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	<title>l'Umanista &#187; Diritti Umani</title>
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	<description>Informazione dal Mondo Umanista</description>
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		<title>Lettera a Barack Obama</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 09:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[I Portavoce del Nuovo Umanesimo del Nord America, Sud America, Europa, Asia e Africa scrivono al neo  presidente statunitense perchè avvii una nuova stagione nelle relazioni internazionali. E soprattutto perchè inizi lo smantellamento delle armi nucleari.
Gentile Signor Presidente eletto degli Stati Uniti d&#8217;America
In primo luogo, la preghiamo di accettare le nostre più sentite congratulazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Portavoce del Nuovo Umanesimo del Nord America, Sud America, Europa, Asia e Africa scrivono al neo  presidente statunitense perchè avvii una nuova stagione nelle relazioni internazionali. E soprattutto perchè inizi lo smantellamento delle armi nucleari.</em></p>
<p>Gentile Signor Presidente eletto degli Stati Uniti d&#8217;America<br />
In primo luogo, la preghiamo di accettare le nostre più sentite congratulazioni per la sua elezione, che rappresenta una fonte di ispirazione per la gente di tutto il mondo. Vogliamo anche congratularci con Lei per l’integrità e l&#8217;abilità  con cui ha portato avanti la sua campagna.<br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/obama_02.jpg' alt='' /><br />
La reazione di fronte al risultato elettorale sia a New York, dove la gente si è riversata nelle strade per festeggiare, che a Nairobi  e in tutti i punti del pianeta, rispecchia il  desiderio di superare le tragedie storiche e le speranze più profonde dei popoli di ogni nazione e colore, perché cambi la forma di governare degli Stati Uniti e la loro relazione col mondo.<br />
Questi sono momenti di grandi cambiamenti, di grandi pericoli e di grandi opportunità. Come umanisti vogliamo sottolineare soprattutto il grave pericolo di guerra nucleare che minaccia il mondo, un pericolo maggiore perfino dei momenti più difficili della Guerra Fredda. </p>
<p>Per questi motivi le rivolgiamo un appello affinché usi il potere della sua nuova carica, il mandato che ha ricevuto dai cittadini del suo paese e l&#8217;appoggio della gente di tutto il mondo, per dare un segnale decisivo che modifichi la direzione della politica estera degli Stati Uniti.<br />
A nostro parere le priorità per questo segnale sono: il ritiro delle truppe  statunitensi da tutti i territori occupati, compresi l&#8217;Iraq e l&#8217;Afganistan e un’iniziativa chiara ed immediata per avanzare verso il disarmo nucleare globale  in forma progressiva e proporzionale.<br />
La esortiamo a mettere in pratica immediatamente queste proposte,  per inviare un segnale chiaro al mondo e diminuire le tensioni internazionali.<br />
Crediamo che il ventaglio di opportunità  per queste misure sia molto ristretto: poche settimane, certo non  mesi.<br />
Se lei continuerà a mostrare il coraggio e la visione evidenziati nella sua campagna, tracciando un percorso  chiaro per il ritiro delle truppe e il disarmo, siamo sicuri che la gente in ogni  parte del mondo l’appoggerà con forza.<br />
Se Lei invece vacillerà, si perderà un’opportunità, senza possibilità di recupero.</p>
<p>Sappiamo che Lei non governerà  da solo e che subirà grandi pressioni da parte di potenti interessi per continuare nella direzione di militarizzazione che già ha  prodotto risultati disastrosi.<br />
Crediamo anche che Lei abbia la forza e la capacità per forgiare una nuova direzione per l&#8217;umanità, in questo particolare momento storico di grandi cambiamenti per tutti noi che viviamo in questo piccolo pianeta.<br />
Lei può cambiare la direzione degli eventi.<br />
E&#8217; urgente e necessario salvare il pianeta dalla catastrofe nucleare; per questo può contare sull&#8217;appoggio degli umanisti di tutto il mondo.</p>
<p>Vogliamo anche informarla riguardo alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Promossa da  “Mondo senza Guerre” e appoggiata da numerose organizzazioni  e personalità impegnate a favore della pace mondiale, la marcia comincerà a Wellington, Nuova Zelanda, il 2 ottobre 2009, giornata Internazionale della Nonviolenza,  attraverserà  90 paesi e 6 continenti  nell&#8217;arco di tre mesi e si concluderà  in  Argentina il 2 gennaio 2010.<br />
Sarà un’ attività aperta ed includente, che promuoverà iniziative creative e molteplici (marce , concerti, manifestazioni, festival, coinvolgimento dei mass-media, conferenze, seminari, incontri con governi ecc.). con l&#8217;obiettivo di generare una coscienza a livello globale della necessità urgente del disarmo nucleare.<br />
Presidente Obama, La invitiamo ad aderire alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e Le inviamo i nostri migliori saluti ed auguri</p>
<p><strong>Chris Wells </strong><br />
Portavoce del  Nuovo Umanesimo  per il Nord-America</p>
<p><strong>Tomas Hirsch </strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;America latina</p>
<p><strong>Giorgio Schultze</strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;Europa</p>
<p><strong>Sudhir Gandotra</strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217; Asia e il Pacifico</p>
<p><strong>Ivan Andrade </strong><br />
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l&#8217;Africa</p>
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		<title>Attacco alla diversità</title>
		<link>http://www.umanista.org/20092008/attacco-alla-diversita/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 08:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Vito Coreddu (Help to Change)
Quello che si respira oggi nella società, alimentato dai mass media e da scelte populiste e scellerate degli ultimi governi, è un vero proprio attacco alla diversità.
Chi non si omologa ai dettami e alle sirene del sistema, chi non piega la testa di fronte alle ingiustizie, chi non accetta contratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Vito Coreddu </strong>(<a href="http://www.helptochange.org/">Help to Change</a>)<br />
<em>Quello che si respira oggi nella società, alimentato dai mass media e da scelte populiste e scellerate degli ultimi governi, è un vero proprio attacco alla diversità.<br />
Chi non si omologa ai dettami e alle sirene del sistema, chi non piega la testa di fronte alle ingiustizie, chi non accetta contratti di lavoro capestro, chi appartiene a religioni, culture e tradizioni diverse, chi ha un orientamento sessuale diverso, chi non ha un permesso di soggiorno, chi vive al di sotto della soglia di povertà è percepito come una minaccia e diventa il principale colpevole degli innumerevoli problemi che oggi attanagliano la nostra società.</em></p>
<p>Questo atteggiamento così avverso alla diversità non è il frutto di una deriva razzista, xenofoba, discriminatoria nella società.<br />
I disvalori quali l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo, l&#8217;arrivismo, il nazionalismo, il razzismo, il conformismo erano già presenti, non sono un fenomeno nuovo. In questo senso questi disvalori non hanno fatto nuovi adepti negli ultimi anni. Ciò che c&#8217;è di nuovo in questo momento è che quelle forze progressiste che un tempo arginavano questi disvalori introducendo continuamente nuovi spunti di riflessione e discussione e contribuendo a mantenere alto il livello culturale di questa società, quelle forze progressiste, hanno smesso di compiere il loro prezioso lavoro, quelle forze progressiste si sono ammutolite. In questo senso hanno una grande responsabilità. Bisognerebbe dire che dappertutto, piuttosto che occuparsi di essere traino verso la costruzione di una società migliore, assistiamo ancora al totale disorientamento che ha procurato la caduta del muro di Berlino, come se quel muro rappresentasse allegoricamente l&#8217;ultimo argine a difesa dell&#8217;utopia di un mondo migliore. Se i segnali di questo fenomeno si potevano cogliere ancor prima, quel momento segnerà una spartiacque dove ciò che rimane è una certa e triste nostalgia per i tempi andati.</p>
<p>In questo paesaggio che s&#8217;inserisce la Manifestazione Nazionale Antirazzista del 4 ottobre 2008 con la giusta pretesa di rompere questo clima così nefasto.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione costruita dal basso, da quelle organizzazioni che umilmente e senza secondi fini si sono adoperate per la difesa dei diritti umani, per la difesa della diversità, trovando nell&#8217;umanesimo socialista, cristiano, esistenzialista e anarchico e universalista una fonte di ispirazione per reagire all&#8217;ingiustizia e guardare con altri occhi al futuro.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione che esprime la diversità, la diversità etnica, religiosa, culturale e politica. Ed è per questo motivo che questa manifestazione continua ad essere taciuta dai mass media e osteggiata dalle grandi sigle sindacali o da quei partiti della “sinistra” che un tempo si trovavano in parlamento.</p>
