La recente nomina di Mario Draghi a governatore della Banca d’Italia per frenare una nuova Bretton Woods
Mario Draghi, nominato governatore della Banca d’Italia, e lo stesso che nel 92, in un incontro tra dirigenti di partecipazioni statali italiani e grandi finanziari internazionali, si mise alla regia del processo di “privatizzazioni” che ha investito l’Italia negli anni 90: subito iniziò l’attacco speculativo che fece calare di parecchio il valore della Lira. Il vecchio ordine democristiano-craxiano, contrario a tali riforme, fu spazzato via da tangentopoli: quindi prima il governo d’Amato e poi il governo Ciampi poterono incominciare l’attacco. Cosi anche in Italia, come nel resto del mondo, prese piede l’economia speculativa a danno di quella produttiva, con gli effetti nefasti che in Italia e in tutto il mondo vediamo. Quindi, come nel resto del mondo, anche in Italia si fa strada l’idea di una nuova Bretton Woods per rimettere l’economia di nuovo a scopi produttivi ed abolire la speculazione, proposta che, presentata al parlamento italiano da forze progressiste, ha trovato un grosso ascolto: ciò non è piaciuto alla finanza italiana e internazionale. La nomina di Draghi, ottenuta con pressioni di finanzieri internazionali, è quindi una strategia di “guerra preventiva”.


