal sanscrito (satya= verità) e graha (aggrapparsi fortemente). “Aggrapparsi fortemente alla verità”, per poter sostenere l’Ahimsa, la nonviolenza.<br />
E’ questa la più alta e difficile missione dell’azione nonviolenta: portare alla luce la verità e squarciare il manto tenebroso della menzogna, creare coscienza.<br />
Molte persone, anche qui presenti tra noi, ci hanno mostrato, nel momento del lutto e del dramma della perdita violenta di una persona cara, che ciò che porta alla giustizia non è la vendetta, ma la ricerca della verità. Ed hanno dimostrato come la giustizia abbia un senso compiuto non solo nel rispetto formale dei Codici, ma soprattutto se darà alla coscienza il segnale che si può aprire una strada verso la riconciliazione.<br />
Come ha fatto il papà palestinese a cui  hanno ucciso il figlio di 10 anni, quando ha deciso, dopo tre notti di tormenti e di agonia, in pieno contrasto con i “codici” della sua comunità e della comunità “nemica”, di donare gli organi del figlio a cinque bambini ebrei, a cui ha salvato la vita.<br />
Come ha fatto la mamma del soldato ebreo ucciso in Libano, nel ritrovare il senso della vita ed aprire, in una sottile terra di confine, un ospedale per curare bambini palestinesi con medici israeliani, abbattendo i muri tra i confini e nelle coscienze.<br />
Come abbiamo fatto con alcuni giovani della Repubblica Ceca e dell’Italia, con manifestazioni e scioperi della fame per svelare al mondo un progetto segreto di morte come lo scudo spaziale americano.<br />
Come sta facendo un gruppo di ragazzi di Palermo, che ha costruito, prima uno ed ora quattro asili e scuole multietniche, per mostrare che un dialogo tra le culture è possibile e necessario o che è possibile dire “addio pizzo!”.</p>
<p>Sappiamo che l’azione nonviolenta avrà bisogno di molto coraggio e persistente pazienza.<br />
Questo cammino verso la nonviolenza non sorge spontaneamente, così come non sorge spontaneamente il cammino verso la riconciliazione. Entrambe richiedono una grande comprensione e l’insinuarsi dentro ognuno di noi della ripugnanza fisica e mentale per la violenza.  </p>
<p>L’Umanità, l’Essere umano, ogni singola persona ha bisogno di superare il dolore e la sofferenza, ha bisogno di trovare nuove strade di riconciliazione, ha bisogno di provare compassione di fronte a chi è in difficoltà, ha bisogno di ritrovare il sorriso pensando al futuro.<br />
Di cosa parleranno i Bambini di Ubuntu quando arriveranno ad avere la nostra età?<br />
Ancora di discriminazione e razzismo?<br />
Oppure parleranno come Costruttori e Ambiascitori della nazione umana universale?<br />
L’ideale di un mondo così non inizia per decreto, ma nella pratica, nell’impegno quotidiano, negli ambiti dove ci tocca vivere e lavorare e nei quali ognuno deve lottare per ottenere cambiamenti positivi.<br />
Si richiede un salto della coscienza, un cambiamento epocale nel concepire noi stessi e il mondo che ci circonda come una struttura unica, una rete invisibile che ci unisce.<br />
Una rete invisibile che ci unisce a chi vive, a chi ci ha preceduto e chi ha avuto il coraggio di aprire la strada e la pazienza nell’attenderci in questo incrocio della storia.</p>
<p>Stiamo per iniziare la lunga Marcia della Pace e della Nonviolenza! </p>
<p>Io e te, attraverseremo il Mondo con un messaggio di Nuova umanità.<br />
Io e te attraverseremo questo mare tempestoso, con le navi costruite di tenacia ed intenzionalità.<br />
Io e te attraverseremo scalzi le fredde catene montagnose per ritrovarci nelle accoglienti Città  dei Costruttori di Pace,<br />
Io e te illumineremo questa notte infinita della Presistoria Umana, con le fiaccole della pazienza e i falò del coraggio,  in attesa dell’alba di una vera, nuova Storia Umana.<br />
Già in molti ci stanno aspettando: Mahatma Gandhi, Martin Luther  King, Henry David Thoreau, Leon Tolstoy, Albert Einstein, Betty Williams e Mairead Corrigan, Patrice Lumumba, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, Rigoberta Menchù&#8230;<br />
E molti altri ci stanno raggiungendo con le loro bandiere di Speranza, mosse dal soave respiro della Libertà.</p>
<p>E come mi disse Silo un pò di tempo fa: “Non avere paura. Ama la realtà che costruisci e, nulla&#8230; nemmeno la morte fermerà il tuo volo”.</p>
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		<title>A Milano! A Milano!</title>
		<link>http://www.umanista.org/16102008/a-milano-a-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 09:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si apre a Milano, dal 17 al 19 ottobre, il Forum Umanista Europeo col titolo &#8220;La forza della nonviolenza&#8221;: tre giorni di conferenze, tavole rotonde, spettacoli ed esposizioni di artisti vari (qui il programma della tre giorni). Per il forum sono attese circa 200 associazioni e migliaia di iscritti provenienti da tutta l’Europa. 
Il Primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/forummilano.jpg' alt='' /></p>
<p><em>Si apre a Milano, dal 17 al 19 ottobre, il Forum Umanista Europeo col titolo &#8220;La forza della nonviolenza&#8221;: tre giorni di conferenze, tavole rotonde, spettacoli ed esposizioni di artisti vari <a href="http://www.humanistforum.eu">(qui il programma della tre giorni)</a>. Per il forum sono attese circa 200 associazioni e migliaia di iscritti provenienti da tutta l’Europa. </em></p>
<p>Il Primo Forum Mondiale si celebrò a Mosca il 7 Ottobre 1993 e nacque dalla necessità di implementare una discussione globale futura che tenesse conto dei contributi di tutte le correnti di pensiero e di azione. Si realizzò grazie alla partecipazione di tutti coloro che aspirano alla costruzione di una nazione umana universale ricca nelle sue diversità, accogliente nelle sue istituzioni, solidale e nonviolenta.<br />
La violenza &#8211; afferma <a href="http://www.giorgioschultze.eu">Giorgio Schultze</a>, portavoce del Forum &#8211; è praticata in ogni sua forma e a tutte le latitudini: fame, povertà, diritti negati, guerre, isolamento e discriminazione. Per quanto l’Europa abbia fatto innegabili progressi in poco più di un secolo di storia, la sproporzione nella distribuzione della ricchezza mina alla base le fondamenta della coesione sociale. Il venire meno dei diritti fondamentali della persona, l’avvelenamento dell’ambiente, il crollo delle borse e la bancarotta dei mercati finanziari, sono l’indicatore più evidente di una crisi strutturale dalla portata epocale. Come cittadini di questo mondo, siamo profondamente preoccupati perchè la risposta a questa crisi potrebbe sfociare in ulteriore violenza, solitudine e paura. L’obiettivo di questo forum è la dimostrazione della forza della nonviolenza attraverso il confronto tra forme diverse di azione, il dialogo tra le culture e la testimonianza di chi ha dedicato la propria vita all’impegno sociale.<br />
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<a href="http://http://it.youtube.com/profile?user=humanistforum"><br />
Il canale Youtube del Forum</a></p>
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		<title>Implosione nell&#8217;Impero</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 15:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Guillermo Sullings
In questi giorni stiamo assistendo all&#8217;aggravarsi di una enorme crisi finanziaria, con epicentro negli Stati Uniti ma con conseguenze in tutto il mondo. Questa crisi, esplosa la scorsa estate, era già iniziata nel 2006 e le sue radici sono ancora precedenti. Potremmo sicuramente dire che la &#8220;terra fertile&#8221; per lo sviluppo di tali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.guillermosullings.org/">Guillermo Sullings</a><br />
<em>In questi giorni stiamo assistendo all&#8217;aggravarsi di una enorme crisi finanziaria, con epicentro negli Stati Uniti ma con conseguenze in tutto il mondo. Questa crisi, esplosa la scorsa estate, era già iniziata nel 2006 e le sue radici sono ancora precedenti. Potremmo sicuramente dire che la &#8220;terra fertile&#8221; per lo sviluppo di tali radici, è stata arata da decenni.</em></p>
<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/wallstreet250.jpg' align=left alt='' /> Nel libro &#8220;Economia Mista&#8221; (2000), descrivevo &#8220;la trappola del credito&#8221;, il fenomeno con cui si stimolano le persone ad anticipare i consumi indebitandosi. In un primo momento il livello del consumo si incrementa (perché le persone spendono l&#8217;equivalente di quello che guadagnano, più i debiti), ma in un secondo momento i consumi diminuiscono perché i debiti (più gli interessi, che nel caso del credito a lungo tempo, possono arrivare a duplicare il valore di ciò che si è acquistato) costringono a ridurre le spese regolari, per poter far fronte ai debiti contratti.<br />
Da una parte si trasferiscono così le &#8220;entrate&#8221; dall&#8217;economia produttiva alla Banca e dall&#8217;altra si generano cicli di successiva espansione e contrazione nell&#8217;economia. Questo perché, quando si espande il credito, il maggior consumo genera una crescita dell&#8217;economia reale, (e quindi aumentando gli stipendi si creano le condizioni per affrontare spese e debiti), dopo però, essendo il ritmo di crescita reale sempre minore rispetto alla crescita del credito, si generano le famose &#8220;bolle&#8221;, che inevitabilmente scoppiano. </p>
<p>Sempre in &#8220;Economia Mista&#8221;, anticipai che il livello critico di indebitamento della società statunitense avrebbe, in qualche momento, raggiunto il limite, producendo un&#8217; esplosione. Anche se tutto indica che questo momento si stia avvicinando, non è semplice stimare i tempi di processi.<br />
Sulla crisi Argentina del 1998 anticipando il crollo della convertibilità della moneta, riuscimmo a realizzare un&#8217;analisi su una economia molto più piccola, più semplice e limitata ad un solo paese.<br />
L&#8217;economia degli Stati Uniti invece, oltre ad essere enormemente più grande e complessa, ha &#8220;esportato&#8221; i suoi problemi e si dovrebbe avere accesso ad una enorme quantità di informazioni da tutto il mondo, per poter fare previsioni più precise. Però non ci sono dubbi: la tendenza è che la crisi è ogni volta più profonda.</p>
<p>Prima di analizzare il detonatore dell&#8217;attuale crisi, bisogna capire come funziona la società statunitense nel nei confronti del credito, del consumo e dell&#8217;investimento speculativo.<br />