<p>E&#8217; una manifestazione che si ricollega storicamente alla manifestazione del 3 febbraio &#8216;96 quando 50.000 persone scesero in piazza per contestare apertamente il Decreto Dini sull&#8217;immigrazione. Anche in quel momento quelle stesse forze oltre che disertare cercarono di boicottare, salvo poi fare il mea culpa il giorno dopo.</p>
<p>Questa manifestazione, certamente potrà dar fastidio a molti e molti vorrebbero che questa fallisca magari facendo in modo che qualche “imbecille” cominci a giocare con la polizia al “piccolo teppistello”, permettendo ai mass media di riempire il giorno dopo alcune pagine dei loro giornali con la descrizione di arresti e incidenti, alimentando ancora nell&#8217;opinione pubblica razzista e violenta la convinzione che gli immigrati e chi li difende sono un virus per questa società. </p>
<p>Questa manifestazione deve essere pacifica e soprattutto nonviolenta. Dovrà evidenziare la nonviolenza come risposta alla logica violenta di questo sistema quindi non solo per una questione di convenienza ma anche morale, dovranno essere isolati e “cortesemente”. espulsi dal corteo tutti coloro che intendono manifestare con altri intenti. Con questo voglio pensare ai centinaia di immigrati che nella condizione di clandestini si troveranno fortemente esposti alle forze dell&#8217;ordine. Questi esseri umani coraggiosi ma privi del permesso di soggiorno, l&#8217;ultima cosa di cui avrebbero bisogno è quella di assistere ed essere coinvolti in scontri violenti con la polizia.</p>
<p>In ultimo, se questa manifestazione è antirazzista non lo è solo per negare quell&#8217;atteggiamento negativo quale il razzismo ma anche per salutare l&#8217;immigrazione e la diversità come un elemento prezioso per questa società decadente affinché trovi nuovi modi di essere e di percepire l&#8217;esistente.</p>
<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/manif4ottobre420.jpg' alt='' /> </p>
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		<title>La Nonviolenza al centro dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tre giorni di conferenze, tavole rotonde, dibattiti, laboratori, testimonianze e spettacoli, esposizioni di artisti vari. 10.000 partecipanti previsti da tutta Europa. Centinaia di associazioni e persone impegnate nel mondo del pacifismo e del volontariato che lavoreranno per la costruzione di un’Europa aperta al futuro, ricca nelle sue diversità, accogliente nelle istituzioni, nonviolenta e solidale. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Logo_Forum_Milano_500.jpg' alt='' /></p>
<p><em>Tre giorni di conferenze, tavole rotonde, dibattiti, laboratori, testimonianze e spettacoli, esposizioni di artisti vari. 10.000 partecipanti previsti da tutta Europa. Centinaia di associazioni e persone impegnate nel mondo del pacifismo e del volontariato che lavoreranno per la costruzione di un’Europa aperta al futuro, ricca nelle sue diversità, accogliente nelle istituzioni, nonviolenta e solidale. Con il patrocinio di: Comune di Milano, Provincia di Verbano Cusio Ossola, Comune di Cinisello Balsamo, Comune di Agrate Brianza, Provincia di Ferrara, Provincia di Pesaro e Urbino, Provincia di Rovigo.</em></p>
<p>I Forum Umanisti iniziano nel 1993, con il Primo Forum Mondiale che si è svolto a Mosca il 7 Ottobre, il secondo nel 1994 a Città del Messico e il terzo nel 1995 a Santiago del Cile.<br />
Negli anni successivi si è avviato un processo di regionalizzazione. Vaste aree geografiche, nelle quali i popoli che lì risiedono condividono storia, tradizioni e cultura comuni, hanno cominciato ad assumere un’importanza crescente nel contesto più generale della mondializzazione. Si è reso quindi necessario l’incontro fra i popoli che convivono all’interno di queste grandi regioni e così hanno iniziato a svilupparsi i Forum Umanisti Regionali.<br />
In Europa il primo Forum Umanista, si è tenuto a Lisbona nel novembre 2006, preceduto dagli incontri di Madrid (1999), Praga (2003) e Budapest (2004).<br />
Nell’anno 2006 si sono realizzati il primo Forum Africano, il primo Forum Asiatico-Pacifico, il primo Forum Latino-Americano e il primo Forum Europeo. Nel 2007 a New York, si è svolto il primo Forum della regionale Nord Americana.</p>
<p><strong><br />
Elenco dei testimonial che hanno confermato ad oggi la loro presenza:</strong><br />
Luisa Morgantini Italia &#8211; Vice-presidente del Parlamento Europeo<br />
Ottavia Piccolo Italia &#8211; attrice<br />
Maria Cuffaro Italia &#8211; giornalista<br />
Giulietto Chiesa Italia &#8211; Europarlamentare<br />
Monica Frassoni Italia- Europarlamentare e presidente del Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo<br />
Pina Grassi Italia &#8211; Addio Pizzo, Libero Futuro, Associazione antiracket Libero Grassi<br />
Giovanni Impastato Italia &#8211; Associazione Peppino Impastato &#8211; Casa Memoria di Cinisi<br />
Paolo Bolognesi Italia &#8211; Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980<br />
Angelo Baracca Italia &#8211; Professore di Fisica all&#8217;Università di Firenze<br />
Pol D&#8217;Huyvetter Belgio &#8211; International Office, Mayors for Peace 2020 Vision Campaign<br />
Rita Borsellino Italia &#8211; Progetto L&#8217;altra Storia<br />
Esteban Elmer Catarina Bolivia &#8211; Ambasciatore della Bolivia in Italia<br />
Hans Kristensen USA &#8211; Director, Nuclear Information Project, Federation of American Scientists, Washington, D.C. (videomessaggio)<br />
Emilio Molinari Italia &#8211; Presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua<br />
Jan Tamas Repubblica Ceca &#8211; Portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca<br />
Angelica Romano Italia &#8211; Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del territorio, Napoli<br />
Noam Livne Israele &#8211; Refusnik e attivista antimilitarista<br />
Lindis Percy Gran Bretagna &#8211; Coordinatore Campaign for the accountability of American bases &#8211; CAAB<br />
Massimo Zucchetti Italia- Professore di Impianti Nucleari dell&#8217;Università di Torino<br />
Marco Deriu Italia &#8211; sociologo<br />
Roberto Burlando Italia- economista presso le Università di Torino ed Exeter<br />
Guido Morisco Italia &#8211; Presidente del Consiglio Nazionale dei Bahá’í d’Italia e Membro della consulta interreligiosa del Comune di Roma<br />
Giuseppe Robiati Italia &#8211; Co-fondatore dell’EBBF &#8211; European Bahà&#8217;ì Business Forum<br />
Marco Romoli Italia &#8211; Presidente Un tempio per la pace Firenze<br />
Gabriele Mandel Italia &#8211; Vicario generale per Italia della Confraternita Sufi Jerrahy Halveti<br />
Vittorio Bellavite Italia &#8211; Coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa, affiliata a &#8220;International Movement We Are Church&#8221; (IMWAC)<br />
Manuela Sadun Paggi Italia &#8211; Comunità Ebraica Firenze<br />
Dijana Pavlovic Italia &#8211; artista e scrittrice comunità Rom<br />
Mouelhi Mohsen &#8211; rappresentante Sufi<br />
Carlo Giudicepietro Italia &#8211; portavoce Centro delle Culture<br />
Manuela Dviri Vitali Norsa Israele &#8211; Giornalista, scrittrice ed esponente del movimento pacifista israeliano<br />
Giuseppe Santagada Italia &#8211; Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada<br />
Deborah Lambillotte Belgio &#8211; International Lesbian and Gay Association (ILGA)<br />
Peter Tatchell Gran Bretagna &#8211; Outrage<br />
Andrea Barberini Italia &#8211; Gruppo Emmanuele, Associazione Gay Cattolici, Padova<br />
Marianella Kloka Grecia &#8211; Redattore della rivista LGBT City Uncovered<br />
Grigoris Vallianatos Grecia &#8211; attivista LGBT, avvocato e membro del PASOK<br />
Luca Poma Italia &#8211; portavoce nazionale &#8220;Giù le mani dai bambini&#8221;<br />
Antonio M.C. Monopoli Italia &#8211; Esperto in roboetica</p>
<p><strong>Programma</strong><br />
Venerdì 17 ottobre dalle 15.30 alle 24.00<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido</p>
<p>Sabato 18 ottobre dalle 10.00 alle 19.00<br />
all’Università degli studi di Milano – Bicocca.<br />
Dalle 21.30 Concerto per la Nonviolenza<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido</p>
<p>Domenica 19 ottobre dalle 14.30 alle 19.00<br />
al Palazzetto dello sport – Palalido </p>
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		<title>Sposati con chi vuoi tu!</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 14:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli umanisti di Roma il 14 febbraio dalle ore 15 a Ponte Milvio organizzano un San Valentino molto speciale: “Giornata della libera celebrazione del matrimonio”.  

