Omaggio a Che Guevara
Si è realizzato lo scorso 6 ottobre, convocato dal partito comunista argentino, un’importante evento presso la “Casa Suiza” di Buenos Aires, tra militanti diversi forse per cultura e provenienza, ma non per il desiderio di lottare per la liberazione degli oppressi e per la costruzione di un nuovo orizzonte futuro.
L’incontro, nato per commemorare la figura del “Che” a 40 anni dalla sua morte, è stato intenso e dai toni forti ed emotivi.
In un salone stracolmo di militanti comunisti, umanisti e altre organizzazioni, hanno parlato diverse personalità . Luis Ammann, candidato Presidente per il FRAL (Fronte Amplio Latinoamericano) alle prossime elezioni, ha spiegato il senso di questa alleanza e ha omaggiato la storica figura del medico argentino, nota al mondo come Ernesto “Ché” Guevara.
L’intenzione che il FRAL sia una costruzione in permanente crescita la mostreremo nei prossimi 6 anni, termine che ci siamo dati per valutare tutta la cosa fatta nel nostro paese e nella nostra America – ha affermato Amman- Il FRAL è venuto per rimanere e per crescere fino ad essere un’alternativa effettiva di cambiamento sociale.
Segue letteralmente la traduzione dell’ultima parte del discorso, quella di omaggio al Ché.
In questa data in cui si compiono 40 anni dalla morte di Ernesto Guevara, come umanisti gli rendiamo omaggio perché, oltre le differenze metodologiche che avevamo potuto temere, rispettiamo la sua enorme coerenza e la sua concezione del cambiamento sociale e del cambiamento personale.
Guevara fu un uomo che volle la rivoluzione, che la pensò e la fece, a volte con successo come in Cuba ed a volte, come in Bolivia, consegnando la vita nel conseguimento dei propri obiettivi.
È un esempio della coerenza che necessitiamo tutti noi, ogni giorno delle nostre vite. Fare la rivoluzione non è un’impresa facile, ma non c’è un obiettivo migliore che riempia di tanto senso la vita umana.
Da differenti concezioni metodologiche ma con un stesso proposito, comunisti ed umanisti ci sentiamo più argentini, più latinoamericani e più responsabili di fare la nostra parte nella costruzione rivoluzionaria quando evochiamo la coerenza di vita di Ernesto Guevara.
Ed aggiungiamo solo un paragrafo riguardo la finalità , del perché dell’azione. Naturalmente la meta dell’azione è il cambiamento sociale e verso lì si dirige lo sforzo rivoluzionario. Ma l’aspetto personale ha valore nel pensiero del Che: nel discorso del 1961 in Uruguay, egli spiegava: “Quella che importa è la soddisfazione morale di contribuire all’ingrandimento della società , la soddisfazione morale di stare mettendo qualcosa di ciascuno in questo compito collettivo e vedere come, grazie a quella piccola parte del lavoro individuale che si unisce in milioni e milioni di lavori individuali, si fa un lavoro collettivo armonico, che è il riflesso di una società che avanza”.
Militanti, amiche, amici, compagne e compagni, per la nostra Argentina, per la nostra America raggiungiamo quella soddisfazione morale della quale parla il Che, facendo la nostra parte in questa impresa che condividiamo insieme comunisti ed umanisti.
Un abbraccio fraterno e rivoluzionario per tutti