In questo paese esiste una cultura molto radicata rispetto all&#8217;uso dell&#8217;indebitamento per salire nella scala sociale (ed esprimerlo mediante il consumo). Inoltre chi ha capacità di risparmio, ha una cultura molto diffusa per l&#8217;investimento azionario,i fondi di investimento e tutta una serie di complessi strumenti finanziari, che altrove la gente comune non capisce.<br />
Negli Stati Uniti la maggior parte della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case e quando termina di pagarli si indebita di nuovo per rinnovarli. Anche gli studenti universitari si indebitano per pagare i loro studi. E&#8217; una società indebitata al punto tale che nel momento attuale il livello di indebitamento medio delle casalinghe, è del 120% del loro reddito annuo; in pratica se i cittadini statunitensi potessero stare un anno senza spendere un dollaro neanche per mangiare, dovrebbero ugualmente lavorare tutto l&#8217;anno e qualche mese in più per pagare tutto il debito accumulato.<br />
Il 75% di questi debiti corrispondono ai mutui, i detonanti dell&#8217;attuale crisi. Però questo livello di indebitamento dei cittadini statunitensi, non è solamente interno (tra di loro), ma va fuori sia per l&#8217;enorme deficit che ha questo paese tanto nella bilancia commerciale, come nella bilancia dei pagamenti, visto che è il governo più indebitato del pianeta.<br />
Cina e Giappone accumulano titoli del debito statunitense di un valore quasi di 2 miliardi di dollari, grazie al loro surplus commerciale con quel paese.</p>
<p><strong>Gli antecedenti della crisi attuale</strong><br />
In questo contesto di indebitamento crescente e creazione di bolle speculative comincia a crescere la bolla immobiliare tra il 2002 e il 2005.<br />
In quegli anni la Federal Reserve aveva abbassato i tassi per attivare l&#8217;economia, dopo l&#8217;impatto recessivo degli attentati dell&#8217;11 settembre.<br />
Le banche quindi potevano indebitarsi per il 2% (su base annua) e fare prestiti per l&#8217;8% a chi voleva comprare o costruire una casa. Era davvero un grande affare, però la voraci banche non si accontentavano; per attirare ancora più clienti ad accendere mutui, ammorbidirono le loro regole e i loro controlli e concessero prestiti a persone con scarse garanzie di capacità di restituzione (ipoteche &#8220;subprime&#8221;) e fu l&#8217;auge dell&#8217;affare immobiliare, che fece salire a dismisura il prezzo delle proprietà.<br />
Però a loro volta per poter prestare sempre più soldi a sempre più clienti, le banche avevano bisogno di ulteriori fondi che drenarono dal mercato finanziario offrendo in garanzia le stesse ipoteche che avevano nelle cartelle dei loro clienti.<br />
Così le ipoteche sulle case si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari che arrivarono a far parte dei fondi delle banche europee. </p>
<p>Milioni di risparmiatori, attraverso banche, fondi di investimento e imprese quotate in borsa hanno finanziato la crescita della bolla, la maggior parte delle volte senza sapere quali fossero le garanzie finali dei loro investimenti.<br />
Tutto questo d&#8217;accordo con la agenzie di rating che si sono tanto impegnate a squalificare le economie emergenti e mai si sono occupate di avvertire i risparmiatori sul rischio di questi irrazionali strumenti di credito del primo mondo.<br />
È stato tutto un gran bell&#8217;affare finché il valore delle proprietà saliva e a seguire la ruota degli indebitamenti e dei pagamenti delle rate. Però come tutte le bolle un bel giorno è scoppiata.<br />
La Federal Reserve cominciò ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l&#8217;inflazione e così le banche aumentarono anche loro i tassi dei mutui già aggiudicati (quelli a tasso variabile).<br />
Molti proprietari che non erano molto solvibili, iniziarono ad entrare in mora: con l&#8217;aumento dei tassi le more si moltiplicarono e già nel 2006 si ebbero 1.200.000 esecuzioni ipotecarie. Il valore delle proprietà, che era arrivato a dei livelli irrazionali, iniziò a sgonfiarsi, prima per la logica dei valori relativi. Però questo sgonfiamento si accelerò ulteriormente quando molti proprietari misero in vendita le loro case perché non potevano pagare le rate del mutuo.<br />
Questo calo del valore degli immobili fece sì che molti proprietari si trovassero con la banca un debito maggiore del valore della loro casa, con il quale l&#8217;avevano messa in vendita, valore che a sua volta condizionato dalle vendite, continuò ad abbassarsi.<br />
Al giorno di oggi si stima che più di 5.000.000 di famiglie abbiano in vendita la loro casa perché non possono pagare l&#8217;ipoteca e ce ne sono altre 2.000.000 che stanno per perderla in una esecuzione ipotecaria.<br />
Quando scoppiò la crisi nell&#8217;agosto del 2007, si stimava che avevano morosità accumulate più di 500.000 milioni di dollari nel mercato delle ipoteche.<br />
Era però molto maggiore la perdita del valore dei titoli e delle azioni vincolati ai cosiddetti &#8220;mutui subprime&#8221; (ipoteche spazzatura). In altre parole, molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perché evaporarono i loro attivi, supportati da mutui non solvibili e svalutati.<br />
In questa complessa trama finanziaria, l&#8217;effetto domino iniziò a portare al fallimento di molti istituti relazionati in qualche modo con questi strumenti finanziari: i casi più risonanti furono Freddie Mac, Fannie Mae, Bearns Stearns, e più recentemente Lehman Brothers e AIG. Complessivamente un centinaio di entità danneggiate in USA più alcune in Europa.<br />
Questo effetto domino ha già un anno e ancora non è arrivato alla sua fine. Il governo degli Stati Uniti e la Federal Reserve continuano ad iniettare migliaia di milioni di dollari per contenere il terremoto, però non è sufficiente e la crisi dei mutui ha contaminato tutti i mercati finanziari. I finanziatori tolgono il denaro dalle banche e dai fondi di investimento per panico e sfiducia e con questa azione debilitano ancora più il sistema finanziario. Gli intestatari di buoni o di azioni cercano di venderli per avere contanti perché prevedono una loro maggiore svalutazione e nel farlo generano ulteriore perdita di valore. Cioè, si sta passando dalla dimensione ipotecaria (di per sé enorme), all&#8217;avverarsi della profezia di una corrida bancaria e di borsa che genera fallimenti a catena. Questo il problema che stanno affrontando gli Stati Uniti oggi.</p>
<p><strong>Fino a dove arriverà la crisi?</strong><br />
È molto difficile sapere quando si toccherà il fondo.<br />
In primo luogo perché non si sa bene fin dove è arrivata la contaminazione degli strumenti finanziari supportati con i &#8220;mutui subprime&#8221;, data la complessità di tali strumenti.<br />
In secondo luogo perché assume importanza il fattore psicologico della sfiducia dei risparmiatori, molto più difficile da misurare e prevenire, che continuerà a ripercuotersi nell&#8217;economia reale, fondamentalmente attraverso la restrizione del credito per gli investimenti e il consumo e attraverso la perdita di capacità di spendere della popolazione, accentuando così la spirale recessiva.<br />
In terzo luogo, perché la interdipendenza tra l&#8217;economia del mondo con quella degli Stati Uniti, apre una ventaglio di molteplici conseguenze che si andranno retroalimentando.<br />
L&#8217;economia degli Stati Uniti rappresenta il 25% dell&#8217;economia mondiale ed è sommamente interconnessa con quella della Cina, del Giappone e dell&#8217;Europa: implica che più del 50% dell&#8217;economia mondiale è direttamente danneggiato dalla crisi. Quindi praticamente nessun paese può considerarsi al riparo dalle conseguenze, anche se indirettamente ed in differenti gradi.<br />
Una recessione economica degli Stati Uniti significa una forte diminuzione dei consumi dei prodotti fabbricati in Cina e Giappone, di cui è il principale consumatore. Un rallentamento nell&#8217;economia cinese conseguente alla diminuzione delle esportazioni, implicherà meno importazione di materie prime.<br />
La sfiducia verso gli investimenti a maggior tasso di rischio danneggerà il flusso degli investimenti nei paesi emergenti. Però in quale profondità e per quanto tempo si darà questo è impossibile prevederlo.<br />
Il governo degli Stati Uniti, contraddicendo i propri &#8220;principi&#8221; di ortodossa neoliberista, lasciando che i mercati si autoregolino lasciando fallire chi deve fallire e sopravvivere chi deve sopravvivere, sta facendo un appello (antidottrinario secondo le logiche neoliberiste) a risorse, iniettando migliaia di milioni di dollari nel barile senza fondo della crisi finanziaria. Se lo continuerà a fare, forse eviterà l&#8217;Apocalisse di un nuovo crack (potenzialmente maggiore di quello del 1929), però a costo di portare il suo indebitamento come Stato a dei limiti inimmaginabili. Ma più in là della poca o maggiore spettacolarità che potrebbe avere la caduta, quello che è sicuro è una recessione e un indebolimento prolungato della maggiore economia del mondo.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
In definitiva, questa crisi del capitalismo e della globalizzazione, dimostrano una volta in più che la speculazione finanziaria nel mondo va bloccata, forzando il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali.<br />
Il mondo non può essere governato dalla tirannia del capitale speculativo, che genera povertà e caos dovunque.<br />
Il mondo deve avanzare verso una Nazione Umana Universale, nella quale i popoli, attraverso la democrazia diretta, trovino una soluzione al fatto che le immense risorse che oggi si destinano alla speculazione finanziaria, all&#8217;usura e agli armamenti, vadano invece a contribuire allo sviluppo umano e che facciano terminare la povertà.<br />
In questo senso ci sarà da stare attenti perché questa implosione finanziaria sta certamente debilitando il cuore dell&#8217;impero, ma questo, come una belva ferita, al fine di riconquistare il potere, può pretendere di ricorrere alla forza bruta, più di quanto non abbia fatto finora.</p>
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		<title>A Vicenza si vota comunque, nonostante il Consiglio di Stato</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 16:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio di Stato ha reso inutile e irrealizzabile il referendum sulla costruzione della nuova base militare USA a Vicenza.