Il motto della giornata sarà: “Le vie dell’amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu”.
Con questo evento si vuole riportare l’attenzione non solo sul tema della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli umanisti di Roma il 14 febbraio dalle ore 15 a Ponte Milvio organizzano un San Valentino molto speciale: “Giornata della libera celebrazione del matrimonio”.  </em><br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M6bYqUImICw&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/M6bYqUImICw&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br />
Il motto della giornata sarà: “Le vie dell’amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu”.<br />
Con questo evento si vuole riportare l’attenzione non solo sul tema della tutela delle coppie di fatto, ma anche sul dare la possibilità a coppie dello stesso sesso di potersi sposare. Il Partito Umanista crede fermamente nella libertà di scelta e nella tutela dei diritti civili per tutti gli esseri umani a prescindere dal loro orientamento sessuale. Per gli Umanisti il matrimonio è sacro sancendo, da secoli e nelle più differenti culture, un vero e proprio passaggio di stato dinnanzi alla società di appartenenza. Ogni essere umano ha il diritto di poter sperimentare questo passaggio e questo diritto non può essere pregiudicato dall&#8217;orientamento sessuale di chi decide di compiere questo passo. In questa prospettiva è un dovere morale e civile dare l&#8217;opportunità anche alle coppie omosessuali di potersi sposare e di legittimare la loro unione. Ogni Essere Umano deve avere diritto a vivere la sua vita pienamente, ha diritto ad essere felice e, se vuole, ha diritto a sposarsi. Attraverso il matrimonio, oltre alla sua valenza interna e simbolica, vengono riconosciuti e tutelati molti diritti. E i diritti umani devono essere universali, non solo per gli eterosessuali. </p>
<p>L’obiettivo della giornata è sposare “simbolicamente” tantissime coppie, di ogni orientamento sessuale. Un modo originale per dare voce a chi vuole veder tutelati i propri diritti senza dover essere necessariamente etero e riportare l’attenzione sul tema dei PACS, DICO ecc., trascurato e messo in sordina da quasi tutte le forze politiche perché spinoso. Invitiamo più coppie possibili a sposarsi simbolicamente. Invitiamo a partecipare inoltre tutti coloro che vogliono dare voce ad una politica che vuole essere realmente a tutela dell’individuo, di qualsiasi etnia, religione, sesso e anche di qualsiasi orientamento sessuale. Le vie dell’amore sono infinite. Scegli la tua e rispetta quella degli altri. Perché ogni essere umano ha diritto alla libertà di scelta. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La diversità è ricchezza, Morales riceve il premio del Centro delle Culture</title>
		<link>http://www.umanista.org/26102007/la-diversita-e-ricchezza-morales-riceve-il-premio-del-centro-delle-culture/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell’incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce del Forum Umanista Europeo Giorgio Schultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il &#8220;Premio Centro delle Culture  2007&#8243;, dedicato a tutti coloro che lavorano per la costruzione di una Nazione Umana Universale.
L&#8217;assegnazione a Evo Morales nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/200pxMorales.jpg' align=left alt='' /><em>In occasione dell’incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce del Forum Umanista Europeo Giorgio Schultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il &#8220;Premio Centro delle Culture  2007&#8243;, dedicato a tutti coloro che lavorano per la costruzione di una Nazione Umana Universale.</em><br />
L&#8217;assegnazione a Evo Morales nasce dal riconoscimento della sua attività politica e sociale nonviolenta e ispirata all&#8217;integrazione tra culture diverse.</p>
<p>Al Presidente della Repubblica di Bolivia Evo Morales Ayma</p>
<p>Al Presidente di tutti i boliviani, “…degli esclusi storicamente, dei maltrattati dalla vita repubblicana, dei contadini e degli indigeni”.<br />
All’uomo dei nostri tempi, umanista coerente e nonviolento.<br />
All’indigeno Ayma, che appartiene alla cultura del rispetto e del dialogo.</p>
<p>Il Centro delle Culture, organismo internazionale del Movimento Umanista, ha deciso di assegnare un premio, istituito quest&#8217;anno e ispirato dalla forza dell’azione politica e sociale del Presidente Evo Morales Ayma, con le seguenti motivazioni:</p>
<p>• per la grande lezione di nonviolenza e per il rispetto della diversità che rafforzano la speranza che, nonostante le enormi difficoltà, un mondo veramente umano sia possibile;</p>
<p>• per la forza interiore con cui difende il popolo, per il suo sguardo ampio, per aver messo la Bolivia all’avanguardia della Nazione Umana Universale, alla quale molti umanisti, molti costruttori del nuovo umanesimo, stanno lavorando in tutto il mondo;</p>
<p>• per aver ridato fiducia e speranza nel futuro alle minoranze sottomesse e sfruttate, facendo arrivare questo messaggio forte e nonviolento a tutti quelli che lottano ogni giorno nel mondo per affermare i diritti umani calpestati e ignorati;</p>
<p>• per aver dato un senso sociale e reale al principio fondamentale della nostra stessa organizzazione: “La diversità è ricchezza”.</p>
<p><strong>DOMENICA 28 OTTOBRE 2007 ORE 18.00 PRESSO IL CAMPIDOGLIO DI ROMA</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Palermo: senza tetto occupano il Comune</title>
		<link>http://www.umanista.org/23102007/palermo-senza-tetto-occupano-il-comune/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 16:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[ Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare &#8220;L&#8217;Altra Palermo&#8221; formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all&#8217;interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l&#8217;attenzione sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/palazzoaquile280.jpg' align=left alt='' /> Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare &#8220;<em><strong>L&#8217;Altra Palermo</strong></em>&#8221; formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all&#8217;interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l&#8217;attenzione sulla gravissima situazione dei senza tetto a Palermo, ultima di una serie di problematiche che stanno colpendo le fasce più deboli alle quali l&#8217;Amministrazione non da risposte.</p>
<p>Info su: <a href="http://www.umanistipalermo.it">www.umanistipalermo.it</a></p>
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		<title>Lo dice il sindaco di Hiroshima</title>
		<link>http://www.umanista.org/29082007/lo-dice-il-sindaco-di-hiroshima/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 10:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima, firma la Dichiarazione di Europe for Peace e invia una lettera di pieno appoggio alla campagna per l&#8217;eliminazione delle armi nucleari dal suolo europeo. Il primo cittadino della città che ha subito il nefasto bombardamento atomico nel 1945 si è impegnato a estendere l&#8217;appello per il disarmo nucleare ai sindaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/akiba.jpg' align=left alt='' /><br />
<em>Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima, firma la Dichiarazione di Europe for Peace e invia una lettera di pieno appoggio alla campagna per l&#8217;eliminazione delle armi nucleari dal suolo europeo. Il primo cittadino della città che ha subito il nefasto bombardamento atomico nel 1945 si è impegnato a estendere l&#8217;appello per il disarmo nucleare ai sindaci per la pace di tutto il mondo.</em></p>
<p>Cari amici di Europe for Peace,</p>
<p>sono lieto di esprimere il mio appoggio alla Dichiarazione di Europe for Peace. Pur non essendo europeo, la sottoscrivo come una delle milioni di persone nel mondo che oggi guardano all’Europa con la speranza che regni la pace e vengano abolite le armi nucleari.<br />
Il fatto che due delle cinque richieste di questa Dichiarazione riguardino la minaccia nucleare dimostra come si sia capito che eliminare queste armi è il pre-requisito per risolvere i problemi ambientali, economici, sociali e politici che ci troviamo davanti come specie.<br />
Vi assicuro che la città di Hiroshima e i quasi 1.700 membri di Mayors for Peace (Sindaci per la pace) faranno tutto il possibile per appoggiare questa iniziativa. Non ho dubbi che lo scoppio della pace in Europa avrà effetti contagiosi.</p>
<p><a href="http://www.europeforpeace.eu">Per aderire: www.europeforpeace.eu</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ONU promuove la Nonviolenza</title>
		<link>http://www.umanista.org/17062007/onu-nonviolenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jun 2007 10:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Pace e nonviolenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno 2 ottobre (nascita di Ghandi) è stato dichiarato dall&#8217;ONU Giornata Mondiale della Nonviolenza.
