Venticinque volte
Trentamila testate nucleari, tante quante bastano per distruggere il nostro pianeta 25 volte.

Un dato sconvolgente, di fronte al quale non ci sono parole. D’altronde a che servirebbero le parole. Di parole, di dichiarazioni d’intenti ne abbiamo sentite tante, troppe. Ora servono i fatti. Bisogna smantellare questa insopportabile minaccia che incombe sulla testa di tutti, anche di coloro che potrebbero mettere fine alla vita del nostro pianeta semplicemente premendo un bottone.
Fatti. Questo noi proponiamo, solo fatti. Dobbiamo invertire la rotta e invece di distruggere la terra 25 volte, potremmo salvarla diminuendo il numero delle testate nucleari per 25 volte, ogni volta smantellando 1.200 testate nucleari. E ogni volta che smantelliamo 1.200 testate possiamo dare un nome a questo evento, aumentando ogni volta la speranza per un futuro migliore.
La prima volta (30.000 – 1.200) potremmo chiamarla Altruismo, affinché sempre più persone possano continuare a porre attenzione e interesse per il bene altrui, sacrificando spesso gli interessi personali.
La seconda volta (30.000 – 2.400) potremmo chiamarla Autogestione, affinché un numero sempre maggiore di cittadini possa allargare i confini della democrazia per la piena attuazione dei loro diritti.
La terza volta (30.000 – 3.600) potremmo chiamarla Cooperazione, affinché i rapporti sociali abbiano la possibilità di continuare ad evolversi verso un processo d’insieme, in cui si stimolano e si moltiplicano i risultati delle azioni d’insieme.
La quarta volta (30.000 – 4.800) potremmo chiamarla Cosmopolitismo, affinché si fermino i disastri prodotti dal patriottismo e dal nazionalismo, a favore della soluzione dei problemi principali che ancora affliggono l’essere umano.
La quinta volta (30.000 – 6.000) potremmo chiamarla Critica, affinché continui a vivere questa pratica molto salutare, che rappresenta un pilastro della libertà, specialmente se rivolta verso tutto ciò che viene dato per assodato o prestabilito.
La sesta volta (30.000 – 7.200) potremmo chiamarla Democrazia, affinché continui a svilupparsi nella base sociale, attraverso la formazione di quello spirito democratico necessario alla piena espressione della ricchezza umana.
La settima volta (30.000 – 8.400) potremmo chiamarla Dignità, affinché si fermi l’umiliazione di tanti esseri umani, per l’affermazione della dignità della personalità di ognuno come alto valore etico.
L’ottava volta (30.000 – 9.600) potremmo chiamarla Ecologia, affinché la sensibilità collettiva possa continuare a crescere a tal punto da individuare nel mutamento radicale dello schema di potere e dell’organizzazione della società l’unica vera possibilità di fermare il disastro ecologico.
La nona volta (30.000 – 10.800) potremmo chiamarla Economia, affinché si realizzi finalmente la sua umanizzazione, in modo tale che i fattori economici diventino solo strumenti al servizio dell’essere umano.
La decima volta (30.000 – 12.000) potremmo chiamarla Educazione, affinché si affermi sempre più come preparazione dell’individuo, allenando le nuove generazioni all’esercizio di una visione non ingenua della realtà, non come obiettiva in sé, ma come l’oggetto di trasformazione sul quale si applica l’azione dell’essere umano.
L’undicesima volta (30.000 – 13.200) potremmo chiamarla Essere Umano, un fenomeno storico-sociale e non naturale, la cui coscienza è attiva e trasforma il mondo sulla base dell’intenzione ed il cui valore diventi finalmente la preoccupazione principale di tutta la società.
La dodicesima volta (30.000 – 14.400) potremmo chiamarla Fede, affinché perdano sempre più valore sia quella fanatica che distrugge ogni cosa, che quella ingenua che pone a rischio alcuni interessi vitali; ma affinché si affermi quella fede utile all’apertura nei confronti del futuro e agli obiettivi costruttivi della vita.
La tredicesima volta (30.000 – 15.600) potremmo chiamarla Fraternità, perché aumenti sempre più questa espressione dell’amore universale che unisce tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro razza e condizione sociale o religiosa.
La quattordicesima volta (30.000 – 16.800) potremmo chiamarla Giustizia, affinché non si annulli la libertà di scelta e non si riducano i diritti essenziali dell’uomo, consentendo ad ognuno di realizzare integralmente le sue capacità e di formare la propria personalità, senza recare danno ad altri.
La quindicesima volta (30.000 – 18.000) potremmo chiamarla Internazionalismo, soprattutto se contribuisce al rispetto della diversità di culture e di regioni, basandosi sulla convergenza delle diversità, verso una nazione umana universale.
La sedicesima volta (30.000 – 19.200) potremmo chiamarla Libertà, valore supremo ed essenza dell’esistenza umana, tanto più autentica quanto meno è limitata al singolo e quanto più è basata sulla presenza della libertà negli altri.
La diciassettesima volta (30.000 – 20.400) potremmo chiamarla Mondializzazione, radicalmente differente dalla globalizzazione, in quanto è un processo verso cui convergeranno le diverse culture senza che queste perdano la propria identità, nella direzione di una confederazione mondiale multietnica, multiculturale e multiconfessionale.
La diciottesima volta (30.000 – 21.600) potremmo chiamarla Nonviolenza, affinché sempre più persone ripudino la violenza e abbraccino la nonviolenza come l’unica metodologia d’azione e come l’unico stile di vita che permetta al genere umano di continuare a vivere ed evolversi.
La diciannovesima volta (30.000 – 22.800) potremmo chiamarla Nuovo Umanesimo, affinché si verifichi realmente una modifica dello schema di potere che abbia lo scopo di trasformare la struttura sociale attuale, che è diretta verso un inutile e disumano sistema chiuso.
La ventesima volta (30.000 – 24.000) potremmo chiamarla Regola Aurea, ovvero “Tratta gli altri come vorresti essere trattato”, affinché un numero sempre maggiore di esseri umani l’acquisisca definitivamente come base etica di ogni azione personale e sociale.
La ventunesima volta (30.000 – 25.200) potremmo chiamarla Rivoluzione, quella vera, quella che non ha bisogno della violenza per condurre ad una trasformazione profonda della struttura sociale, economica e politica del sistema, ad un nuovo tipo di cultura politico-sociale che abbia l’essere umano come valore centrale.
La ventiduesima volta (30.000 – 26.400) potremmo chiamarla Scienza, affinché serva l’essere umano, il suo sviluppo e l’armonia tra di esso e la natura, e non più per la distruzione e per la manipolazione della coscienza sociale e del comportamento di massa.
La ventitreesima volta (30.000 – 27.600) potremmo chiamarla Solidarietà, affinché non diventi più un mezzo per contrapporre gruppi umani ad altri gruppi umani, ma tenda invece ad unire tutti gli esseri umani.
La ventiquattresima volta (30.000 – 28.800) potremmo chiamarla Tolleranza, affinché domini sempre più le relazioni tra gli esseri umani, in quanto condizione indispensabile per l’applicazione effettiva dei diritti umani universali.
La venticinquesima e ultima volta (30.000 – 30.000 = 0 testate nucleari) potremmo chiamarla Uguaglianza, affinché nel mondo vengano riconosciuti a tutti i cittadini gli stessi diritti, nel contemporaneo rispetto della personalità di ogni essere umano, unico nel suo genere e insostituibile.
25 volte, ogni volta 1.200 testate nucleari in meno, ogni volta miliardi di vite salvate. Esiste un impegno più grande di questo?