 
L&#8217;appiglio giuridico di questa sentenza tutta politica, è nel considerare la consultazione popolare sulla &#8220;sdemanializzazione dell&#8217;area&#8221; come inutile perché domanda dalla risposta ovvia. Ha anche aggiunto &#8220;è come chiedere ad un privato cittadino se sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consiglio di Stato ha reso inutile e irrealizzabile il referendum sulla costruzione della nuova base militare USA a Vicenza.</em><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/dal_molin300.jpg' align=left alt='' /> </p>
<p>L&#8217;appiglio giuridico di questa sentenza tutta politica, è nel considerare la consultazione popolare sulla &#8220;sdemanializzazione dell&#8217;area&#8221; come inutile perché domanda dalla risposta ovvia. Ha anche aggiunto &#8220;è come chiedere ad un privato cittadino se sia favorevole ad aumentare il proprio patrimonio personale&#8221;.<br />
Il quesito era nato per far esprimere, attraverso uno strumento di democrazia diretta, la volontà popolare: &#8220;È lei favorevole all’adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo d’indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l&#8217;avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell&#8217;area aeroportuale &#8220;Dal Molin&#8221; &#8211; ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense &#8211; da destinare a usi d’interesse collettivo salvaguardando l&#8217;integrità ambientale del sito?&#8221;</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha detto che la risposta è ovvia ed è &#8220;SI&#8221;.<br />
E per questo motivo ha annullato il referendum.<br />
E&#8217; come dire: giochiamo a questo gioco solo se vinciamo, altrimenti non si gioca.</p>
<p>E&#8217; del tutto evidente la volontà di fermare un movimento popolare democratico e nonviolento e di favorire l&#8217;emergere di fazioni violente che possano giustificare, anche qui, l&#8217;intervento dell&#8217;esercito.</p>
<p>Fanno bene allora il sindaco, le organizzazioni e i movimenti a continuare, invitando i cittadini a votare comunque negli stand allestiti per le strade. E fanno bene i vicentini a votare, a esprimersi e ad alzare la voce della nonviolenza. La questione non è solo pacifista. È la difesa dell’espressione e della volontà popolare.</p>
<p>Nella speranza che qualche autorità discuta la sentenza come incostituzionale (l&#8217;articolo 1 dice che &#8220;la sovranità appartiene al popolo&#8221; &#8230; e non al Consiglio di Stato), è opportuna non solo una riflessione, ma anche un&#8217;azione di difesa della democrazia dai molteplici attacchi che subisce anche dagli organi di più elevato valore costituzionale.</p>
<p>L&#8217;attuale democrazia è puramente formale -e questo di Vicenza ne è l&#8217;ennesimo esempio- ma vorremmo abbandonare questa formalità in cambio di una democrazia reale. Non di una dittatura.</p>
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		<title>Attacco alla diversità</title>
		<link>http://www.umanista.org/20092008/attacco-alla-diversita/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 08:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Vito Coreddu (Help to Change)
Quello che si respira oggi nella società, alimentato dai mass media e da scelte populiste e scellerate degli ultimi governi, è un vero proprio attacco alla diversità.
Chi non si omologa ai dettami e alle sirene del sistema, chi non piega la testa di fronte alle ingiustizie, chi non accetta contratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Vito Coreddu </strong>(<a href="http://www.helptochange.org/">Help to Change</a>)<br />
<em>Quello che si respira oggi nella società, alimentato dai mass media e da scelte populiste e scellerate degli ultimi governi, è un vero proprio attacco alla diversità.<br />
Chi non si omologa ai dettami e alle sirene del sistema, chi non piega la testa di fronte alle ingiustizie, chi non accetta contratti di lavoro capestro, chi appartiene a religioni, culture e tradizioni diverse, chi ha un orientamento sessuale diverso, chi non ha un permesso di soggiorno, chi vive al di sotto della soglia di povertà è percepito come una minaccia e diventa il principale colpevole degli innumerevoli problemi che oggi attanagliano la nostra società.</em></p>
<p>Questo atteggiamento così avverso alla diversità non è il frutto di una deriva razzista, xenofoba, discriminatoria nella società.<br />
I disvalori quali l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo, l&#8217;arrivismo, il nazionalismo, il razzismo, il conformismo erano già presenti, non sono un fenomeno nuovo. In questo senso questi disvalori non hanno fatto nuovi adepti negli ultimi anni. Ciò che c&#8217;è di nuovo in questo momento è che quelle forze progressiste che un tempo arginavano questi disvalori introducendo continuamente nuovi spunti di riflessione e discussione e contribuendo a mantenere alto il livello culturale di questa società, quelle forze progressiste, hanno smesso di compiere il loro prezioso lavoro, quelle forze progressiste si sono ammutolite. In questo senso hanno una grande responsabilità. Bisognerebbe dire che dappertutto, piuttosto che occuparsi di essere traino verso la costruzione di una società migliore, assistiamo ancora al totale disorientamento che ha procurato la caduta del muro di Berlino, come se quel muro rappresentasse allegoricamente l&#8217;ultimo argine a difesa dell&#8217;utopia di un mondo migliore. Se i segnali di questo fenomeno si potevano cogliere ancor prima, quel momento segnerà una spartiacque dove ciò che rimane è una certa e triste nostalgia per i tempi andati.</p>
<p>In questo paesaggio che s&#8217;inserisce la Manifestazione Nazionale Antirazzista del 4 ottobre 2008 con la giusta pretesa di rompere questo clima così nefasto.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione costruita dal basso, da quelle organizzazioni che umilmente e senza secondi fini si sono adoperate per la difesa dei diritti umani, per la difesa della diversità, trovando nell&#8217;umanesimo socialista, cristiano, esistenzialista e anarchico e universalista una fonte di ispirazione per reagire all&#8217;ingiustizia e guardare con altri occhi al futuro.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione che esprime la diversità, la diversità etnica, religiosa, culturale e politica. Ed è per questo motivo che questa manifestazione continua ad essere taciuta dai mass media e osteggiata dalle grandi sigle sindacali o da quei partiti della “sinistra” che un tempo si trovavano in parlamento.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione che si ricollega storicamente alla manifestazione del 3 febbraio &#8216;96 quando 50.000 persone scesero in piazza per contestare apertamente il Decreto Dini sull&#8217;immigrazione. Anche in quel momento quelle stesse forze oltre che disertare cercarono di boicottare, salvo poi fare il mea culpa il giorno dopo.</p>
<p>Questa manifestazione, certamente potrà dar fastidio a molti e molti vorrebbero che questa fallisca magari facendo in modo che qualche “imbecille” cominci a giocare con la polizia al “piccolo teppistello”, permettendo ai mass media di riempire il giorno dopo alcune pagine dei loro giornali con la descrizione di arresti e incidenti, alimentando ancora nell&#8217;opinione pubblica razzista e violenta la convinzione che gli immigrati e chi li difende sono un virus per questa società. </p>
<p>Questa manifestazione deve essere pacifica e soprattutto nonviolenta. Dovrà evidenziare la nonviolenza come risposta alla logica violenta di questo sistema quindi non solo per una questione di convenienza ma anche morale, dovranno essere isolati e “cortesemente”. espulsi dal corteo tutti coloro che intendono manifestare con altri intenti. Con questo voglio pensare ai centinaia di immigrati che nella condizione di clandestini si troveranno fortemente esposti alle forze dell&#8217;ordine. Questi esseri umani coraggiosi ma privi del permesso di soggiorno, l&#8217;ultima cosa di cui avrebbero bisogno è quella di assistere ed essere coinvolti in scontri violenti con la polizia.</p>
<p>In ultimo, se questa manifestazione è antirazzista non lo è solo per negare quell&#8217;atteggiamento negativo quale il razzismo ma anche per salutare l&#8217;immigrazione e la diversità come un elemento prezioso per questa società decadente affinché trovi nuovi modi di essere e di percepire l&#8217;esistente.</p>
<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/manif4ottobre420.jpg' alt='' /> </p>
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		<title>Evo ed il popolo boliviano affrontano il razzismo e l&#8217;odio dell&#8217;antiumanesimo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 12:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tomás Hirsch
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;America Latina 

L&#8217;opposizione boliviana non ha ottenuto l&#8217;appoggio popolare nel recente referendum, dove è stata sconfitta con  più del 66% dei voti. Non ha nemmeno ottenuto l&#8217;appoggio internazionale per abbattere il governo di Evo Morales.