 
L&#8217;Assemblea generale dell&#8217;ONU, in data 15 giugno ha deciso di celebrare la Giornata Internazionale della Nonviolenza ogni 2 ottobre, data della nascita del Mahatma Gandhi, che ha condotto l&#8217;India alla propria indipendenza convertendosi in un inspiratore dei movimenti per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il giorno 2 ottobre (nascita di Ghandi) è stato dichiarato dall&#8217;ONU <strong>Giornata Mondiale della Nonviolenza</strong>.</em><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/ganghiMLK.jpg' align=left alt='' /> </p>
<p>L&#8217;Assemblea generale dell&#8217;ONU, in data 15 giugno ha deciso di celebrare la <strong>Giornata Internazionale della Nonviolenza</strong> ogni 2 ottobre, data della nascita del Mahatma Gandhi, che ha condotto l&#8217;India alla propria indipendenza convertendosi in un inspiratore dei movimenti per i diritti e le libertà civili di tutto il mondo. </p>
<p>In una risoluzione approvata dai 192 Stati membri dell&#8217;ONU, l&#8217;Assemblea invita tutti i paesi, organizzazioni e individui a commemorare questo giorno ogni anno per promuvere una cultura della pace, della sicurezza, della tolleranza, della comprensione e della nonviolenza. </p>
<p>Eserciteremo pressione affinché da questa data celebrativa si possa passare ad una assunzione di responsabilità e alla realizzazione pratica di questo ideale nelle relazioni internazionali e nelle legislazioni dei 192 paesi che hanno firmato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>G8 Genova: sui pestaggi alla Diaz richiesta commissione d&#8217;inchiesta</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 15:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la ritrattazione del vice-questore aggiunto Michelangelo Fournier, che ora afferma che alla scuola Diaz ci fu una mattanza, i movimenti che manifestarono al G8 chiedono una commissione parlamentare d'inchiesta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/800pxGenovaG8_2001Stadio_Carlini.jpg' alt='G8' align=left hspcae=5/>Dopo ben sei anni il vice-questore aggiunto del primo reparto mobile di Roma Michelangelo Fournier, che partecipò alle cariche alla scuola Diaz di Genova, dove allogiavano parte dei manifestanti del G8, afferma, ritrattando le sue dichiarazioni precedenti, che alla scuola ci fu una vera e propria &#8220;macelleria messicana&#8221;. Ha riferito di scene di pestaggi di una brutalità assurda,  per di più rivolti contro manifestanti pacifici. Fournier afferma di aver taciuto per tutti questi anni per spirito di corpo verso i colleghi e senso di appartenenza alle istituzioni. In risposta alle dichiarazioni dell&#8217;allora vice-questore i rappresentanti del comitato &#8220;giustizia e verità&#8221;  rispondono che Fournier avrebbe  potuto manifestare meglio la sua lealtà alle istituzioni confessando subito come erano andate le cose e che invece di parlare di &#8220;macelleria messicana&#8221; si dovrebbe parlare di &#8220;macelleria italiana&#8221;. Comunque i membri del comitato hanno espresso soddisfazione in quanto le parole di Fournier confermano quello che loro da anni affermano. Vari rappresentanti della forze politiche hanno immediatamente sollecitato una  commissione d&#8217;inchiesta parlamentare sui fatti di Genova.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oaxaca: ad un anno dalla repressione la società civile torna in piazza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 15:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella città di Oaxaca, nell'omonimo stato facente parte della Repubblica del Messico, ad un anno dalla violenta repressione la società civile torna delle piazze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Felipe_Calderon_foto_oficial.jpg' alt='Calderon' align=left hspace=5/>Ad un anno dalla repressione delle proteste nello stato messicano di Oaxaca, proteste guidate dai docenti scolastici e coordinate dall&#8217;Assemblea Popular de los Pueblo de Oaxaca (APPO), la società civile torna di nuovo nelle piazze. Le motivazioni sono le stesse che hanno tenuto i militanti dell&#8217;APPO in piazza dal maggio all&#8217;ottobre del 2006: la richiesta di dimissioni del governatore dello stato Ulises Ruiz, accusato di aver vinto le elezioni grazie a brogli e di usare metodi di governo degni di uno stato di polizia. Inoltre si chiede che tutti gli arrestati durante le violente repressioni siano liberati. Secondo organizzazioni per i diritti umani durante la repressione dello scorso anno le forze dell&#8217;ordine si sono rese colpevoli di gravissimi abusi quali esecusioni extragiudiziare e gravi limitazione delle libertà individuali e di espressione politica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colombia: vittime di paramilitari chiedono risarcimento alla Chiquita</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 00:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[I familiari delle vittime dei  paramilitari in Colombia fanno causa per un miliardo di dollari alla Chiquita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Bogota_Eje_ambiental_01.jpg' alt='Bogot&agrave;' align=left hspace=5/> I familiari delle vittime delle Auc (Autodifese unite colombiane) hanno depositato un ricorso di un miliardo di dollari contro la multinazionale Chiquita, accusata di aver finanziato dal 1997 al 2004 tali gruppi per ottenere protezione e non veder danneggiati i propri interessi in Colombia, finanziamento cessato quando chiuse la filiare colombiana. A seconda degli avvocati per i diritti umani il processo dovrebbe durare cinque o dieci anni a meno che la Chiquita non decida di patteggiare . Si spera cosi che le vittime possano avere giustizia anche su chi ha dato alle Auc appoggi finanziari considerevoli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Srebrenica: le vittime chiamano in causa ONU e governo olandese</title>
		<link>http://www.umanista.org/04062007/srebrenica-le-vittime-chiamano-in-causa-onu-e-governo-olandese/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2007 22:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[A dodici anni dal massacro di Srebrenica i sopravvissuti intentano una causa contro l'ONU e il governo olandese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Sarajevo_02_01.jpg' alt='Bosnia'  align=left hspace=5/> I sopravvissuti di quello che fu definito tra i peggiori dei massacri, avvenuto a Srebrenica nel 1995, attuato dalle milizie serbo-bosniache ai danni dei civili mussulmani, hanno intentato presso l&#8217;alta corte d&#8217;Olanda una causa contro l&#8217;ONU e il governo olandese. Sia l&#8217;uno che l&#8217;altro sono accusati di non aver adempiuto il loro dovere di proteggere i civili mussulmani al momento dell&#8217;assalto a Srebrenica da parte delle milizie serbo-bosniache, assalto terminato con il massacro dei civili. Anche se l&#8217;esito della causa appare incerto il fatto che il governo olandese e l&#8217;ONU siano state tirate in causa resta comunque un fatto significativo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>8 marzo tutto l&#8217;anno!</title>
		<link>http://www.umanista.org/08032007/8-marzo-tutto-lanno/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 09:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[La festa della donna è nata forse a New York nel 1857, in occasione di un corteo durante il quale le partecipanti furono violentemente caricate dalla polizia, forse durante un corteo spontaneo di donne di San Pietroburgo che chiedevano il cessate il fuoco durante la prima guerra mondiale, forse ancora per ricordare la morte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La festa della donna è nata forse a New York nel 1857, in occasione di un corteo durante il quale le partecipanti furono violentemente caricate dalla polizia, forse durante un corteo spontaneo di donne di San Pietroburgo che chiedevano il cessate il fuoco durante la prima guerra mondiale, forse ancora per ricordare la morte di 129 donne chiuse all&#8217;interno di un&#8217;industria tessile, durante uno sciopero contro le pessime condizioni di lavoro. </strong><br />
<img src='http://www.umanista.org/wp-content/PeaceGirl.jpg' align=left alt='' /><br />
