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Direttiva Bolkestein: confronto duro tra Europa legale e Europa reale

BolkesteinNel parlamento europeo inizierà il 14 febbraio, per concludersi con il voto di giovedì 16, la lettura della direttiva Bolkestein sull’erogazione dei servizi, che stabilisce il principio del paese d’origine: una ditta polacca che decide di operare in Francia non dovrà rispettare la legislazione francese ma quella polacca. Ancora una volta si fronteggeranno l’Europa legale dei parlamentari europei, tutti contenti tranne poche eccezioni, dell’Europa neo-liberista che si sta instaurando, e l’Europa reale, quella dei movimenti che scendono in piazza e quella dei referendum che hanno bocciato la costituzione europea di chiarissimo stampo neo-liberista. Quell’ordine neo-liberista che in un ventennio, in Europa, ha portato alla delocazione svuotando l’apparato industriale, che ha favorito l’agro-business a danno dei piccoli contadini con il conseguente abbandono delle terre, che ha smantellato lo stato sociale e distrutto i diritti che la classe lavoratrice ha conquistato con anni di dure lotte. Che ha, infine, favorito profitti a grandissimo vantaggio dell’elite ricca. Tale elite, economica e politica, vuole un’ Europa fatta di soli consumatori e produttori, dove i lavoratori e chi chiede democrazia per tutti non abbia nessuno spazio; un’ Europa, basata sul censo, dove solo chi può consumare e arricchire i profitti dell’elite finanziaria può avere diritti. Contro questa Europa si mobiliteranno l’11 febbraio, a Strasburgo, movimenti di lotta e sigle sindacali, pur con piattaforme diverse, per dire NO alla direttiva Bolkestein senza se e senza ma.

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