Invece di accettare la sconfitta come avviene in un processo democratico, ha preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di <a href="http://www.tomashirsch.org">Tomás Hirsch</a><br />
<em>Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;America Latina</em> </strong><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/tomievo265.jpg' align=left alt='' /><br />
L&#8217;opposizione boliviana non ha ottenuto l&#8217;appoggio popolare nel recente referendum, dove è stata sconfitta con  più del 66% dei voti. Non ha nemmeno ottenuto l&#8217;appoggio internazionale per abbattere il governo di Evo Morales.<br />
Invece di accettare la sconfitta come avviene in un processo democratico, ha preso una decisione abominevole e mostruosa: destabilizzare il governo boliviano a qualunque prezzo, senza occuparsi della vita delle persone, mettendo in pericolo tutta la società nel disprezzo dei loro stessi figli e del loro stesso sangue. </p>
<p>Nonostante al governo Bush restino pochi mesi, c&#8217;è ancora tempo sufficiente per continuare a procurare disastri all&#8217;umanità, in Georgia, in Iraq, in Afghanistan ed ora anche in Bolivia.<br />
L&#8217;espulsione dell&#8217;ambasciatore nordamericano a La Paz è un atto coraggioso ed un appello a tutta la comunità internazionale affinché si ostacoli l&#8217;interventismo nordamericano che appoggia un&#8217;opposizione malata di odio e violenza. </p>
<p>Chiediamo a tutti i governi del mondo che convochino l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in ogni paese per dare spiegazioni di quello che sta succedendo in Bolivia. Non possono permettere questo intervento senza una minima dimostrazione di preoccupazione. Gli Stati Uniti devono sapere che il mondo è cambiato e che non si può incentivare la divisione in fazioni all&#8217;interno dei paesi. </p>
<p>Chiediamo al popolo boliviano, in particolare a quello che appoggia l’opposizione, che non si lasci trascinare dai discorsi accesi e non si lascino contagiare dall&#8217;odio, gli insulti, il razzismo, l&#8217;isteria dei leader irresponsabili che rischiano le vite altrui per i propri interessi. </p>
<p>Chiediamo al popolo boliviano, a quello che sta con Evo ed il processo di trasformazione, che resista in forma nonviolenta ad ogni provocazione, che resista alle offese e continui la sua lotta nonviolenta, che si unisca in questo momento intorno alla figura di Evo Morales perché non è il momento per discussioni né divisioni; è il momento di resistere attraverso la nonviolenza, di unirsi ed avanzare verso il referendum sulla Costituzione. </p>
<p>Gli umanisti del mondo sono uniti nell’esigere dai governi il ripudio dell&#8217;intervento nordamericano in Bolivia.<br />
Chiediamo ai nostri governi che appoggino con decisione il mandato popolare che il popolo boliviano ha espresso democraticamente nel recente referendum. </p>
<p>Da parte nostra, esprimiamo la nostra totale solidarietà ed appoggio al Presidente della Bolivia, Evo Morales ed al popolo boliviano che cerca di costruire un futuro migliore. </p>
<p>info: <a href="http://www.tomashirsch.org">www.tomashirsch.org</a></p>
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		<title>La Nonviolenza al centro dell&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.umanista.org/08092008/la-nonviolenza-al-centro-delleuropa/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tre giorni di conferenze, tavole rotonde, dibattiti, laboratori, testimonianze e spettacoli, esposizioni di artisti vari. 10.000 partecipanti previsti da tutta Europa. Centinaia di associazioni e persone impegnate nel mondo del pacifismo e del volontariato che lavoreranno per la costruzione di un’Europa aperta al futuro, ricca nelle sue diversità, accogliente nelle istituzioni, nonviolenta e solidale. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Logo_Forum_Milano_500.jpg' alt='' /></p>
<p><em>Tre giorni di conferenze, tavole rotonde, dibattiti, laboratori, testimonianze e spettacoli, esposizioni di artisti vari. 10.000 partecipanti previsti da tutta Europa. Centinaia di associazioni e persone impegnate nel mondo del pacifismo e del volontariato che lavoreranno per la costruzione di un’Europa aperta al futuro, ricca nelle sue diversità, accogliente nelle istituzioni, nonviolenta e solidale. Con il patrocinio di: Comune di Milano, Provincia di Verbano Cusio Ossola, Comune di Cinisello Balsamo, Comune di Agrate Brianza, Provincia di Ferrara, Provincia di Pesaro e Urbino, Provincia di Rovigo.</em></p>
<p>I Forum Umanisti iniziano nel 1993, con il Primo Forum Mondiale che si è svolto a Mosca il 7 Ottobre, il secondo nel 1994 a Città del Messico e il terzo nel 1995 a Santiago del Cile.<br />
Negli anni successivi si è avviato un processo di regionalizzazione. Vaste aree geografiche, nelle quali i popoli che lì risiedono condividono storia, tradizioni e cultura comuni, hanno cominciato ad assumere un’importanza crescente nel contesto più generale della mondializzazione. Si è reso quindi necessario l’incontro fra i popoli che convivono all’interno di queste grandi regioni e così hanno iniziato a svilupparsi i Forum Umanisti Regionali.<br />
In Europa il primo Forum Umanista, si è tenuto a Lisbona nel novembre 2006, preceduto dagli incontri di Madrid (1999), Praga (2003) e Budapest (2004).<br />
Nell’anno 2006 si sono realizzati il primo Forum Africano, il primo Forum Asiatico-Pacifico, il primo Forum Latino-Americano e il primo Forum Europeo. Nel 2007 a New York, si è svolto il primo Forum della regionale Nord Americana.</p>
<p><strong><br />
Elenco dei testimonial che hanno confermato ad oggi la loro presenza:</strong><br />
Luisa Morgantini Italia &#8211; Vice-presidente del Parlamento Europeo<br />
Ottavia Piccolo Italia &#8211; attrice<br />
Maria Cuffaro Italia &#8211; giornalista<br />
Giulietto Chiesa Italia &#8211; Europarlamentare<br />
Monica Frassoni Italia- Europarlamentare e presidente del Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo<br />
Pina Grassi Italia &#8211; Addio Pizzo, Libero Futuro, Associazione antiracket Libero Grassi<br />
Giovanni Impastato Italia &#8211; Associazione Peppino Impastato &#8211; Casa Memoria di Cinisi<br />
Paolo Bolognesi Italia &#8211; Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980<br />
Angelo Baracca Italia &#8211; Professore di Fisica all&#8217;Università di Firenze<br />
Pol D&#8217;Huyvetter Belgio &#8211; International Office, Mayors for Peace 2020 Vision Campaign<br />
Rita Borsellino Italia &#8211; Progetto L&#8217;altra Storia<br />
Esteban Elmer Catarina Bolivia &#8211; Ambasciatore della Bolivia in Italia<br />
Hans Kristensen USA &#8211; Director, Nuclear Information Project, Federation of American Scientists, Washington, D.C. (videomessaggio)<br />
Emilio Molinari Italia &#8211; Presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua<br />
Jan Tamas Repubblica Ceca &#8211; Portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca<br />
Angelica Romano Italia &#8211; Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del territorio, Napoli<br />
Noam Livne Israele &#8211; Refusnik e attivista antimilitarista<br />
Lindis Percy Gran Bretagna &#8211; Coordinatore Campaign for the accountability of American bases &#8211; CAAB<br />
Massimo Zucchetti Italia- Professore di Impianti Nucleari dell&#8217;Università di Torino<br />
Marco Deriu Italia &#8211; sociologo<br />
Roberto Burlando Italia- economista presso le Università di Torino ed Exeter<br />
Guido Morisco Italia &#8211; Presidente del Consiglio Nazionale dei Bahá’í d’Italia e Membro della consulta interreligiosa del Comune di Roma<br />
Giuseppe Robiati Italia &#8211; Co-fondatore dell’EBBF &#8211; European Bahà&#8217;ì Business Forum<br />
Marco Romoli Italia &#8211; Presidente Un tempio per la pace Firenze<br />
Gabriele Mandel Italia &#8211; Vicario generale per Italia della Confraternita Sufi Jerrahy Halveti<br />
Vittorio Bellavite Italia &#8211; Coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa, affiliata a &#8220;International Movement We Are Church&#8221; (IMWAC)<br />
Manuela Sadun Paggi Italia &#8211; Comunità Ebraica Firenze<br />
Dijana Pavlovic Italia &#8211; artista e scrittrice comunità Rom<br />
Mouelhi Mohsen &#8211; rappresentante Sufi<br />
Carlo Giudicepietro Italia &#8211; portavoce Centro delle Culture<br />
Manuela Dviri Vitali Norsa Israele &#8211; Giornalista, scrittrice ed esponente del movimento pacifista israeliano<br />
Giuseppe Santagada Italia &#8211; Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada<br />
Deborah Lambillotte Belgio &#8211; International Lesbian and Gay Association (ILGA)<br />
Peter Tatchell Gran Bretagna &#8211; Outrage<br />
Andrea Barberini Italia &#8211; Gruppo Emmanuele, Associazione Gay Cattolici, Padova<br />
Marianella Kloka Grecia &#8211; Redattore della rivista LGBT City Uncovered<br />
Grigoris Vallianatos Grecia &#8211; attivista LGBT, avvocato e membro del PASOK<br />
Luca Poma Italia &#8211; portavoce nazionale &#8220;Giù le mani dai bambini&#8221;<br />
Antonio M.C. Monopoli Italia &#8211; Esperto in roboetica</p>
<p><strong>Programma</strong><br />
Venerdì 17 ottobre dalle 15.30 alle 24.00<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido</p>
<p>Sabato 18 ottobre dalle 10.00 alle 19.00<br />
all’Università degli studi di Milano – Bicocca.<br />
Dalle 21.30 Concerto per la Nonviolenza<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido</p>
<p>Domenica 19 ottobre dalle 14.30 alle 19.00<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido </p>
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		<title>Sposati con chi vuoi tu!</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 14:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli umanisti di Roma il 14 febbraio dalle ore 15 a Ponte Milvio organizzano un San Valentino molto speciale: “Giornata della libera celebrazione del matrimonio”.  

Il motto della giornata sarà: “Le vie dell’amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu”.