Quale che sia il principio di questa ricorrenza ed in risposta a quant* sostengono (sapendo di mentire), ogni anno, l’8 marzo, sento ripetere la stessa tiritera: cos’altro pretendono le donne, la parità esiste già, è solo una festa per far guadagnar soldi ai fiorai. C’è del vero anche in queste affermazioni, ma credo che valga la pena rispolverare un po’ il fascicolo “questione femminile”.</p>
<p>Meno di cinquant&#8217;anni fa votammo per la prima volta (il referendum del 2 giugno <strong>1946</strong>) ed ottenemmo la parità salariale nel <strong>&#8216;57</strong>.<br />
Nel <strong>1970 </strong>fu approvata la legge sul divorzio e 4 anni dopo venne riconfermata, tramite la sconfitta del referendum abrogativo proposto dalla DC e da MSI.<br />
Nel <strong>1971 </strong>viene allargata la tutela della maternità alle lavoratrici dipendenti e nello stesso anno vengono istituiti gli asili nido e solo a partire dal <strong>1975 </strong>la potestà sui figli spetta finalmente ad entrambi i genitori.<br />
Nel <strong>1977 </strong>si acquisiscono nuovi diritti in campo di parità lavorativa, con norme più avanzate in materia di condivisione degli obblighi nella cura dei figli e in materia di maternità; nel <strong>2000 </strong>si amplia con nuovi diritti in materia di paternità, garanzia di uguali diritti e doveri e tutela dei figli. Si introduce anche il concetto di banca del tempo.<br />
L&#8217;anno successivo viene introdotta l&#8217;importantissima legge sull&#8217;aborto, anche se ancora nel <strong>2005 </strong>abbiamo assistito, attraverso il referendum sulla fecondazione medicalmente assistita, ad un pericoloso scivolone all&#8217;indietro, che metteva in discussione l&#8217;autodeterminazione e la libertà di scelta sul corpo della donna, mettendone nuovamente a rischio non solo la dignità ma anche la salute.<br />
La legge sulle pari opportunità uomo/donna nell&#8217;ambito lavorativo viene approvata nel <strong>1991 </strong>e modificata nel <strong>2000</strong>. Attualmente non viene applicata in maniera omogenea ed esistono ancora differenze in campo previdenziale, ma se pensiamo che i pari diritti, sulla carta, non hanno ancora compiuto trent’anni, possiamo essere ottimiste.<br />
Nel <strong>1996 </strong>la violenza sessuale cessa di essere un delitto contro la morale, per diventare un delitto contro la persona. Malgrado questo, però, è di quest&#8217;anno la riduzione della pena per un uomo che ha picchiato la convivente, perché… non erano sposati. Attenuanti morali(ste).<br />
Nel <strong>1998 </strong>si vieta tassativamente il lavoro notturno alle donne durante la maternità e l&#8217;anno successivo si introduce l&#8217;assegno di maternità per disoccupate e casalinghe, riconoscendo, per queste ultime, il lavoro in ambito domestico.<br />
Nel <strong>2000 </strong>nasce la figura della Consigliera nazionale di parità, figura già prevista a livello regionale e locale.<br />
Infine, a maggio del <strong>2003 </strong>viene modificato l&#8217;art. 51 della Costituzione Italiana, disponendo la rappresentanza delle donne nelle cariche politiche.  </p>
<p>Sappiamo che non bastano le leggi per cambiare una cultura, però ci sono, nonostante continuino ad essere rispettate con &#8220;disinvoltura&#8221; ed &#8220;elasticità&#8221;.<br />
Non solo: a numeri esiste una sorta di parità, talvolta, ma è ottenuta grazie ad una grande&#8230; mascolinizzazione della donna! Intendo dire che, in questo momento ed in alcune parti del mondo, ci sono molte donne nelle dirigenze politiche ed aziendali, ma pare che siano scelte con caratteristiche ed abitudini curiosamente molto simili a quelle più maschili. Mi riferisco, ovviamente, alle caratteristiche che sembrano essere funzionali a sostenere un sistema basato sulla prevaricazione e sulla violenza -come la promessa di non doversi occupare dei propri affetti e dei propri figli per poter onorare il lavoro, per dirne una- non su altre caratteristiche maschili, ottime invece per le relazioni sociali ma pessime per la sopravvivenza del maschilismo, come possono essere la stabilità e lo spirito di corpo.</p>
<p>Le battaglie femministe hanno portato al raggiungimento di grandi risultati politici e sociali che sono sì, conquiste per le donne, ma dovrebbero rappresentare la lotta contro ogni genere di violenza e abuso (morale, sessuale, economica, psicologica, fisica, razziale, religiosa, culturale, ecc.) nei confronti di tutte quelle persone che si percepiscono o che percepiamo come discriminate. Disoccupati e precari, stranieri, bambini e anziani, omosessuali&#8230; non si risparmia nessuno! </p>
<p>In conclusione: tanti auguri per la Festa della Donna e che ogni giorno possa, prima o poi, diventare la Festa dell&#8217;Essere Umano!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Usa: condannata Cindy Sheehan la &#8220;mamma della pace&#8221;</title>
		<link>http://www.umanista.org/15122006/usa-condannata-cindy-sheehan-la-mamma-della-pace/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 10:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[La "mamma della pace" Cindy Sheehan è stata condannata da un tribunale di New York per "violazione della proprietà privata"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Peace_flag.jpg' alt='Pace' align=left hspace=5/>Cindy Sheehan, la &#8220;mamma della pace&#8221;, insieme ad altre tre donne è stata condannata da un tribunale di New York per violazione della proprietà privata in relazione al tentativo di portare al palazzo delle Nazioni Unite una petizione contro la guerra con 72.000 firme. Le quattro donne sono state poi rilasciate: dovranno pagare una ammenda di 95 dollari. Se verranno arrestate nei prossimi sei mesi rischiano di scontare un periodo di reclusione in carcere.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Morto l&#8217;ex-dittatore Pinochet: fu uno degli esecutori del &#8220;Piano Condor&#8221;</title>
		<link>http://www.umanista.org/12122006/morto-lex-dittatore-pinochet-fu-uno-degli-esecutori-del-piano-condor/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 10:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[E' morto l'ex-dittatore del Cile Augusto Pinochet, responsabile di migliaia di morti durante i suoi diciassette anni di governo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Pinochet_y_Videla_2.jpg' alt='Cile' align=left hspace=5/>E&#8217; morto Augusto Pinochet, il generale che l&#8217;11 settembre 1973 in Cile con un colpo di stato depose il presidente leggittimo Salvador Allende, redendosi responsabile, durante il suo governo che durò dal 1973 al 1990, di torture, sequestri, migliaia di morti e &#8220;desaparesidos&#8221;. Il suo &#8220;golpe&#8221; fù ispirato e aiutato dalla Cia, sia perchè la politica di Allende di riforme sociali all&#8217;interno ed equidistanza tra USA e URSS all&#8217;esterno mettevano in serio pericolo gli interessi delle multinazionali americane e della minoranza di ricchi cileni, sia perchè la presa del potere dei militari in Cile rientrava nella politica più generale del &#8220;Piano Condor&#8221;, politica concordata tra Cia e dittature militari sudamericane per eliminare completamente militanti comunisti, di sinistra, di movimenti sociali e chiunque osasse mettere in discussione gli interessi delle multinazionali americane. Una delle più grandi delusioni fù il fatto che dopo il ritorno della democrazia in Cile avvenuta nel 1990 non solo nel paese rimase l&#8217;ordine economico e sociale imposto da Pinochet a suon di fucilate, l&#8217;attuale costituzione cilena è ispirata da lui, ma i responsabili di torture, sparizioni e morti, tra i quali lo stesso Pinochet e i responsabili della Cia e del governo americano di allora, praticamente, a parte casi marginali, non furono puniti. Con la morte di Pinochet si chiude in Cile, ma anche in America Latina, un capitolo oscuro: speriamo che se ne apra un altro più radioso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinquecento città contro la pena di morte</title>
