Le privatizzazioni in Italia, tra tangentopoli e speculatori internazionali
All’ inizio degli anni 90 una buona parte del settore economico, energia elettrica, telecomunicazioni e altri settori erano sotto uno stretto controllo statale, con l’eccezione del settore automobilistico, con un forte controllo della famiglia Agnelli e delle televisioni, dove, a fianco del monopolio statale RAI, era sorto anche il monopolio privato Mediaset. Tale patrimonio pubblico era gestito dai boiardi di stato amici dei potenti di turno, tra una corruzione dilagante. In coincidenza con lo scoppio di tangentopoli, nel 92, molti politici potenti locali e esponenti della finanza speculativa internazionale decisero che tale patrimonio doveva essere messo a disposizione dei profittatori italiani ed esteri. Cominciò un programma di “privatizzazioni” (svendite) di questi “monopoli pubblici”, sostituiti con oligopoli privati con grande soddisfazione dei finanzieri internazionali. Gli unici meno soddisfatti sono gli italiani che hanno visto lo stato sociale smantellato e i piccoli risparmiatori, che in queste truffe finanziare hanno rimesso, solo loro, parte dei loro soldi.