Con questo evento si vuole riportare l’attenzione non solo sul tema della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli umanisti di Roma il 14 febbraio dalle ore 15 a Ponte Milvio organizzano un San Valentino molto speciale: “Giornata della libera celebrazione del matrimonio”.  </em><br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M6bYqUImICw&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/M6bYqUImICw&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br />
Il motto della giornata sarà: “Le vie dell’amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu”.<br />
Con questo evento si vuole riportare l’attenzione non solo sul tema della tutela delle coppie di fatto, ma anche sul dare la possibilità a coppie dello stesso sesso di potersi sposare. Il Partito Umanista crede fermamente nella libertà di scelta e nella tutela dei diritti civili per tutti gli esseri umani a prescindere dal loro orientamento sessuale. Per gli Umanisti il matrimonio è sacro sancendo, da secoli e nelle più differenti culture, un vero e proprio passaggio di stato dinnanzi alla società di appartenenza. Ogni essere umano ha il diritto di poter sperimentare questo passaggio e questo diritto non può essere pregiudicato dall&#8217;orientamento sessuale di chi decide di compiere questo passo. In questa prospettiva è un dovere morale e civile dare l&#8217;opportunità anche alle coppie omosessuali di potersi sposare e di legittimare la loro unione. Ogni Essere Umano deve avere diritto a vivere la sua vita pienamente, ha diritto ad essere felice e, se vuole, ha diritto a sposarsi. Attraverso il matrimonio, oltre alla sua valenza interna e simbolica, vengono riconosciuti e tutelati molti diritti. E i diritti umani devono essere universali, non solo per gli eterosessuali. </p>
<p>L’obiettivo della giornata è sposare “simbolicamente” tantissime coppie, di ogni orientamento sessuale. Un modo originale per dare voce a chi vuole veder tutelati i propri diritti senza dover essere necessariamente etero e riportare l’attenzione sul tema dei PACS, DICO ecc., trascurato e messo in sordina da quasi tutte le forze politiche perché spinoso. Invitiamo più coppie possibili a sposarsi simbolicamente. Invitiamo a partecipare inoltre tutti coloro che vogliono dare voce ad una politica che vuole essere realmente a tutela dell’individuo, di qualsiasi etnia, religione, sesso e anche di qualsiasi orientamento sessuale. Le vie dell’amore sono infinite. Scegli la tua e rispetta quella degli altri. Perché ogni essere umano ha diritto alla libertà di scelta. </p>
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		<title>Il caso di European Telecom International contro la Bolivia deve essere bloccato</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[863 gruppi di cittadini chiedono al presidente della Banca Mondiale di rispettare il ritiro della Bolivia dalla corte arbitrale. È necessaria una visione indipendente sull&#8217;arbitraggio investitori-stato, sui diritti umani e sulla povertà globale

Martedì 15 gennaio più di 800 gruppi di cittadini di 59 paesi in tutti i continenti presenteranno una petizione al Presidente della Banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>863 gruppi di cittadini chiedono al presidente della Banca Mondiale di rispettare il ritiro della Bolivia dalla corte arbitrale. È necessaria una visione indipendente sull&#8217;arbitraggio investitori-stato, sui diritti umani e sulla povertà globale</em><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/ApoyoEvo256.jpg' align=left alt='' /><br />
Martedì 15 gennaio più di 800 gruppi di cittadini di 59 paesi in tutti i continenti presenteranno una petizione al Presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick, esprimendo preoccupazione sul Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti (ICSID, International Center for the Settlement of Investment Disputes), il cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il sig. Zoellick. </p>
<p>Nel maggio scorso il governo della Bolivia è diventato il primo paese al mondo a ritirarsi dall&#8217;ICSID, citando la documentazione della corte come in favore di limitati interessi aziendali rispetto al bene pubblico. Tale corte ora si rifiuta di rispettare le azioni del governo boliviano e ammette il proseguimento di un caso presentato da una società di telecomunicazioni europea. </p>
<p>La petizione globale riflette le crescenti preoccupazioni nel mondo rispetto a un sistema di diritti degli investitori che indebolisce la democrazia e i diritti umani. Molti gruppi firmatari hanno conosciuto questi problemi attraverso il noto caso di Betchel contro la Bolivia. Nel 2001 una filiale di Betchel ha citato in giudizio il paese più povero del Sud America rispetto a un progetto di privatizzazione dell&#8217;acqua fallito. Dopo cinque anni di pressione pubblica, la società ha abbandonato il caso nel 2006. </p>
<p>Come si indica nella petizione, la Bolivia è solo uno dei numerosi governi che stanno sfidando le protezioni eccessive degli investitori negli accordi di libero commercio e nei trattati bilaterali di investimento. ICSID è il meccanismo più utilizzato per far rispettare tali regole. </p>
<p>Sebbene il governo boliviano abbia seguito procedure corrette nel ritiro dall&#8217;ICSID, è prevista la creazione di un tribunale in tempi brevi per esaminare un caso presentato da Euro Telecom International (ETI), una società costituita nei Paesi Bassi tra i cui proprietari si trovano Telecom Italia e la spagnola Telefónica. ETI possiede il 50% di ENTEL, che fornisce oltre il 60% dei servizi telefonici della Bolivia. </p>
<p>Tra i firmatari si trovano 863 organizzazioni sindacali, ambientali, religiose, di consumatori, di piccoli agricoltori, per i diritti umani, di donne, per lo sviluppo e per la pace di cinque continenti. L&#8217;Institute for Policy Studies, un&#8217;organizzazione di ricerca con sede a Washington, DC, è stato il promotore iniziale della petizione. </p>
<p>Per avere copie complete della petizione dei cittadini in:<br />
<a href="http://ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-en.pdf ">Inglese</a><br />
<a href="http://ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-es.pdf">Spagnolo</a><br />
<a href="http://ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-it.pdf">Italiano</a><br />
<a href="http://ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-po.pdf">Portoghese</a><br />
<a href="http://ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-fr.pdf ">Francese</a> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pierino torna a scuola</title>
		<link>http://www.umanista.org/16122007/pierino-torna-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 12:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Affrontare concretamente il problema della repressione della vivacità delle nuove generazioni, impedire l&#8217;utilizzo del potente psicofarmaco &#8220;Ritalin&#8221;: l&#8217;Associazione umanista &#8220;Nessuno Tocchi Pierino&#8221; realizza una doppia vittoria, la convocazione di un tavolo tecnico nel IV Municipio di Roma e l&#8217;apertura delle scuole per la realizzazione di un percorso formativo nonviolento
IL 22 novembre, in una biblioteca del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/ritalin240.jpg' align=left alt='' /><em>Affrontare concretamente il problema della repressione della vivacità delle nuove generazioni, impedire l&#8217;utilizzo del potente psicofarmaco &#8220;Ritalin&#8221;: l&#8217;Associazione umanista &#8220;Nessuno Tocchi Pierino&#8221; realizza una doppia vittoria, la convocazione di un tavolo tecnico nel IV Municipio di Roma e l&#8217;apertura delle scuole per la realizzazione di un percorso formativo nonviolento</em></p>
<p>IL 22 novembre, in una biblioteca del IV Municipio di Roma, c&#8217;è stata un&#8217;Assemblea pubblica &#8220;sull&#8217;iperattività ed i nuovi disagi infantili&#8221; contro l&#8217;uso degli psicofarmaci ai bambini.<br />
Un centinaio di persone hanno partecipato con interesse ai temi proposti da Monia Felli, portavoce dell&#8217;associazione umanista Nessuno Tocchi Pierino e dei 6 relatori presenti.<br />
E&#8217; stato coinvolto il presidente del IV Municipio che, grazie alla pressione dei &#8220;Pierini&#8221;, ha convocato un tavolo tecnico entro la fine dell&#8217;anno, per discutere il tema con esperti, istituzioni e associazioni. Inoltre il presidente dell&#8217;Istituto di Ortofonologia, Federico Bianchi, ha messo a disposizione il suo staff per il tavolo tecnico e per le iniziative che ne seguiranno.<br />
Ad intervenire tra l&#8217;altro c&#8217;è stata Marina Cornacchia (presidente della Consulta Capitolina sulla Salute Menatale) che si è data disponibile ad un incontro per coinvolgere il Comune di Roma.<br />
Con i pedagogisti e gli psicologi dell&#8217;Associazione Aurora, intervenuti tra i relatori, verrà preparata la relazione per il tavolo tecnico al municipio.<br />
Tra i presenti i dirigenti scolastici delle scuole del Municipio, insegnanti, psicologi e addetti ai lavori e anche l&#8217;assessore del Comune di Roma per per politiche educative e scolastiche.<br />
A seguito dell&#8217;incontro i dirigenti scolastici hanno aperto le porte delle scuole ai volontari di Nessuno Tocchi Pierino per la realizzazione di un percorso formativo basato sulla nonviolenza e il ludismo nelle scuole, con l&#8217;obiettivo di proteggere e incoraggiare la vivacità mentale delle nuove generazioni, quelle che trasformeranno il mondo.<br />
<a href="http://www.nessunotocchipierino.it">www.nessunotocchipierino.it</a></p>
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		<title>Agnoletto: &#8220;Incomprensibili le dichiarazioni di Napolitano&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 17:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 15 dicembre grande corteo a Vicenza, contro la base militare USA, contro la guerra e contro la totale subalternità dell’Italia e dell’Europa alla politica militare degli Stati Uniti.

«Trovo incomprensibile che il Presidente della Repubblica confermi e rassicuri l’amministrazione Usa su un atto di subalternità del nostro Paese, mentre dovrebbe garantire e rappresentare l’autonomia dell’Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 15 dicembre grande corteo a Vicenza, contro la base militare USA, contro la guerra e contro la totale subalternità dell’Italia e dell’Europa alla politica militare degli Stati Uniti.</em><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/marcia.jpg' align=left alt='' /><br />
«Trovo incomprensibile che il Presidente della Repubblica confermi e rassicuri l’amministrazione Usa su un atto di subalternità del nostro Paese, mentre dovrebbe garantire e rappresentare l’autonomia dell’Italia. Domani a Vicenza migliaia di persone manifesteranno per chiedere al governo di bloccare il progetto di ampliamento della base americana ma anche per dire ‘no’ a questa totale subalternità dimostrata dall’Italia e anche dall’Europa verso le scelte degli Usa». Così Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra unitaria europea, ex portavoce del Genoa social forum, alla vigilia del corteo di domani, organizzato dal comitato No Dal Molin. «La sudditanza alla strategia nordamericana risulta ancora più inaccettabile nel momento in cui negli stessi Stati Uniti cresce il dissenso interno all’opinione pubblica proprio su come l’amministrazione Bush ha gestito la politica estera e i conflitti armati. Anche l’accelerazione che gli Stati Uniti vogliono imporre al percorso verso l’indipendenza del Kosovo altro non è che una vergognosa espressione della volontà degli Usa di dislocare e potenziare le loro basi militari. Vicenza e il Kosovo sono due facce della stessa medaglia e da una parte all’altra dell’Adriatico il governo degli Stati Uniti avrà realizzato i suoi obiettivi neocoloniali se il governo italiano non ripenserà alla sua decisione».</p>
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		<title>Liberare il pianeta dalla schiavitù del Pil</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 10:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Franco Mostacci
Il prodotto interno lordo, misura statistica che condensa in un unico numero il valore della produzione di una economia nazionale, è ormai divenuto una vero e proprio assillo. L&#8217;incremento del Pil rappresenta l&#8217;obiettivo primario di ciascun Governo, da realizzare a qualunque costo: il voto sulla pagella che determina la promozione o la bocciatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Franco Mostacci</strong><br />
Il prodotto interno lordo, misura statistica che condensa in un unico numero il valore della produzione di una economia nazionale, è ormai divenuto una vero e proprio assillo. L&#8217;incremento del Pil rappresenta l&#8217;obiettivo primario di ciascun Governo, da realizzare a qualunque costo: il voto sulla pagella che determina la promozione o la bocciatura della politica economica. Rispetto al Pil sono ancorati due dei cinque criteri di convergenza previsti dal Trattato di Maastricht, cui devono attenersi i paesi dell&#8217;euro per garantire la stabilità della moneta unica, sotto la stretta vigilanza della Banca Centrale Europea.<br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/DebitoPil260.png' align=left alt='' /> Agenzie interne ed internazionali monitorano in continuazione l&#8217;andamento del Pil e delle sue componenti, producendo nuove stime e previsioni per il breve e medio termine. Una crescita del Pil inferiore a quella di altri Paesi può causare un declassamento da parte delle agenzie di rating con conseguenze nefaste per la finanza pubblica e per le imprese che operano sul mercato interno. Ma, nonostante tutto ruoti intorno al Pil, questo numero non è un indice credibile del benessere, dello sviluppo sociale o del progresso di una nazione. Come ebbe a dire Robert Kennedy quaranta anni fa il Pil &#8220;misura tutto, tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta&#8221;. Va anche oltre Pierangelo Dacrema: &#8220;Il Pil è un&#8217;ossessione collettiva che ha fatto di esso la bandiera economica e politica… E&#8217; inaccettabile che il Pil sia il metro incontestabile del successo economico di una collettività, e quasi un sintomo della sua felicità… Il Pil non tiene conto non solo della qualità dell&#8217;aria, della sanità o dell&#8217;istruzione pubblica, del grado di sicurezza o dell&#8217;igiene dei centri abitati, ma anche del livello della convivenza civile e dell&#8217;educazione civica, dei rapporti sociali e individuali in azienda e in famiglia&#8221; (&#8221;La dittatura del Pil&#8221;; Marsilio Editore). Ma se da un lato il Pil difetta di contenuti, dall&#8217;altro eccede nel considerare crescita economica tutto ciò che produce ricchezza monetaria, anche se superflua o in danno all&#8217;ambiente circostante e alle generazioni future. Analogamente al colesterolo, è il caso di distinguere la omponente &#8220;buona&#8221; del Pil da quella &#8220;cattiva&#8221;, per utilizzare solo la prima come parametro di valutazione della politica economica.<br />
Ad ogni modo, la società globale del XXI secolo avverte la necessità di un cambio radicale di paradigma, che tolga centralità al Pil, come misura statistica di riferimento, in favore di un concetto multidimensionale di benessere, che comprenda i vari aspetti della vita umana. E&#8217; quanto emerge non solo dalla Dichiarazione di Istanbul del 30 giugno, ma anche dalla conferenza &#8220;Beyond GDP&#8221;, tenutasi nei giorni scorsi a Bruxelles, sotto l&#8217;egida dell&#8217;Unione Europea. Anche se al momento non esiste una convergenza su indicatori complementari o alternativi rispetto al Pil pro-capite, si iniziano a porre le basi per la costruzione di statistiche che offrano risposte alle nuove esigenze demografiche, ambientali, di sicurezza in un&#8217;ottica di sviluppo sostenibile, distribuzione del reddito (riduzione della povertà), progresso sociale e culturale, qualità della vita. Si tratta di una sfida ambiziosa, che si prefigge un obiettivo tutt&#8217;altro che banale: liberare il pianeta dalla schiavitù del Pil. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bolivia: il difficile cammino della nuova costituzione</title>
		<link>http://www.umanista.org/30112007/bolivia-il-difficile-cammino-della-nuova-costituzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 23:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[ Domenica 25 novembre si è svolto il 2° Forum Umanista Internazionale a La Paz, Bolivia, con più di 2500 partecipanti, che ha dato pieno appoggio politico e sociale al governo di Evo Morales.