		<link>http://www.umanista.org/02122006/cinquecento-citta-contro-la-pena-di-morte/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 01:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Più di trenta capitali tra le cinquecento citta che hanno "manifestato" contro la pena di morte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Colosseum20030709.jpg' alt='Colosseo' align=left hspace=5/>Su iniziativa della comunità di sant&#8217;Egidio, che da cinque anni organizza iniziative contro la pena di morte, 500 città, tra le quali più di trenta capitali, il 30 novembre hanno tenuto illuminati i loro principali monumenti:  da segnalare Il Colosseo a Roma, Plaza de santa Ana a Madrid, l&#8217;Obelisco centrale di Buenos Aires, il Palazzo della Moneda a Santiago del Cile, l&#8217;Atomium di Bruxelles e la piazza della cattedrale a Barcellona. Una battaglia contro la pena di morte, esercitata in vari paesi a volte in maniera barbara e contro minorenni, portata avanti da varie associazioni umanitare: battaglia che, pian piano, sta producendo i suoi frutti, spingendo sempre più paesi ad abbanonare, de jure o de facto, la pena di morte, nonostante spinte retrogade che ne chiedono la reintroduzione persino qui in Europa. L&#8217;iniziativa ha voluto anche ricordare l&#8217;anniversario della prima abolizione della pena di morte in uno stato europeo, ossia il Granducato di Toscana nel 1786.</p>
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		<title>Ordine di arresto in Messico per ex-presidente Echeverrìa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 00:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex-presidente del Messico Echeverrìa ha ricevuto l'ordine di arresto per genocidio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Ixtapa_mexico_02.jpg' alt='Messico' align=left hspace=5 /><br />
Luis Echeverrìa, presidente della repubblica messicana nel periodo 1970-1976, ha ricevuto l&#8217;ordine di arresto con l&#8217;accusa di genocidio.  Echeverrìa, come gli ex-presidenti Diaz Ordaz (1964-1970) e Lopez Portillo (1976-1982), appartenenti come lui al Partido revolucionario istitucional, è accusato di essere responsabile della guerra sporca condotta nel paese dalla fine degli anni 60 fino agli inizi degli anni 80 contro i movimenti studenteschi e sociali di sinistra e di essere implicato nella strage a Plaza de las Tres Culturas, ossia nella repressione violenta della protesta degli studenti messicani. Echeverrìa, come gli altri due ex-presidenti,  potrebbe venir chiamato a rispondere di seri crimini come l&#8217;istituzione di campi di concentramento, massacri, torture e sparizioni, contro persone che si erano organizzate per chiedere una maggiore partecipazione democratica. Dopo tanti anni di silenzi e omerta finalmente si cominciano ad ammettere le responsabilità politiche sui crimini avvenuti in quegli anni</p>
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		<title>Gli ex-capi dell&#8217;Auc pronti a parlare sui legami con i politici</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 03:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[In un comunicato gli ex-capi dell'Auc hanno dichiarato di voler collaborare con l'inchiesta sui legami tra paramilitari e politici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/450pxBogota_Eje_ambiental.jpg' alt='Bogot&agrave;' align=left hspace=5/>Gli ex-capi delle Autodifese Unite della Colombia, attualmente in carcere, hanno dichiarato di voler collaborare con le autorità sull&#8217;inchiesta che tratta i legami tra paramilitari da una parte e politici, industriali e membri della forza pubblica dall&#8217;altra. I paramilitari di estrema destra di fatto  collaborarono con il governo nella guerra sporca contro i guerriglieri di sinistra ma anche contro militanti e sindacalisti, sporcandosi le mani al posto dei militari e del governo. Il presidente Uribe, che si rifiuta di dialogare con i guerriglieri, ha approvato una legge che concede una amnistia ai paramilitari in cambio della loro smilitarizzazione e che confessino i crimini passati, conquistando di fatto l&#8217;impunità per i massacri contro i civili in cambio della loro semplice confessione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amnesty international chiede inchiesta ONU sul conflitto in libano</title>
		<link>http://www.umanista.org/23112006/amnesty-international-chiede-inchiesta-onu-sul-conflitto-in-libano/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2006 08:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Amnesty international urge un inchiesta dell'ONU sugli scontri che hanno contrapposto gli hezbollah e Israele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Israel_Libano_pt.jpg' alt='Libano' align=left hspace=5/>Amnesty international ha invocato un inchiesta imparziale compiuta dall&#8217;ONU sugli scontri avvenuti tempo fà in Libano tra Hezbollah e l&#8217;esercito israeliano. Secondo il rapposto di Amnesty l&#8217;esercito israeliano si sarebbe reso colpevole di bombardamenti indiscriminati contro i civili che avrebbero causato  oltre 1000 vittime: inoltre con l&#8217;attuazione di un blocco aereo-navale sul Libano ha imposto  a tutta la popolazione libanese una punizione collettiva. Anche gli Hezbollah avrebbero lanciato razzi nel nord di Israele incuranti della popolazione inerme. Eppure su questi atti che costituiscono crimini di guerra nessuno ha aperto la minima inchiesta. Inoltre Amnesty chiede un embargo di armi ad entrambe le parti. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiesta in Afghanistan inchiesta ONU sui crimini di guerra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2006 01:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[A cinque anni dalla caduta del regime dei Talibani organizzazioni non governative chiedono all'ONU un inchiesta sui crimini di guerra commessi in Afghanistan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/625pxFlag_of_Afghanistan.JPG' alt='Afghanistan' align=left hspace=5/>Ottanta organizzazioni non governative che operano in Afghanistan per l&#8217;agenzia afgana di coordinamento per gli aiuti umanitari (Acbar) hanno chiesto al consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU di aprire un inchiesta sui crimini di guerra perpetuati tutt&#8217;ora a cinque anni dalla caduta del regime dei Talebani. Crimini di guerra che riguardano sia i ribelli afgani che usano il bombardamenti omicidi sia le forze afgane accusate di aver causato morti tra i civili con comportamenti irresponsabili e abusi di potere. Sotto accusa vengono messe anche le forze della Nato accusate di uso eccessivo della forza, esecuzioni extra-giudiziare, bombardamenti a tappeto e punizioni collettive. Con questa inchiesta i menbri dell&#8217;Acbar vogliono mettere in luce tali crimini è ricordare che le leggi umanitarie vanno rispettate in ogni tempo e luogo e che le &#8220;missioni militari umanitarie&#8221; devono prima di tutto promuovere la sicurezza delle persone. </p>
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		<title>Bush: Io sono la legge</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 13:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Bush firma il provvedimento sugli interrogatori dei presunti terroristi, permettendo i processi militari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/guantanamo.jpg' alt='guantalamo' align=left hspace=5/> George W. Bush ha firmato ieri, la legge da lui fortemente voluta sugli interrogatori dei sospetti terroristi. Possono così iniziare i processi militari ad alcuni presunti terroristi detenuti a Guantanamo, aggirando la sentenza della Corte Suprema dello scorso giugno, che li definiva incostituzionali. Per i critici, la legge permette interrogatori che possono costituire tortura.</p>
<p>Legge voluta dalla Casa Bianca. Il Military Commissions Act è stato approvato a larga maggioranza dal Congresso a fine settembre, dopo la pressione della Casa Bianca. Da una parte, la legge protegge i detenuti da un trattamento “crudele e inumano” durante gli interrogatori, dall’altra però impedisce loro di ricorrere alle corti federali contro la loro detenzione. Verranno così annullati gli effetti del pronunciamento della Corte Suprema, che riconosceva il diritto dei detenuti di Guantanamo di accedere alle corti federali, secondo le leggi esistenti. Solo che ora le leggi sono cambiate. Con la firma presidenziale sul Military Commissions Act, possono così ricominciare i processi militari e solo quelli.</p>
<p>Processi militari. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha detto di aspettare che “nel giro di un mese o due si passerà alla fase processuale”. Saranno processi con regole un po’ diverse dalle solite: per esempio, contrariamente a quanto avviene nelle cause civili, le commissioni militari potranno considerare anche le testimonianze rese non in aula, se il giudice ritiene che siano attendibili. Con la nuova legge, l’amministrazione Bush potrà anche continuare gli interrogatori di sospetti terroristi nelle prigioni segrete della Cia, la cui esistenza è stata confermata per la prima volta da Bush il mese scorso.</p>
