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La sanità in India

I servizi sanitari pubblici in India sono sempre carenti, mentre il settore privato sta rapidamente espandendosi a beneficio degli stranieri e dei cittadini più ricchi. Lo rivela un editoriale pubblicato sulla rivista “British Medical Journal”.
Con meno dell’un per cento del prodotto interno lordo (PIL) investito nella sanità, spiegano gli autori, l’India sembra uno dei paesi al mondo che ha meno a cuore la salute dei propri cittadini. Nel frattempo, però, i governi indiani che si sono succeduti hanno sovvenzionato il settore privato con riduzioni delle tasse e concessioni edilizie vantaggiose. Sempre più pazienti di nazioni occidentali, come Gran Bretagna e Stati Uniti, stanno approfittando delle cure rapide ed economiche (dalle procedure di routine ai bypass cardiaci) fornite dalla crescente industria della sanità privata indiana.
Nelle strutture sanitarie pubbliche, invece, molti farmaci e test diagnostici continuano a non essere disponibili. I malati in attesa di ricovero devono spesso vedersela con medici attorniati da “orde di altri pazienti”, e ci sono persino segnalazioni di pazienti costretti a corrompere gli infermieri pur di avere lenzuola pulite. D’altro canto, non tutti possono permettersi le strutture private. Gli autori riferiscono che due quinti dei pazienti degli ospedali hanno dovuto chiedere prestiti o vendere i propri immobili per pagarsi i trattamenti. E un quarto degli agricoltori è sceso al di sotto della soglia di povertà per potersi garantire cure mediche.
Le compagnie farmaceutiche e le altre grandi industrie dominano il settore della sanità privata, con ospedali a cinque stelle che forniscono servizi che “soltanto gli stranieri e gli indiani più ricchi possono permettersi”. Ma anche questi, scrivono gli autori, “in gran parte non sono regolati, e manca uno standard di qualità e di costi”.
L’attuale governo indiano mira a creare un’assicurazione per le famiglie povere e ad aumentare la spesa per la salute. Ma negli ultimi due anni, la percentuale del PIL investita nella sanità è diminuita ulteriormente. Il governo dovrebbe concentrarsi a migliorare la salute dei suoi cittadini anziché ad “attirare gli stranieri con offerte di operazioni a basso costo”, concludono gli autori.

Amit Sengupta, Samiran Nundy, “The private health sector in India”. British Medical Journal, Vol. 331, pp. 1157-1158, doi:10.1136/bmj.331.7526.1157

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