Il Forum, per bocca del portavoce umanista latinoamericano Tomi Hirsch, ha respinto e denunciato la violenza scatenata dalle forze contrarie all&#8217;Assemblea Costituente.
Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/tomievo265.jpg' align=left alt='' /><em> Domenica 25 novembre si è svolto il 2° Forum Umanista Internazionale a La Paz, Bolivia, con più di 2500 partecipanti, che ha dato pieno appoggio politico e sociale al governo di Evo Morales.<br />
Il Forum, per bocca del portavoce umanista latinoamericano Tomi Hirsch, ha respinto e denunciato la violenza scatenata dalle forze contrarie all&#8217;Assemblea Costituente.<br />
Ha deciso di denunciare a livello internazionale la manipolazione dei fatti successi in Bolivia ad opera dei mezzi di comunicazione degli oppositori.<br />
Per questo di fronte ad un giornalismo che fa disinformazione in Bolivia, l&#8217;Umanista raccoglie l&#8217;appello del Forum e si impegna ad un&#8217;operazione di trasparenza cercando di far conoscere testimonianze e realtà che non passano attraverso il mainstream dell&#8217;informazione.</em><br />
Dall&#8217;elezione di Evo Morales i giornalisti in Bolivia hanno messo da parte i principi che non sono solo giornalistici ma umani, per vendersi corpo ed anima ai mezzi di comunicazione controllati dalla ricca oligarchia che si oppone al presidente Morales. I mezzi di informazione, fondamentalmente il canale cattolico e quello universitario, hanno gravi responsabilità nella manipolazione dei sentimenti degli abitanti di Sucre. Hanno generato un clima di tensione e fomentato gli scontri agitando la popolazione con false informazioni, dicendo che &#8220;la polizia massacrava il popolo sucrense&#8221; che &#8220;la città di Sucre era violata a casa sua&#8221; e chiamando alla resistenza tutto il paese. L&#8217;abile disinformazione di questi giorni tragici a Sucre è un chiaro tentativo di destabilizzazione ed un attentato alla democrazia boliviana a favore dei potenti.</p>
<p><strong>TESTIMONIANZA DI REBECA DELGADO, DEPUTATA COSTITUENTE DEL &#8220;MOVIMIENTO AL SOCIALISMO&#8221; </strong><br />
La cosa importante è che vogliamo far sapere che le aggressioni personali subite nei giorni precedenti dai Costituenti sono state gravi. Non è stato possibile riunirsi nel Teatro Mariscal A.J. di Sucre vista l&#8217;atmosfera che c&#8217;era e a causa della presenza degli aggressori non solo in città, ma anche sui colli e intorno all&#8217;Istituto La Glorieta.<br />
Abbiamo cercato senza successo di riunirci in quattro diverse occasioni, ma c&#8217;era una grande ostilità in città a causa del tema della Capitale. Ci sono state aggressioni e sequestri per forzarci a decidere sulla capitale e ottenere così uno scontro (innecessario) tra La Paz e Sucre. </p>
<p>Davanti alle ultime minacce ed aggressioni ai Costituenti, che si aggiungevano alle aggressioni da parte di alcuni gruppi avvenute nei giorni precedenti, abbiamo deciso, per garantire la sicurezza personale, di trasferirci al Liceo Militare La Glorieta, situato a 5 km dalla città, ma sempre dentro il Municipio. Un&#8217;ubicazione che rispettava i requisiti di legalità e che dava legittimità alle sessioni: è parte del municipio e risponde alla Legge di Convocazione, pertanto è assolutamente legale.<br />
Ci siamo riuniti senza chiedere la protezione della polizia. </p>
<p>In primo luogo abbiamo approvato la modifica del regolamento per dare vita alla Nuova Magna Carta entro il 14 dicembre, data fissata per legge.<br />
Sono state approvate tutte le relazioni delle commissioni fino a quando sono cominciati gli scontri tra i gruppi appostati sui colli e i contadini e gli indigeni che sono arrivati a proteggere la nostra riunione. Le organizzazioni di contadini ci hanno difeso.<br />
Si è pensato di sospendere la sessione ma la maggioranza ha deciso, di fronte al sabotaggio, di continuare i lavori fino alle 20. Abbiamo approvato tutto il testo, la struttura generale di tutto quello che è stato letto. Abbiamo preso questa decisione per sicurezza, perchè approvando tutto il contenuto di fondo, si approva tutto il testo costituzionale in generale. </p>
<p>Alle 21 sapevamo già che c&#8217;era un morto. Sapevamo anche che non c&#8217; erano solo petardi ma anche bombe Molotov ed armi tra i gruppi che tentavano di ostacolare ad ogni costo la riunione.<br />
Scortati dalla polizia , siamo finalmente usciti alle 3 di notte quando si sono calmate le aggressioni e la violenza. La Polizia ci ha difeso ed è rimasta tutto il giorno attorno all&#8217;edificio dove eravamo riuniti in sessione.<br />
Abbiamo dovuto percorrere strade che erano state evacuate fino a Yotala dove abbiamo trovato un blocco stradale e gas; mentre gli aggressori si disperdevano siamo scappati verso Potosí.<br />
Eravamo più di 130 Costituenti, 120 del MAS, siamo saliti su vari autobus. C&#8217;erano anche altri gruppi politici e 3 Costituenti di Podemos che è all&#8217;opposizione.<br />
Altri gruppi della Concertacion come il NAL. Movimento Originario Popolare MOP, Austria, Alleanza Sociale ASP, Sovranità dei Paesi SDP, Unità Nazionale UN, Movimento senza Paura MSM, Movimento Bolivia Libera MBL e Podemos. In totale eravamo nove forze politiche più il MAS.<br />
Abbiamo saputo che ci sono stati anche ostaggi, non sappiamo chi sono.<br />
Da Potosí siamo arrivati a Oruro, e poi a Cochabamba. </p>
<p>Pensiamo che ora il testo approvato debba essere sottoposto a Referendum. L&#8217;altra opzione possibile è lavorare sul testo, in maniera dettagliata , con la minoranza che è rimasta a Sucre.<br />
Esiste la possibilità di approvare il testo dettagliatamente, però in un&#8217;altra sede perché l&#8217;opposizione è molto distruttiva. Personalmente credo che sarebbe meglio la via del Referendum. L&#8217;opposizione non conosce neanche il testo promosso.<br />
Noi non abbiamo potuto portar fuori documenti per la loro pubblicazione, non abbiamo potuto prendere neanche le valigie, non ce lo hanno permesso.<br />
Sugli eventi violenti che hanno causato morti deve esserci un&#8217;indagine rigorosa perché, ripeto, c&#8217;erano oltre a pietre e bastoni anche bombe ed armi da fuoco.<br />
Invece posso dire ed assicurare che i contadini e la gente dell&#8217;Alto di La Paz che sono venuti a soccorrerci erano completamente disarmati.<br />
Agli oppositori non interessa quale sarà la capitale, quello che vogliono è che non esca la nuova C.P.E<br />
Siamo tutti traumatizzati dalla persecuzione e dalle aggressioni fisiche avvenute a Sucre. </p>
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		<title>Morales denuncia il boicottaggio dell&#8217;opposizione</title>
		<link>http://www.umanista.org/29112007/morales-denuncia-il-boicottaggio-dellopposizione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 14:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente della Bolivia Evo Morales ha affermato che il suo governo sta affrontando il boicottaggio di gruppi imprenditoriali e di autotrasportatori come successe in Cile all&#8217;epoca di Salvatore Allende ed ha assicurato che nonostante il desiderio dei suoi oppositori. &#8220;In Bolivia non ci sarà un Pinochet&#8221;. 