<p>Rischio di abusi. E’ controversa anche la parte riguardante gli interrogatori. La legge concede al presidente il potere di “interpretare il significato e l’applicazione” degli standard internazionali riguardo al trattamento dei prigionieri, cioè le convenzioni di Ginevra. Secondo la Casa Bianca, l’Act proteggerà i detenuti da stupri e torture. Ma i gruppi per i diritti umani sostengono che la nuova legge darà mano libera, con consenso presidenziale, a tecniche di interrogatorio che costituiscono abusi, come la privazione del sonno, le minacce di annegamento e la custodia dei detenuti recalcitranti in celle gelide.  </p>
<p>di Alessandro Ursic per <a href="http://www.peacereporter.net" target=new>http://www.peacereporter.net</a></p>
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		<title>Brucia  la bidonville di schiavi a Cassibile</title>
		<link>http://www.umanista.org/06062006/brucia-la-bidonville-di-schiavi-a-cassibile/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 09:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[ È finita la raccolta delle patate ed è scoppiato l&#8217;incendio. Quando si dice il fato&#8230;&#8221;, parla Padre Carlo D&#8217;Antoni, un parroco di Siracusa. Una settimana fa, dopo aver constatato la totale indifferenza delle istituzioni pubbliche, ha deciso di trasferirsi nella bidonville di Cassibile per assistere gli immigrati. È come se a Cassibile vigesse una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/este.jpg' alt='' align=left hspace=5 /> È finita la raccolta delle patate ed è scoppiato l&#8217;incendio. Quando si dice il fato&#8230;&#8221;, parla Padre Carlo D&#8217;Antoni, un parroco di Siracusa. Una settimana fa, dopo aver constatato la totale indifferenza delle istituzioni pubbliche, ha deciso di trasferirsi nella bidonville di Cassibile per assistere gli immigrati. È come se a Cassibile vigesse una legislazione speciale. Non da oggi: da almeno una decina d&#8217;anni, cioè da quando si formò il primo embrione della baraccopoli. All&#8217;alba gli immigrati raggiungono il centro del paese e si schierano in attesa dei &#8220;caporali&#8221;, quasi tutti marocchini, i quali, dopo aver scelto i braccianti, li fanno salire sulle loro macchine e li portano sul luogo di lavoro: 50 euro, 15 dei quali finiscono nelle tasche del &#8220;caporale&#8221;.<br />
E si lavora nei campi 12 ore al giorno. La lombosciatalgia rappresenta il 20-30 per cento del totale delle malattie del campo. È causata dal fatto che i raccoglitori di patate devono stare con le gambe dritte o appena piegate, la schiena curva, e soprattutto devono lavorare utilizzando sempre entrambe le mani. Chi si accoscia viene severamente redarguito. Rischia di perdere il posto.<br />
A parte il mal di schiena, le altre patologie del campo sono ambientali: disturbi gastrointestinali, malattie dermatologiche causate dalla scarsa igiene, scabbia. L&#8217;acqua è a un chilometro di distanza, nella fontana del paese. A Cassibile ci sono state due operazioni di polizia consecutive per individuare i clandestini. Una il 31 maggio, l&#8217;altra il primo giugno. Sono state identificati oltre duecento degli ospiti della bidonville. C&#8217;è chi fa notare che queste operazioni avvengono nella fase finale della raccolta delle patate, quando la domanda di manodopera diminuisce. E comunque non colpiscono mai i &#8220;caporali&#8221;, cioè i reclutatori dei nuovi schiavi.</p>
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		<title>Aggressione a Pap Khouma da parte di controllori Atm</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2006 23:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[  Pap è l&#8217;autore. fra l&#8217;altro, di &#8216;Io, venditore di elefanti&#8217;. Senegalese, in Italia da vari anni. Pap Khouma è stato vittima di un&#8217;attacco di stampo squadrista da controllori dell&#8217;ATM: ieri pomeriggio in pieno centro a Milano è stato aggredito poi picchiato perché si era rifiutato di esibire la sua tessera di abbonamento mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Pap_Kos.jpg' alt='' align=left hspace=5 />  Pap è l&#8217;autore. fra l&#8217;altro, di &#8216;Io, venditore di elefanti&#8217;. Senegalese, in Italia da vari anni. Pap Khouma è stato vittima di un&#8217;attacco di stampo squadrista da controllori dell&#8217;ATM: ieri pomeriggio in pieno centro a Milano è stato aggredito poi picchiato perché si era rifiutato di esibire la sua tessera di abbonamento mentre era in attesa  SUL MARCIAPIEDE !!!!!!! E&#8217; capitato a lui potrebbe capitare ad ognuno di noi.  Ci vorrebbe qualche iniziativa perchè questi atti di inciviltà non debbano più riprodursi!!!! Cosa facciamo?? Non bisogna lasciar passare. Dobbiamo vigilare! </p>
]]></content:encoded>
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		<title>In Iraq oltre 3 milioni di vedove</title>
		<link>http://www.umanista.org/10052006/in-iraq-oltre-3-milioni-di-vedove/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 May 2006 03:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Un associazione femminile irachena ha dichiarato che in Iraq ci sono oltre tre milioni di vedove]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Iraq_NIMA_2514x2716_02.jpg' alt='Iraq' align=left hspace=5/> Secondo il quotidiano arabo stampato a Londra “Al Quds al arabi” in Iraq sono presenti ormai oltre 3 milioni di vedove. E’ quanto denunciato alle nazioni unite da una associazione femminile irachena, la quale sostiene che a causa della guerra oltre 100 donne restano vedove ogni giorno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vari temi trattati alla giornata mondiale per la libertà di stampa</title>
		<link>http://www.umanista.org/04052006/vari-temi-trattati-alla-giornata-mondiale-per-la-liberta-di-stampa/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2006 21:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella giornata mondiale per la libertà di stampa si è parlato sia di informazione libera e povertà che dell’Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/398pxNewspaperSizes200508.jpg' alt='Giornali' align=left hspace=5/>Nesso assai singolare quello scelto dai relatori della commissione italiana Unesco nella giornata mondiale per la libertà d’informazione: quello tra la libertà d’informazione e riduzione della povertà. Come se alle popolazioni che vivono nella miseria più totale o sotto i bombardamenti importasse di avere media liberi. Senza contare che proprio i media hanno alimentato i conflitti iugoslavo e ruandese. Eppure, secondo il rapporto italiano Unesco, proprio la libertà di stampa e d’informazione può contribuire a diminuire la miseria e il sottosviluppo spingendo i rappresentanti eletti dalla gente ad agire solo negli interessi di quest’ultima, denunciando le mancanze e le manovre oscure di chi siede ai banchi del potere. Secondo i relatori italiani c’è un nesso diretto tra libertà di stampa e mancanza di miseria. Fa riflettere il caso dell’Italia, paese dove non esistono carestie ma dove la libertà d’informazione non è tra le più alte del pianeta: l’associazione Freedom House ha di recente declassato il nostro paese dal 77simo al 79simo posto nel mondo nella libertà d’informazione. La commissione italiana dell’Unesco ha citato anche il caso italiano, con il controllo monopolistico dei media da parte di un solo soggetto economico, Mediaset, e di un solo soggetto pubblico, la Rai, sotto controllo politico. Ha parlato anche di come i media italiani parlino molto poco di problemi come la miseria del mondo, dedicando spazio principalmente ai chiacchiericci di palazzo: si tende ha privilegiare l’informazione spazzatura, che alza l’audience, a scapito dell’informazione di qualità, che tratta temi veramente seri e di lungo periodo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIA DALL&#8217;IRAQ SUBITO!</title>
		<link>http://www.umanista.org/03052006/via-dalliraq-subito/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2006 13:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[  SABATO 6 MAGGIO, ORE 15
PRESIDIO IN PIAZZA CORDUSIO, Milano e in contemporanea a molte altre città nel mondo.
