« Palermo: senza tetto occupano il Comune
Stop al nucleare, la guerra fredda è finita! »

Tusk: venti nuovi in Polonia?

Con le elezioni del 21 ottobre, dopo appena 2 anni del governo PiS (Diritto e Giustizia), il partito di centrodestra di Jaroslaw Kaczynski, ha dovuto cedere il posto al leader della democristiana PO (Piattaforma Civica) di Donald Tusk

La sconfitta del PiS è stata umiliante, in quanto gli elettori si sono opposti categoricamente (attraverso una significante affluenza alle urne) alla politica nazionalista che ha portato gravi divisioni nel paese, allo sfruttamento dell’apparato governativo, sotto le mentite spoglie di lotta alla corruzione, nella lotta contro gli avversari politici che negli ultimi tempi si è trasformata in una vendicativa caccia alle streghe.
Tusk ha ricevuto il sostegno prima di tutto dai giovani e dagli imprenditori, suscitando fiducia con la moderatezza delle sue posizioni e la disponibilità al dialogo politico così nella politica interna come sulla scena internazionale.
Infatti oltre l’impegno di accelerare le riforme economiche, la privatizzazione e la riduzione delle tasse, Tusk avrà anche il compito di correggere, migliorandoli, i rapporti internazionali della Polonia. Questo riguarda anche l’eventuale futura collaborazione della Polonia con gli USA nella questione del cosiddetto scudo stellare. Donald Tusk, dichiara di voler maggiore indipendenza dagli Stati Uniti ed è palese che il progetto di costruzione della base americana è in contrasto con questi intenti. Questo perché l’esperienza degli anni precedenti ha insegnato che il pro-americanismo compromette pesantemente i rapporti già difficili con la Russia, ma anche perché gli elettori si aspettano che il nuovo governo riuscirà a invertire le tendenze del governo precedente e a trasformare la Polonia in un paese più “europeo”, attraverso il dialogo con i paesi dell’Unione.
Insieme a molti elettori di Tusk ci auguriamo sinceramente che la sua decisione di rendersi indipendente da Washington comporterà sia il ritiro delle truppe dall’Irak, teatro di guerra diventata ormai più che impopolare, sia il categorico rifiuto di installare la base missilistica americana sul territorio polacco.

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il loggin.