Stanno cercando di indebolire il mio governo perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/evomorales.jpg' align=left alt='' /><em>Il presidente della Bolivia Evo Morales ha affermato che il suo governo sta affrontando il boicottaggio di gruppi imprenditoriali e di autotrasportatori come successe in Cile all&#8217;epoca di Salvatore Allende ed ha assicurato che nonostante il desiderio dei suoi oppositori. &#8220;In Bolivia non ci sarà un Pinochet&#8221;. </em><br />
Stanno cercando di indebolire il mio governo perché l&#8217;oligarchia non accetta di essere governata da un indio ed alcuni oligarchi vorrebbero un Pinochet, ma non ci sarà mai un Pinochet&#8221; ha detto venerdì sera durante l&#8217;inaugurazione del Forum Umanista Latinoamericano a cui hanno assistito leaders sociali della regione.<br />
&#8220;Invano battono i quartieri, invano sabotano, ma non ci riusciranno perché io lotto per liberare il paese&#8221;.<br />
Il presidente ha fatto riferimento allo sciopero &#8220;ingiustificato&#8221; degli autotrasportatori la scorsa settimana per la scarsità di diesel e l&#8217; aumento dei prezzi degli alimenti che sono parte &#8220;della guerra economica delle oligarchie&#8221; che stanno cercando di logorarlo per provocare la sua caduta.<br />
 Alcuni giorni fa ha affermato che il suo governo sta affrontando una guerra politica ed economica di gruppi oppositori che cercano il fallimento dell&#8217;Assemblea Costituente, e inoltre &#8220;nascondono alimenti ed alzano i prezzi&#8221; per danneggiarlo.<br />
La situazione si è deteriorata venerdì con una virtuale rottura nell&#8217; Assemblea Costituente. La maggioranza filogovernativa ha continuato le sue sedute in una zona militare della città di Sucre, mentre gli oppositori decidevano di non partecipare.<br />
Il forum legislativo era fermo da più di tre mesi per proteste contro il suo governo a Sucre.</p>
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		<title>Finanziaria, armi e politica: che vergogna!</title>
		<link>http://www.umanista.org/20112007/finanziaria-armi-e-politica-che-vergogna/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 14:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Alex Zanotelli scrive al popolo della pace. Pubblichiamo il suo appello
Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa) abbia votato, il 12 novembre, con il Pd e tutta la destra, per finanziare i CPT, le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/zanotelli.jpg' align=left alt='' /> <em>Alex Zanotelli scrive al popolo della pace. Pubblichiamo il suo appello</em></p>
<p>Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa) abbia votato, il 12 novembre, con il Pd e tutta la destra, per finanziare i CPT, le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media. Ma anche nel quasi totale silenzio del &#8220;mondo della pace!&#8221;.</p>
<p>Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet: era già troppo tardi. La “frittata“ era già fatta. Ne sono rimasto talmente male, da non avere neanche voglia di riprendere la penna. Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia. Delusione profonda verso la Sinistra Radicale che in piazza chiede la chiusura dei “lager per gli immigrati”, parla contro le guerre e l’mperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli. </p>
<p>E sono fior di quattrini! Non ne troviamo per la scuola, per i servizi sociali, ma per le armi SI! E tanti!!!<br />
Infatti la Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro: un aumento di risorse dell’11  rispetto alla finanziaria del 2007, che già aveva aumentato il bilancio militare del 13%. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 24%!!<br />
Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti. Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 (i cosiddetti Joint Strike Fighter) sono i nuovi aerei da combattimento (costano circa 110 milioni di Euro cadauno). Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto, a Washington, lo scorso febbraio, il protocollo di intesa.</p>
<p>In Senato, alcuni (solo 33) hanno votato a favore dell’ emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell’ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.<br />
Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009, 918 milioni per il 2010, 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012!<br />
Altrettanto è avvenuto per le fregate  FREMM e per i satelliti spia.</p>
<p>E’ grave che la Sinistra, anche la Radicale, abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli. Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota !<br />
Tutto questo è di una gravità estrema! Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’Iran e alla guerra atomica.<br />
Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo: una stampa sempre più appiattita!</p>
<p>Ma ancora più grave è il nostro silenzio: il mondo della pace che dorme sonni tranquilli. E’ questo silenzio assordante che mi fa male. Dobbiamo reagire, protestare, urlare!<br />
Il nostro silenzio, il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta. La nostra è follia collettiva, pazzia eretta a Sistema. E’ il trionfo di ”O’ Sistema”. Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l’Impero del denaro. Come cittadini attivi nonviolenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì perché vinca la Vita.</p>
<p>Alex Zanotelli</p>
<p>Le firme di adesione vanno inviate a:</p>
<p><a href="mailto://alex.zanotelli@libero.it">alex.zanotelli@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Chomsky: lo scudo in Repubblica Ceca è una dichiarazione di guerra</title>
		<link>http://www.umanista.org/15112007/chomsky-lo-scudo-in-repubblica-ceca-e-una-dichiarazione-di-guerra/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 16:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[ Noam Chomsky scrive a Jan Tamás, leader di Ne Základnám in Repubblica Ceca, a proposito dello scudo stellare americano. Che tanto difensivo come scudo non è&#8230;.
L&#8217;installazione di un sistema missilistico di difesa nell&#8217;Europa orientale è virtualmente una dichiarazione di guerra. Immaginate semplicemente come reagirebbero gli Stati Uniti se la Russia o la Cina o, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/chomsky240.jpg' align=left alt='' /> <em>Noam Chomsky scrive a Jan Tamás, leader di Ne Základnám in Repubblica Ceca, a proposito dello scudo stellare americano. Che tanto difensivo come scudo non è&#8230;.</em></p>
<p>L&#8217;installazione di un sistema missilistico di difesa nell&#8217;Europa orientale è virtualmente una dichiarazione di guerra. Immaginate semplicemente come reagirebbero gli Stati Uniti se la Russia o la Cina o, di fatto, una qualsiasi potenza straniera avesse l&#8217;ardire anche solo di pensare di istallare un sistema missilistico di difesa, per non parlare di farlo effettivamente, alla frontiera americana o vicino ad essa. In tali circostanze inimmaginabili, una reazione americana violenta non solo sarebbe quasi certa ma anche comprensibile per motivi che sono semplici e chiari.</p>
<p>È ben noto a tutti che la difesa missilistica è un&#8217;arma &#8220;first strike&#8221;, di primo colpo. Esperti analisti statunitensi descrivono la difesa missilistica come &#8220;non semplicemente uno scudo ma un abilitatore di offensive americane&#8221;. Esso &#8220;faciliterà l&#8217;applicazione più efficace della potenza militare americana all&#8217;estero&#8221;. &#8220;Isolando la patria dalle rappresaglie, [la difesa missilistica] garantirà la capacità e la volontà degli Stati Uniti di &#8216;plasmare&#8217; gli assetti geopolitici altrove&#8221;. &#8220;In realtà, la difesa missilistica non ha lo scopo di proteggere l&#8217;America. E&#8217; uno strumento per la dominazione globale&#8221;. &#8220;La difesa missilistica ha a che fare con la preservazione della capacità americana di esercitare il suo potere all&#8217;estero. Non ha a che fare con la difesa. Ha a che fare con l&#8217;offensiva. E questo è proprio il motivo per cui ne abbiamo bisogno&#8221;. Tutte queste citazioni da fonti liberali e mainstream rispettabili favorevoli allo sviluppo del sistema e alla sua sistemazione ai limiti più remoti del dominio globale statunitense.</p>
<p>La logica è semplice e ben assimilata. Un sistema di difesa missilistico informa i bersagli potenziali che &#8220;vi attaccheremo come ci piace e voi non potrete vendicarvi, perciò non ci potete dissuadere&#8221;. Si sta vendendo il sistema agli europei come se fosse una difesa dai missili iraniani. Ma anche se l&#8217;Iran avesse delle armi nucleari e dei missili a lunga gittata, la probabilità che li utilizzi per attaccare l&#8217;Europa è minore della probabilità che l&#8217;Europa venga colpita da un asteroide, per cui, se il motivo è la difesa, la Repubblica ceca dovrebbe istallare un sistema per difendersi dagli asteroidi. Se l&#8217;Iran dovesse mostrare anche la minima intenzione di una tale mossa, verrebbe vaporizzato. Il sistema è certamente puntato sull&#8217;Iran ma come un&#8217;arma di primo colpo. E&#8217; un componente delle minacce americane sempre più forti di attaccare l&#8217;Iran, minacce che sono già per sé una violazione grave della Carta dell&#8217;Onu, anche se, dichiaratamente, questo problema non si pone negli stati fuori legge.</p>
<p>Quando Gorbaciov permise ad una Germania unificata di unirsi ad un&#8217;alleanza militare ostile, stava accettando una minaccia molto severa alla sicurezza russa per motivi che sono troppo noto per richiamarli. In risposta, il governo statunitense fece un giuramento risoluto di non espandere la Nato verso l&#8217;Est. Il giuramento fu violato qualche anno dopo con pochi commenti nell&#8217;Occidente ma aumentando la minaccia di un conflitto militare. La cosiddetta &#8220;difesa missilistica&#8221; porta la minaccia della guerra qualche tacca più in alto. La &#8220;difesa&#8221; che fornisce consiste nell&#8217;aumentare la minaccia di aggressione nel Medioriente con conseguenze incalcolabili e la minaccia di un guerra nucleare finale.</p>
<p>Più di mezzo secolo fa, Bertrand Russell e Albert Einstein fecero un appello straordinario alla gente di tutto il mondo, avvertendola di trovarsi di fronte ad una scelta &#8220;tetra e orribile e imprescindibile: vogliamo mettere fine alla razza umana, o vogliamo che l&#8217;umanità rinunci alla guerra&#8221;? Accettare un cosiddetto &#8220;sistema di difesa missilistico&#8221; significa fare una scelta in favore della fine della razza umana, forse in un futuro non-troppo-lontano.</p>
<p><a href="http://www.nezakladnam.cz">www.nezakladnam.cz </a></p>
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		<title>La diversità è ricchezza, Morales riceve il premio del Centro delle Culture</title>
		<link>http://www.umanista.org/26102007/la-diversita-e-ricchezza-morales-riceve-il-premio-del-centro-delle-culture/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell’incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce del Forum Umanista Europeo Giorgio Schultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il &#8220;Premio Centro delle Culture  2007&#8243;, dedicato a tutti coloro che lavorano per la costruzione di una Nazione Umana Universale.