L&#8217;ennesimo attentato in Iraq, che pochi giorni fa invece che iracheni ha ucciso dei militari italiani e un rumeno, è l&#8217;ultima conseguenza di un&#8217;invasione criminale che continua a mietere vittime. Non dobbiamo dimenticare che i soldati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/viadalliraq.jpg' alt='' align=left hspace=5 />  SABATO 6 MAGGIO, ORE 15<br />
PRESIDIO IN PIAZZA CORDUSIO, Milano e in contemporanea a molte altre città nel mondo.<br />
L&#8217;ennesimo attentato in Iraq, che pochi giorni fa invece che iracheni ha ucciso dei militari italiani e un rumeno, è l&#8217;ultima conseguenza di un&#8217;invasione criminale che continua a mietere vittime. Non dobbiamo dimenticare che i soldati italiani non sono in Iraq per mantenere la pace o ricostruire il paese, ma partecipano a una guerra illegale, al servizio di interessi molto lontani da quelli dichiarati e sostengono il terrorismo di stato di Bush.  Ora la guerra rischia di estendersi all&#8217;Iran, contro cui gli Stati uniti non escludono l&#8217;uso di armi nucleari.<br />
Un attacco del genere innescherebbe una spirale ancora più tragica e spaventosa della scia di stragi e attentati degli ultimi anni. Come per le armi di distruzione di massa (mai trovate in Iraq, ma utilizzate per giustificare la guerra), di cui gli Stati Uniti possiedono un nutrito arsenale, ci si muove in base a una logica arrogante e ipocrita, per cui Stati Uniti, Israele e vari paesi europei possono ampliare i propri arsenali nucleari, ma l&#8217;Iran no.<br />
A questa logica perversa si può rispondere solo imboccando una direzione opposta, con l&#8217;obiettivo finale del disarmo nucleare globale e dell&#8217;eliminazione degli ordigni e degli arsenali nucleari.<br />
Il primo passo è semplice e urgente: ritiro immediato delle truppe dall&#8217;Iraq e ferma opposizione alla possibilità di un attacco contro l&#8217;Iran.<br />
L&#8217;invito al presidio è esteso a tutte quelle forze socialii ed individui che sono contro la guerra.<br />
PARTITO UMANISTA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>37° Anniversario del Movimento Umanista e del Messaggio di Silo!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2006 13:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Nel 4 maggio 1969 il primo discorso pubblico ai piedi dell&#8217;Aconcagua, nel pieno della dittatura peronista l&#8217;impossibilità di poter fare discorsi pubblici se non in mezzo ai monti. E lì 300 persone si sono riunite nonostante la dittatura e nonostante i militari che controllavano la zona e il luogo d&#8217;assembramento: Punta de Vacas. Lì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Invito.jpg' alt='' hspace=5 /><br /> <br />
Nel 4 maggio 1969 il primo discorso pubblico ai piedi dell&#8217;Aconcagua, nel pieno della dittatura peronista l&#8217;impossibilità di poter fare discorsi pubblici se non in mezzo ai monti. E lì 300 persone si sono riunite nonostante la dittatura e nonostante i militari che controllavano la zona e il luogo d&#8217;assembramento: Punta de Vacas. Lì ci fu il primo discorso pubblico di Mario Rodriguez Cobos, detto Silo, ricordato come &#8220;La guarigione del sofferenza&#8221;. Da allora sono passati 37 anni ed il Movimento Umanista non solo continua ancora ad esistere, ma è cresciuto in tutti i paesi del mondo: presente in circa 120 paesi, con numerose forme di attività basate sulla solidarietà e sulla non-violenza. Nonostante la violenza crescente di un sistema disumano, continua a crescere l&#8217;alternativa di chi aspira ad un mondo migliore, un mondo senza guerre, un mondo solidale e non-violento.<br />
Il 6 maggio, in contemporanea in tutte le città dove il Movimento Umanista è presente, ci sarà una celebrazione per ricordare  che a partire da una profonda necessità di rinnovamento un mondo nuovo è possibile. Qui l&#8217;invito per la celebrazione di Milano.</p>
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		<title>In Francia al voto la nuova e contestata legge sull’immigrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2006 21:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il controverso progetto presentato dal ministro francese Sarkozy sull’immigrazione va al voto al parlamento francese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Commune_de_Paris.jpg' alt='Francia' align=left hspace=5/>Il parlamento francese voterà il controverso progetto sull’immigrazione presentato dal ministro degli interni Nicolas Sarkozy, progetto che una frase dello stesso ministro riassume in pieno: “se alcuni non amano la Francia non abbiano paura di lasciarla”. E’ inutile dire che frasi del genere finora si sono sentite solo dal Fronte Nazionale, formazione di estrema destra. Le sinistre e le associazioni in difesa dei diritti umani hanno già annunciato battaglia. </p>
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		<title>Bush ha violato 750 leggi federali</title>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2006 03:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando il presidente Bush siede alla casa bianca l’esecutivo ha violato ben 750 leggi federali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/Bush_Embassy_photo_01.jpg' alt='Bush' align=left hspace=5/>In un articolo del Boston Globe si sostiene, citando giuristi e specialisti del diritto costituzionale, che il presidente Bush, durante la sua presidenza, ha violato ben 750 leggi federali, tra le quali quelle riguardanti tutela delle minoranze, rispetto dell’ambiente e sicurezza nucleare, disposizioni sulla ricerca scientifica. Sempre secondo il giornale il presidente Bush addirittura non applica le leggi che lui ritiene contrarie alla sua interpretazione della costituzione, violando il principio fondamentale del rispetto del potere legislativo da parte del potere esecutivo. </p>
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		<title>Infine Gyanendra, re del Nepal nomina un esecutivo e ripristina il parlamento</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 03:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo giorni di proteste e violente repressioni, infine Gyanendra sembra incamminarsi verso il ripristino della legalità costituzionale in Nepal]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.umanista.org/wp-content/800pxAnnfsumural_287529.jpg' alt='Nepal' align=left hscpace=5/> Dopo diversi giorni di proteste, con duri episodi di repressione da parte della polizia, alla fine Gyanendra, re del Nepal, si è piegato alle proteste e sembra incamminarsi verso il ripristino della legalità costituzionale. Ha infatti nominato come capo dell’esecutivo Gijria Prasad Koirala, sul sui nome si sono accordati cinque partiti dell’opposizione, ed  ha ripristinato l’assemblea sciolta nel 2002: c’è stato il rischio che l’ottataquattrenne leader non si potesse insediare come premier per le sue precarie condizioni di salute , che per di più gli hanno impedito di partecipare alle manifestazioni di entusiasmo dopo la vittoria sul re. Anche i maoisti, che avevano dichiarato precedentemente una tregua, hanno annunciato che sfileranno in maniera pacifica il giorno della riapertura del parlamento. Restano la incognite: ora che re Gyanendra ha ceduto il nuovo esecutivo come si comporterà nei confronti dei ribelli maoisti? E se Koirala accettasse il dialogo con i maoisti come reagirà l’esercito nepalese fedele in tutto al re? E lo stesso re permetterà la convocazione di una assemblea costituente nella quale potrebbe essere messa in discussione la monarchia stessa  o chiederà l’intervento della stessa core costituzionale ?</p>
]]></content:encoded>
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