Il Partito Umanista si schiera per il No al prossimo referendum costituzionale
Il centrodestra, il 20 ottobre 2005, ha modificato a colpi di maggioranza la nostra Costituzione.
Gli organi di informazione non hanno dato risalto a questa modifica, i cui effetti vanno a minare l’assetto democratico dell’Italia.
Le novità riguardano oltre cinquanta articoli, ma le possiamo riassumere in due questioni fondamentali:
1) DEVOLUTION (voluta dalla Lega Nord)
La cosiddetta devolution offuscherà la collegialità del Parlamento, moltiplicherà gli uffici, nonché la burocrazia e le spese, genererà conflitti di competenze non solo tra Stato e Regioni ma anche tra Camera e Senato, provocherà disparità nei servizi pubblici negando ai cittadini l’uguaglianza di diritti davanti allo Stato.
2) PREMIER FORTE (voluto da Berlusconi)
Il nuovo ordinamento imperniato sul premier forte concentrerà nel Primo ministro una serie di nuovi poteri. Le istituzioni verranno indebolite, a cominciare dal Presidente della Repubblica che, privato del suo ruolo di garante, diventerà una figura di rappresentanza di secondo piano.Il Parlamento sarà relegato al ruolo di spettatore dell’attività di governo e – nei confronti del Primo ministro – si troverà in una posizione facilmente ricattabile. Il Primo ministro nominerà e revocherà i ministri a prescindere dal capo dello Stato e dal Parlamento, che saranno rispettivamente notaio e spettatore; scioglierà di fatto le Camere; prevaricherà il Senato qualora ritenga che le proprie modifiche ad un disegno di legge dello stesso Senato siano indispensabili per l’attuazione del proprio programma; sarà immune dalle mozioni di sfiducia. La Corte Costituzionale vedrà ridotta la propria autonomia ed indipendenza in virtù dell’aumento del numero dei membri di nomina politica. Agli ex giudici della Corte verrà preclusa l’attività politica per i tre anni successivi alla scadenza del loro mandato
Ricordiamo inoltre che si tratta di un referendum confermativo e a carattere Costituzionale.
Se vinceranno i NO la nuova Costituzione sarà respinta.
Se vinceranno i SI la nuova Costituzione sarà promulgata.
Altra cosa fondamentale è il quorum: per il referendum Costituzionale non è necessario il raggiungimento di un quorum.


