Se scendono i prezzi delle materie prime affondano le borse di tutto il mondo
E’ stato un autentico terremoto quello che ha investito i mercati azionari di tutto il pianeta. L’epicentro è stato registrato sulle piazze asiatiche e la scossa si è rapidamente propagata a tutte le latitudini, provocando perdite pesantissime. L’Europa si è allineata al trend e le Borse hanno chiuso in forte ribasso, con perdite consistenti intorno al 2%, al termine di una seduta dove complessivamente sono andati in fumo 148 miliardi di euro. A Milano, dove va tenuto conto dell’effetto cedole, il Mibtel ha perso il 3,8% e l’S&P/mib il 3,7%. E’ andata peggio al Midex che ha accusato una flessione del 4,66%. Infine l’All Stars ha registrato un colpo del 4,8% e il Techstars del 6,2%.
Diversi i fattori che hanno penalizzato Piazza Affari: le prese di beneficio dopo i ripetuti rialzi delle recenti sedute, i timori di una ripresa dell’inflazione americana e il conseguente possibile rialzo dei tassi d’interesse. A Piazza Affari ha pesato, inoltre, lo stacco dei dividendi da parte di numerose societa’, tra le quali circa 20 blue chips.
Giornata nera per Alitalia addirittura sospesa per eccesso di ribasso: alla fine il calo e’ stato del 10,93% a 0,766 euro per azione. Il titolo della compagnia aerea aveva chiuso la scorsa settimana con una flessione complessiva a doppia cifra dopo l’approvazione di una trimestrale deludente. Pesante calo anche per la Fiat (-5,39% a 9,39 euro).
Ma se le materie prime scendono di prezzo non dovrebbe essere una cosa positiva per noi tutti? Tutto questo a dimostrazione del fatto che dove c’è una borsa, ovvero speculazione, che va bene in fondo in fondo è un male per la gente.