L&#8217;assegnazione a Evo Morales nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/200pxMorales.jpg' align=left alt='' /><em>In occasione dell’incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce del Forum Umanista Europeo Giorgio Schultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il &#8220;Premio Centro delle Culture  2007&#8243;, dedicato a tutti coloro che lavorano per la costruzione di una Nazione Umana Universale.</em><br />
L&#8217;assegnazione a Evo Morales nasce dal riconoscimento della sua attività politica e sociale nonviolenta e ispirata all&#8217;integrazione tra culture diverse.</p>
<p>Al Presidente della Repubblica di Bolivia Evo Morales Ayma</p>
<p>Al Presidente di tutti i boliviani, “…degli esclusi storicamente, dei maltrattati dalla vita repubblicana, dei contadini e degli indigeni”.<br />
All’uomo dei nostri tempi, umanista coerente e nonviolento.<br />
All’indigeno Ayma, che appartiene alla cultura del rispetto e del dialogo.</p>
<p>Il Centro delle Culture, organismo internazionale del Movimento Umanista, ha deciso di assegnare un premio, istituito quest&#8217;anno e ispirato dalla forza dell’azione politica e sociale del Presidente Evo Morales Ayma, con le seguenti motivazioni:</p>
<p>• per la grande lezione di nonviolenza e per il rispetto della diversità che rafforzano la speranza che, nonostante le enormi difficoltà, un mondo veramente umano sia possibile;</p>
<p>• per la forza interiore con cui difende il popolo, per il suo sguardo ampio, per aver messo la Bolivia all’avanguardia della Nazione Umana Universale, alla quale molti umanisti, molti costruttori del nuovo umanesimo, stanno lavorando in tutto il mondo;</p>
<p>• per aver ridato fiducia e speranza nel futuro alle minoranze sottomesse e sfruttate, facendo arrivare questo messaggio forte e nonviolento a tutti quelli che lottano ogni giorno nel mondo per affermare i diritti umani calpestati e ignorati;</p>
<p>• per aver dato un senso sociale e reale al principio fondamentale della nostra stessa organizzazione: “La diversità è ricchezza”.</p>
<p><strong>DOMENICA 28 OTTOBRE 2007 ORE 18.00 PRESSO IL CAMPIDOGLIO DI ROMA</strong></p>
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		<title>Stop al nucleare, la guerra fredda è finita!</title>
		<link>http://www.umanista.org/25102007/stop-al-nucleare-la-guerra-fredda-e-finita/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 17:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 20 ottobre si è tenuta a Brdy, in Repubblica Ceca, nella zona dove gli Stati Uniti vogliono costruire la base radar anti-missile, la manifestazione internazionale contro le armi nucleari e le nuove basi militari organizzata da Europe for Peace e da Ne Základnám (No alle basi). Hanno partecipato 86 sindaci della Repubblica Ceca, esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 20 ottobre si è tenuta a Brdy, in Repubblica Ceca, nella zona dove gli Stati Uniti vogliono costruire la base radar anti-missile, la manifestazione internazionale contro le armi nucleari e le nuove basi militari organizzata da <a href="http://www.europeforpeace.eu">Europe for Peace </a>e da <a href="http://www.nezakladnam.cz/">Ne Základnám </a>(No alle basi). Hanno partecipato 86 sindaci della Repubblica Ceca, esponenti di organizzazioni per il disarmo e centinaia di cittadini della zona e provenienti da tutta europa, in un’atmosfera di entusiasmo, speranza e unità.</em><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/redken264.jpg' align=left alt='' /><br />
Il Sindaco di Londra, Ken Livingstone ha dato pieno sostegno all&#8217;iniziativa con un messaggio di appoggio:<br />
&#8220;Sostengo con forza la campagna contro il progetto di installare una base radar statunitense e ritengo che il popolo ceco abbia il diritto di decidere che cosa rientra nel proprio interesse nazionale.<br />
Gli Stati Uniti stanno spendendo miliardi in armi di distruzione di massa, nella conservazione e nel rinnovamento del loro arsenale nucleare e nelle guerre in Medio Oriente, esigendo allo stesso tempo che ad altre nazioni sia impedito di armarsi: tutto questo è estremamente ipocrita. Le enormi somme spese per le armi e la guerra sarebbero utilizzate meglio per scopi più utili, come la protezione degli abitanti di New Orleans costruendo resistenti difese contro le tempeste o investendo nella prevenzione dei disastrosi cambiamenti climatici.<br />
Nel Regno Unito il governo ha votato di recente il rinnovamento del sistema nucleare Trident, contro cui ho sempre lottato, come membro di Campaign for Nuclear Disarmament e di Mayors for Peace. Come la gente della Repubblica Ceca, anche la maggioranza dei londinesi è contraria a questa decisione. I sondaggi commissionati negli ultimi diciotto mesi mostrano che quasi due terzi (il 69%) dei cittadini ritengono che il governo dovrebbe sostenere una convenzione internazionale per la messa al bando delle armi nucleari.<br />
La guerra fredda è finita da tempo e le armi nucleari non servono a fermare i terroristi, come Tony Blair ha ammesso e come i londinesi hanno imparato a loro spese. Non impediscono le guerre e non offrono protezione contro la moderna minaccia del terrorismo&#8221;. </p>
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		<title>Tusk: venti nuovi in Polonia?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 14:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[Con le elezioni del 21 ottobre, dopo appena 2 anni del governo PiS (Diritto e Giustizia), il partito di centrodestra di Jaroslaw Kaczynski, ha dovuto cedere il posto al leader della democristiana PO (Piattaforma Civica) di Donald Tusk 
La sconfitta del PiS è stata umiliante, in quanto gli elettori si sono opposti categoricamente (attraverso una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Warszawa_Namiestnikowski274.png' align=left alt='' /><em>Con le elezioni del 21 ottobre, dopo appena 2 anni del governo PiS (Diritto e Giustizia), il partito di centrodestra di Jaroslaw Kaczynski, ha dovuto cedere il posto al leader della democristiana PO (Piattaforma Civica) di Donald Tusk </em></p>
<p>La sconfitta del PiS è stata umiliante, in quanto gli elettori si sono opposti categoricamente (attraverso una significante affluenza alle urne) alla politica nazionalista che ha portato gravi divisioni nel paese, allo sfruttamento dell’apparato governativo, sotto le mentite spoglie di lotta alla corruzione, nella lotta contro gli avversari politici che negli ultimi tempi si è trasformata in una vendicativa caccia alle streghe.<br />
Tusk ha ricevuto il sostegno prima di tutto dai giovani e dagli imprenditori, suscitando fiducia con la moderatezza delle sue posizioni e la disponibilità al dialogo politico così nella politica interna come sulla scena internazionale.<br />
Infatti oltre l’impegno di accelerare le riforme economiche, la privatizzazione e la riduzione delle tasse, Tusk avrà anche il compito di correggere, migliorandoli, i rapporti internazionali della Polonia. Questo riguarda anche l&#8217;eventuale futura collaborazione della Polonia con gli USA nella questione del cosiddetto scudo stellare. Donald Tusk, dichiara di voler maggiore indipendenza dagli Stati Uniti ed è palese che il progetto di costruzione della base americana è in contrasto con questi intenti. Questo perché l’esperienza degli anni precedenti ha insegnato che il pro-americanismo compromette pesantemente i rapporti già difficili con la Russia, ma anche perché gli elettori si aspettano che il nuovo governo riuscirà a invertire le tendenze del governo precedente e a trasformare la Polonia in un paese più “europeo”, attraverso il dialogo con i paesi dell’Unione.<br />
Insieme a molti elettori di Tusk ci auguriamo sinceramente che la sua decisione di rendersi indipendente da Washington comporterà sia il ritiro delle truppe dall’Irak, teatro di guerra diventata ormai più che impopolare, sia il categorico rifiuto di installare la base missilistica americana sul territorio polacco. </p>
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		<title>Palermo: senza tetto occupano il Comune</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 16:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[ Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare &#8220;L&#8217;Altra Palermo&#8221; formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all&#8217;interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l&#8217;attenzione sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/palazzoaquile280.jpg' align=left alt='' /> Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare &#8220;<em><strong>L&#8217;Altra Palermo</strong></em>&#8221; formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all&#8217;interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l&#8217;attenzione sulla gravissima situazione dei senza tetto a Palermo, ultima di una serie di problematiche che stanno colpendo le fasce più deboli alle quali l&#8217;Amministrazione non da risposte.</p>
<p>Info su: <a href="http://www.umanistipalermo.it">www.umanistipalermo.it</a></p>
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		<title>Primarie e antipolitica</title>
		<link>http://www.umanista.org/18102007/primarie-e-antipolitica/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 11:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[L’unico risultato reale di questa consultazione è che i partiti possono continuare a credere. A credere che gli italiani ancora possono convincersi che la realtà è quella che i loro media configurano, e il futuro è quello che il politico, nel salotto di turno, prefigura.
Una manifestazione elettorale da candidato unico del PCUS, spacciata e, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Palazzo_chigi_bandiere.jpg' alt='Palazzo Chigi' align=left hspace=5/>L’unico risultato reale di questa consultazione è che i partiti possono continuare a credere. A credere che gli italiani ancora possono convincersi che la realtà è quella che i loro media configurano, e il futuro è quello che il politico, nel salotto di turno, prefigura.<br />
Una manifestazione elettorale da candidato unico del PCUS, spacciata e, a loro intendere creduta, una espressione di democrazia, è stata la loro conferma che l’italiano medio può ancora convincersi di tutto.<br />
Infatti nessuno ha commentato la vittoria del candidato unico qual è quando la competizione è reale: la vittoria di una visione su un’altra, di un programma, di un’azione. Il rilievo posto dai giornalisti è stato la “vittoria” della politica sull’anti-politica. Quella che così hanno definito, “anti”-politica, cioè “anti” tutto ciò che ha consentito loro di trovarsi dietro ad una telecamera o sui fogli di un giornale, e che continuerà a consentirlo se saranno bravi megafoni.<br />
Volevano e hanno finalmente tirato un sospiro di sollievo, tanto agognato al punto che non sono riusciti a notare, nonostante la riduzione ad un solo euro del prezzo del voto, il decremento di un quarto (soltanto?) dei votanti. Lo slogan “anti-politica” secondo costoro può funzionare. A fermare quella che in realtà è l’anti-“partitocrazia”: la rinnovata partitocrazia che nega la vera democrazia, quella partecipata, grazie al possesso della televisione pubblica e privata e dei giornali, grazie alla presentazione di un candidato unico alle primarie e di liste bloccate alle politiche. La partitocrazia che alimentano per esserne alimentati. Che possiede il sapere dell’uomo comune, il quale non sa o non può cercare da sé l’informazione: sul web, nei movimenti d’impegno civile, nelle organizzazioni umanitarie.<br />
Hanno tirato un sospiro di sollievo, questo solo attendevano, non un candidato vincente. E sollievo è stato già soltanto perché la vera democrazia non li ha ancora travolti. La democrazia partecipata, quella delle proposte di legge di iniziativa popolare, quella dei referendum, quella delle liste civiche “certificate”, è l’incubo di questa informazione.<br />
Questa informazione che identifica la politica con la partitocrazia, che non si accorge del paradosso che vi sia il bisogno di “certificare” semplicemente che una lista sia quello che dovrebbe essere in un paese normale. Cioè una lista composta da persone che non sono state condannate (com’è per chiunque altro voglia svolgere una funzione pubblica), che non contempla trasformisti della politica (nomadi che transitano da un partito ad un altro cambiando posizioni come mutande), che non dà sostentamento a politicanti “professionisti”, obbligando, col limite dei due mandati, a conservare il contatto con la vita reale (e un lavoro normale, come gli altri).<br />
Per la partitocrazia e per i suoi megafoni questa è anti-politica.</p>
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